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Trento
06 novembre | 18:17

"Adesso non penso allo stadio, mi concentro sul centro sportivo. Impossibile fare valutazioni sui disegni: quando sarà ci confronteremo e faremo le nostre richieste"

Il presidente del Trento Calcio Mauro Giacca si riserve di esprimere le proprie valutazioni sul progetto nell'area San Vincenzo "quando ci saranno i documenti sulla tavola e ci confronteremo, ascolteremo e ci spiegheranno cosa intendono fare. A quel punto, nel rispetto di chi "comanda", avanzeremo le nostre richieste. L'assenza in conferenza stampa? Nessuna polemica, non era prevista la partecipazione. Non so perché vi fossero Trentino Volley e Aquila Basket"

Adesso non penso allo stadio, mi concentro sul centro sportivo

TRENTO. La sua assenza era stata notata, alla luce del fatto che - invece - i rappresentanti di Trentino Volley e Aquila Basket erano presenti e, ovviamente, al termine della conferenza stampa di presentazione delle "maxi opere" che verranno realizzate in Destra Adige (nuovo palazzetto dello sport da 6mila posti) e nell'area San Vincenzo (centro sportivo calcistico, pump track e anello per il ciclismo), sorridevano, distribuendo strette di mano e pacche sulle spalle, con tanto di comprensibili dichiarazioni entusiaste.

 

In tanti avevano ipotizzato che, il fatto che non vi fosse alcun rappresentante del Trento Calcio, in primis il presidente Mauro Giacca, fosse dovuto al malumore del club di via Sanseverino per quanto emerso, visto che a Trento Sud lo stadio sarà, almeno per il momento, uno "stadiolo" (ben diverso da quello che era stato ipotizzato nei mesi scorsi, cioè un impianto da 10mila posti) e il centro sportivo, così come è pensato, non può nemmeno lontanamente soddisfare le esigenze di un club professionistico.

 

"Smentisco assolutamente queste voci - dichiara il massimo dirigente gialloblù - che non corrispondono alla realtà. Come club e, anche personalmente, abbiamo chiesto se fosse necessaria la nostra presenza e ci è stato comunicato che non era necessaria e prevista, al pari di quella delle altre società sportive interessate direttamente dalle grandi opere che un momento pubblico, assieme alla stampa, sarebbe stato programmato successivamente. Non so chi abbia invitato - certamente non la Provincia - i rappresentanti di Trentino Volley e Aquila Basket, certamente non è stato bello vedere l'assenza di due realtà (Trento Calcio e Trento Calcio Femminile) su quattro, ma questo non è stato dovuto certamente ad una nostra presa di posizione. Anzi".

 

Chiarito l'inghippo, che poteva far pensare ad un "caso diplomatico", il massimo dirigente aquilotto che, sin dal 26 giugno 2014, il giorno in cui rilevò il titolo sportivo della precedente società, dichiarata fallita dal Tribunale di Trento, parlava di voler realizzare il "Nido Gialloblù" - un punto di riferimento per l'intero settore giovanile, fruibile anche dal movimento dilettantistico - spiega il proprio punto di vista riguardo al progetto presentato martedì in Provincia.

 

"Al momento, sinceramente - spiega Giacca - non penso allo stadio, ma al centro sportivo perché, come abbiamo ormai ripetuto decine e decine di volte negli ultimi undici anni, abbiamo bisogno di una struttura degna di un club professionistico, che non ci costringa - quotidianamente - ad utilizzare cinque - sei campi in giro per la città. Quando ci saranno i documenti sulla tavola, ci spiegheranno cosa intendono fare e come intendono realizzare le varie opere, allora ci confronteremo, avanzeremo le nostre richieste e capiremo il da farsi. Ribadendo che la Provincia comanda e il Comune interviene dal punto di vista urbanistico, non voglio commentare i disegni che ho visto, dove ci sono due - tre campi messi lì e due campi più piccoli. Quando ci sarà tutto messo su tavole e più preciso, allora sarà il momento del confronto. Parlare adesso sarebbe inopportuno e inutile".

 

Bene, dunque, che finalmente sia stato levato il velo sulla "cittadella" (mini) dello sport a Trento Sud, ma con "riserve".

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