Il testamento di Re Giorgio: la Armani potrebbe andare a EssilorLuxottica. Ai familiari la quota azionaria dello stilista (2,5 miliardi) nel colosso bellunese
La casa di moda sarà di proprietà della Fondazione Armani: il futuro della Giorgio Armani in borsa o con il colosso degli occhiali

BELLUNO. Dopo i giorni di lutto e di commemorazione per la scomparsa a 91 anni di Giorgio Armani, ora a tenere banco è la grande partita del futuro della casa di moda, che sarà nelle mani della Fondazione intitolata allo stesso stilista, scomparso lo scorso 4 settembre.
Alla Fondazione Armani va infatti il 100% delle quote della maison: è quanto emerge dalla lettura del testamento dello stilista, all'interno del quale c'è spazio anche per alcuni rimandi ad EssilorLuxottica.
A partire dalla quota della società che Giorgio Armani deteneva, pari a circa il 2% per un controvalore di circa 2,5 miliardi di euro.
Un "tesoretto" che, come raccontato da un'analisi del testamento riportata dal Corriere della Sera, va per il 40% a Pantaleo Dell’Orco e per il restante 60% ai familiari. A queste quote vanno tolte 100 mila azioni che lo stilista ha invece donato a Michele Morselli, e 7.500 azioni ciascuno a Daniele Balestrazzi, Giuseppe Marsocci, Laura Tadini e Luca Pastorelli.
L'azienda guidata da Francesco Milleri è stata indicata fra i gruppi della moda e del lusso, nel testamento di Giorgio Armani, ai quali vendere Armani Spa.
Armani ha anche disposto e indicato la strada delle alleanze per la casa di moda, da individuare a breve: il testamento apre la possibilità per la Fondazione, entro i 18 mesi dalla data di successione, di "cedere una partecipazione del 15% in via prioritaria ad uno tra il gruppo Lvmh, EssilorLuxottica, L’Oréal o ad altra società operante nel mondo della moda di pari standing, con cui la Giorgio Armani intrattiene rapporti di partnership". A decidere sarà quindi la Fondazione con l’accordo di Dell’Orco.
Uno scenario che sembra poter preludere alla cessione della Giorgio Armani: il testamento dispone anche che, dopo la cessione del 15%, entro il quinto anno venga ceduto un ulteriore 30% del capitale dalla casa di moda, fino a un massimo del 54,9%.
In pratica, entro il 2030 il 70% della Giorgio Armani (15% più 54,9%) sarà ceduto a un acquirente qualificato, che sia una delle big della moda o il colosso degli occhiali fondato da quello che fu un caro amico dello stilista, Leonardo Del Vecchio. L'alternativa è la quotazione in borsa.
"Siamo orgogliosi della stima che il signor Armani ha voluto riporre nel nostro gruppo e nel nostro management. Valuteremo con attenzione, insieme al board, questa prospettiva evolutiva che merita un'attenta riflessione, alla luce dei profondi rapporti che già legano i due gruppi", ha detto al Corriere della Sera un portavoce di EssilorLuxottica.












