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Trento
20 novembre | 17:18

"Lo stadio? Va benissimo anche da 5.500 posti, utilizzabile per altri eventi, a norma anche per la serie B. Il centro sportivo è la priorità ma deve essere studiato bene"

Il presidente del Trento Calcio Mauro Giacca a Il Dolomiti: "Lo stadio a San Vincenzo? Da 5.500 posti andrebbe benissimo, se rapportato alla dimensione e alla popolazione della città. E non va inteso come uno stadio "e basta", ma come un punto di aggregazione territoriale, per ospitare eventi, manifestazioni sportive, penso a quelle che riguardano le scuole, ma anche di tipo culturale. Un impianto, insomma, che nei mesi in cui il calcio è fermo possa essere utilizzato anche per altre attività"

Lo stadio? Va benissimo anche da 5.500 posti, utilizzabile per altri eventi, a norma anche per la serie B

TRENTO. "La priorità era e resta il centro sportivo, che deve essere adeguato - per dimensioni e strutture - alle esigenze di un club professionistico. Lo stadio a San Vincenzo? Da 5.500 posti andrebbe benissimo, se rapportato alla dimensione e alla popolazione della città. E non va inteso come uno stadio "e basta", ma come un punto di aggregazione territoriale, per ospitare eventi, manifestazioni sportive, penso a quelle che riguardano le scuole, ma anche di tipo culturale. Un impianto, insomma, che nei mesi in cui il calcio è fermo possa essere utilizzato anche per altre attività".

 

Dopo la presentazione, avvenuta qualche settimana fa, di quello che Provincia e Comune intendono fare sull'area San Vincenzo (Qui articoloa Trento Sud, il presidente del Trento Calcio Mauro Giacca aveva detto immediatamente la sua.

 

Esprimendo tutte le perplessità legate a come era stata pensata l'area (Qui articolo) e trovando anche il sostegno di Marco Sembenotti, consigliere comunale di Fratelli d'Italia ed "esperto" in materia sportiva (Qui articolo) che si era chiesto se chi aveva progetto il centro sportivo "ne avesse mai visto uno".

 

Ebbene, il massimo dirigente del Trento Calcio, come aveva dichiarato qualche settimana fa a Il Dolomiti, considera il centro sportivo la priorità assoluta. "Abbiamo bisogno di una struttura degna di un club professionistico, che non ci costringa - quotidianamente - ad utilizzare cinque - sei campi in giro per la città" erano state le parole di Giacca. Quella legata ai campi d'allenamento è un'emergenza con la quale la società aquilotta deve fare i conti praticamente da sempre.

 

E poi c'è lo stadio che, se deve essere rifatto, che almeno venga costruito con uno sguardo al futuro e del "multi utilizzo".

 

"Il club è ambizioso, cresciamo anno dopo anno, non abbiamo l' "ossessione" di salire di categoria - prosegue il presidente trentino - ma, se un giorno accadrà, servirà un impianto all'altezza. E, allora, un impianto da 5.500 posti andrebbe benissimo anche per la serie B. Non mi sembra nulla di esagerato e, come auspico e ho già detto più volte, sarebbe spendibile anche per altre attività".

 

E' impensabile costruire il centro sportivo a San Vincenzo e ricostruire il "Briamasco" in via Sanseverino, lasciando lo stadio dove è ora? Con una tribuna sud nuova di zecca modello quella del "Druso" e tutti i servizi annessi?

 

"Credo che per fare tutto quello che serve - conclude Giacca, presidente del Trento da ormai 11 anni - servirebbero almeno 3 milioni e mezzo, una spesa considerevole e poi ci sono altri problemi. Penso a quello legato ai parcheggi, con cui conviviamo da anni, ma anche di tutti i servizi di cui necessita un impianto, come i bar, gli accessi, gli uffici. Certo, grazie alla collaborazione e alla disponibilità delle istituzioni, la struttura è stata migliorata, ma ci sono situazioni che sono impossibili da modificare. Penso agli spogliatoi, che sono stati realizzati in un momento in cui dovevano ospitare 20 persone tra giocatori, allenatori e dirigenti. Oggi tale numero è praticamente raddoppiato. O al numero di locali a disposizione: ne servono altri, assolutamente. E poi, Trento è la città capoluogo e lo stadio è anche una "vetrina" del territorio, non solamente cittadino e provinciale: serve una struttura funzionale, che sia però anche bella e moderna".

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