Legge sulla partecipazione, le proiezioni di Cisl Veneto: possibili fino a oltre 2.500 euro l’anno in più ai lavoratori. “Misura concreta per ridurre il gap dei salari italiani”
Come la legge sulla partecipazione può migliorare la vita di lavoratori e imprese? Se n'è discusso alla presentazione di uno studio commissionato da Filca Cisl Veneto sulle aziende edili: i dati riguardano soprattutto la partecipazione dei lavoratori alla redistribuzione dei redditi, ma il sindacato non ha mancato di ribadire l'importanza del coinvolgimento dei lavoratori anche nelle scelte aziendali

TREVISO. Come la legge sulla partecipazione può migliorare realmente la vita di lavoratori e imprese? “La partecipazione è la vera leva del progresso: garantisce salari più alti, imprese più forti e più sicurezza nel lavoro perché è l'unico modo per trasformare il conflitto in collaborazione e la ricchezza prodotta in giustizia sociale” afferma Marco Potente, segretario generale Filca Cisl Veneto.
Risale allo scorso maggio la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione e alla redditività d’impresa, frutto di una proposta di iniziativa popolare di Cisl. Si tratta di una legge che disciplina la partecipazione gestionale, economica, organizzativa e consultiva dei lavoratori alla gestione, all’organizzazione, ai profitti e ai risultati delle aziende.
Oggi la sfida, secondo il sindacato, è renderla concreta e a coglierla è Filca Cisl Veneto, categoria dei settori delle costruzioni e del legno. Per valutare il possibile impatto della legge per i lavoratori della filiera veneta, infatti, ha commissionato a Fondazione Corazzin uno studio i cui esiti sono stati presentati a Quinto di Treviso. “Abbiamo individuato le imprese venete delle costruzioni – prosegue Potente – con potenziali spazi di applicazione della legge rispetto in particolare allo strumento della redistribuzione dei redditi. I dati permettono ora di aprire una prima fase di dialogo con le imprese e cominciare a introdurre il tema nella contrattazione, con la possibilità oltretutto di contribuire a ridurre, almeno in parte, il noto gap dei salari italiani rispetto alla media europea”.
Concentrandosi sulle imprese venete della filiera edile e affini con almeno 15 dipendenti, l’analisi ha individuato quelle “produttive” e “solide” - tramite il margine operativo lordo (Mol), cioè la capacità di generare valore grazie alla sola attività principale. Le imprese con Mol positivo rilevate sono 1.237 delle quali, considerando un parametro di lavoro pari al 10% del Mol, emerge che 460 (37%) potrebbero redistribuire a ciascun lavoratore oltre 2.500 euro annui, altre 367 (30%) tra 1.000 e 2.499 euro e infine il 33% (410) fino a 1.000 euro.
Si tratta di un comparto chiave per il Veneto, poiché comprende l’intero sistema delle costruzioni, come edilizia, legno e arredamento, laterizi, cemento e settore lapideo: un totale di 167.127 dipendenti e 55.490 nuove assunzioni nel 2024, per oltre 74 mila imprese. “Nelle aziende dove Filca Cisl è presente ‒ aggiunge Ottavio De Luca, segretario generale Filca Cisl nazionale ‒ esistono già forme di partecipazione, ma per ottenere i risultati migliori il coinvolgimento deve avvenire anche nelle scelte aziendali. Spesso i problemi nascono infatti dall’assenza di coinvolgimento di chi conosce il lavoro e sa come migliorarlo: la partecipazione è dunque un modo per alzare la qualità del lavoro, valorizzare le competenze e rendere le persone protagoniste dell’organizzazione. Solo dopo si redistribuiscono i risultati generati: in altre parole, la partecipazione non è solo economica, ma anche gestionale e organizzativa”.
Riflessioni che cadono puntuali a pochi giorni dallo sciopero a oltranza portato avanti dai lavoratori di Hydro Extrusion di Feltre: anche qui, pur trattandosi di un settore diverso, le rivendicazioni delle parti sindacali sottolineavano il mancato ascolto dei lavoratori da parte dei vertici aziendali sulle scelte fatte (qui il dettaglio), portando oggi al concreto rischio di chiusura dello stabilimento.
“L’azienda non deve accettare - conclude Massimiliano Paglini, segretario generale di Cisl Veneto - ma capire il valore di un modello distributivo che migliora le condizioni dei dipendenti e va a vantaggio di tutta la comunità. Il neo presidente Alberto Stefani ha fatto un'apertura importante quando ha dichiarato che vuole costituire il Consiglio regionale dell'economia, che secondo noi può consentire l'applicazione di questa legge e dare al Veneto una co-progettualità che coinvolge tutte le parti, dall’università agli imprenditori e le parti sociali. Siamo quindi fiduciosi che si possa scrivere una pagina nuova di sviluppo della regione, anche attraverso una collaborazione forte con la nuova giunta".












