Le maxi opere Fugatti-Ianeselli per i Supermondiali di ciclismo bocciate dai ciclisti: "Siamo sorpresi, progetto inadeguato e non risponde alle esigenze del movimento"
Le parole del presidente della Federciclismo trentina, Renato Beber, sul polo sportivo che sorgerà nell'area di San Vincenzo: "Il progetto, per ora, non risponde alle proposte e alle esigenze del movimento ciclistico trentino e, in particolare, a quella della nostra base giovanile. Quelle presentate sono opere che non hanno nulla a che vedere con l'appuntamento dei Supermondiali di ciclismo del 2031"

TRENTO. "Siamo sorpresi di fronte alla proposta del presidente della Provincia autonona di Trento Maurizio Fugatti e del sindaco di Trento Franco Ianeselli in merito all’urbanizzazione dell'area di San Vincenzo".
A parlare è il presidente del comitato della Federciclismo di Trento, Renato Beber, e le sue riflessioni arrivano il giorno dopo il grande annuncio dei progetti definitivi (o quasi) dei due nuovi poli sportivi della città. Nella zona sud di Trento grande protagonista dovrebbe essere (ma a questo punto il condizionale è d'obbligo) il ciclismo: ma il mondo delle due ruote trentine per il momento è scettico. Anzi, pure qualcosa di più: deluso.
"Il progetto, per ora, non risponde alle proposte e alle esigenze del movimento ciclistico trentino e, in particolare, a quella della nostra base giovanile - spiega Beber -. Una pista ciclabile intorno a una distesa di campi sportivi e un 'pump track' (confidiamo almeno che quello sia costruito per ospitare eventi importanti) più un anello che sarà collegato con un tracciato circolare più grande, di circa 2,5 chilometri complessivi, che racchiuderà tutti i 24 ettari dell'area di San Vincenzo. Questo lotto fa parte di altri ragionamenti? Di altri finanziamenti? Ci sono margini per tenere aperto il dialogo e capire cosa si intende? Su come strutturare il 'ciclodromo/bike park'? Perché diversamente ci chiediamo: a cosa sono serviti incontri, mozioni, manifestazioni, impegni, promesse se il risultato è che il ciclismo rimane marginale rispetto ad un investimento di così grande portata?".
"Per chiarezza ribadiamo che noi siamo per una struttura polifunzionale per la pratica delle varie espressioni e discipline del ciclismo. Un luogo dove i ragazzi e le ragazze dai 6 ai 13/14 anni possano allenarsi in sicurezza. Un luogo da poter concepire come centro federale di formazione e crescita degli atleti, nel quale poter svolgere anche attività agonistica evitando di occupare strade, piazze o zone industriali. Una struttura polivalente che possa accogliere anche praticanti di altri sport con strutture adeguate a servizio. Per ora manca un 'pezzo' importante, che ci era stato detto essere una priorità rispetto al resto. Queste sono opere che non hanno nulla a che vedere con l'appuntamento dei Supermondiali di ciclismo del 2031".
"Se si vuole dare una risposta seria - riprende il presidente della Fci -, concreta e lungimirante alle esigenze di chi pratica il ciclismo garantendo loro maggiori livelli di sicurezza, in particolare per i più giovani, queste proposte sono inadeguate e lontane nel tempo. C’è il rischio di arrivare al 2031 con un movimento ciclistico trentino in asfissia, in affanno. Ci sono territori come la Valsugana che chiedono da tempo un circuito protetto, la val di Non la sistemazione della pista utile per avviare al ciclismo i ragazzini, così come la necessità di sistemare il manto della pista di Mori. Confidiamo ci possa essere, in vista dell’appuntamento mondiale, un ragionamento complessivo sulle strutture utili per dare prospettiva al movimento ciclistico provinciale e avere la possibilità di indicare ipotesi diverse", conclude Beber.














