"Il centro sportivo? Chi l'ha disegnato ne ha mai visto uno? E' una "macedonia" confusa di strutture". Sembenotti (Fdi) critico sul maxi progetto Fugatti-Ianeselli
"Ma veramente qualcuno pensa che la prima squadra del Trento possa allenarsi in un campo aperto a qualsiasi spettatore e "curiosi", con i ciclisti che passano a tre metri di distanza, un'altra squadra, magari di giovani, che si allena nel campo a fianco e, visto che in prossimità dei terreni è previsto verrà realizzato il pump track, una manifestazione o allenamenti di bmx a due passi? Assolutamente non è concepibile"

TRENTO. "Si è voluto rispondere alle esigenze di tutti, "buttando" lì campi, campetti, altre strutture, mettendo i parcheggi a centinaia di metri di distanza. E' una "macedonia" di impianti, posizionati senza alcuna logica e, soprattutto, senza alcune parti fondamentali, quali spogliatoi, illuminazione, tribune che non soddisferanno le esigenze di nessuno. Mi auguro, vivamente, che quella non sia la versione definitiva. La dislocazione va ripensata completamente, a costo di fare delle rinunce".
Sei mesi fa Marco Sembenotti è tornato in consiglio comunale. Lo ha fatto con la "casacca" di Fratelli d'Italia, risultando uno dei più votati della lista dopo anni di assenza dalla politica attiva. Lui che era già stato a Palazzo Thun per quattro mandati e per una legislatura anche in consiglio provinciale, il mondo dello sport - in particolare quello del calcio - lo conosce probabilmente come nessuno in via Belenzani, non solamente perché è presidente di una società sportiva - la ViPo Trento -, ma anche perché ha girato mezza Europa, vedendo stadi e, per l'appunto, tanti centri sportivi.
Martedì era in prima fila, in Provincia, assieme ai colleghi Ilaria Goio e Alex Voyat, per assistere alla presentazione di quella che è definibile come una "maxi opera Fugatti - Ianeselli" ed è sobbalzato sulla sedia quando, sul mega scherzo, è stata proiettata l'immagine di quella che sarà l'area San Vincenzo del futuro.
"Mi viene da dire che chi ha fatto quel disegno - esordisce - non ha mai visto un centro sportivo dal vivo. Quello di una società professionistica, perché tale è il Trento Calcio, non può essere nemmeno lontanamente strutturato come invece è stato previsto. Cosa non va? Praticamente tutto. I campi sono uno a fianco all'altro, nei disegni non sono stati previsti i fari dell'impianto d'illuminazione, le tribune, gli spogliatoi. E poi: la "cittadella" di un club professionistico ha bisogno anche di altri spazi, che sono imprescindibili, quelli riservati all'area medico - sanitaria, gli uffici, addirittura una mensa e si potrebbe continuare a lungo. Tutti questi elementi occupano tanto spazio e lì lo spazio è stato contingentato al massimo, "strizzando" tutto. Per non parlare della privacy: ma veramente qualcuno pensa che la prima squadra del Trento possa allenarsi in un campo aperto a qualsiasi spettatore e "curiosi", con i ciclisti che passano a tre metri di distanza, un'altra squadra, magari di giovani, che si allena nel campo a fianco e, visto che in prossimità dei terreni è previsto verrà realizzato il pump track, una manifestazione o allenamenti di bmx a due passi? Assolutamente non è concepibile e credo inaccettabile da parte del Trento Calcio stesso. E, aggiungo, trovo difficilissima anche la "convivenza" tra il Trento e le società dilettantistiche, visto che stiamo parlando di due mondi diversi".
E il nuovo stadio?
"Beh, non parliamo di stadio, per favore. Quello è un campo con una tribuna da 1.500 posti come ce ne sono diversi in Trentino. Un campo nemmeno da serie D, ma da Eccellenza, la massima categoria regionale, la seconda dilettantistica. Lo stadio potrebbe essere tranquillamente lasciato dove è, ristrutturato, ammodernato e reso un piccolo "gioiello". Basterebbe abbattere l'attuale Tribuna Sud, ricostruirla in toto sul modello di quella realizzata a Bolzano, con tutti i servizi annessi. E si guadagnerebbe pure spazio, visto che la struttura potrebbe essere avvicinata, togliendo l'inutile e orrenda ormai ex pista d'atletica. La tribuna potrebbe correre lungo tutto il lato del campo e si potrebbe aumentare anche la capienza".
In tanti, sindaco in primis, sono scettici e vogliono spostare lo stadio da via Sanseverino.
"Per il problema legato al traffico? A parte che stiamo parlando di qualche ora, ogni due settimane, con la possibilità di organizzarsi con largo anticipo e non mi sembrano difficoltà insormontabili. Bene, allora pensiamo a soluzioni alternative come, ad esempio, l'interramento dell'Adigetto con spostamento del traffico su quella che sarebbe una nuova strada, rendendo via Sanseverino pedonale. Questo, al netto della gestione degli eventi sportivi, non potrebbe che rappresentare un plus per la viabilità quotidiana della città. E poi, tenuto conto che con il nuovo palazzetto dello sport in Destra Adige verrà realizzato un parcheggio multipiano interrato, perché non sfruttarlo anche per le manifestazioni calcistiche? I tifosi parcheggiano lì e, in dieci minuti, percorrendo la passerella sopra il fiume, la cui realizzazione è già prevista, arrivano davanti al "Briamasco". Mi sembra che tutto possa "filare", considerato che lo stadio che si vorrebbe realizzare a San Vincenzo - secondo l'idea attuale - non è nemmeno consono al campionato di serie D".
I campi a Trento Sud potrebbero essere sfruttati dalle formazioni dilettantistiche per le gare ufficiali?
"Così come è pensato il centro sportivo, assolutamente no. Ma non vanno bene nemmeno per le partite delle giovanili del Trento o di qualsiasi altra squadra. Mancano le tribune e il pubblico dove si posizionerebbe. E' vero, potranno essere aggiunte in fase progettuale e, dunque, serve altro spazio. E i parcheggi? Sono situati a centinaia di metri di distanza".
La soluzione, dunque, quale potrebbe essere per migliorare il tutto?
"Quella di rivedere gli spazi. Qualcosa va tolto, è inevitabile. Non si può pretendere di avere parcheggi, strutture sportive, un parco e una "Music Arena", pur di dimensioni ridotte. Bisogna fare una scelta e ridistribuire le opere, considerando che - per realizzarle come "si deve" - serve maggior metratura. A cosa si può rinunciare? Così su due piedi mi verrebbe da dire al parco o a quel che resta della "Music Arena", visto che quell'area è stata pensata per diventare una cittadella dello sport e gli stalli per le auto sono indispensabili. Incastrare tutto così non ha senso".
Lei fa parte sia della commissione urbanistica che della commissione sport del Comune. Il progetto presentato martedì in Provincia vi era stato sottoposto prima, almeno a livello conoscitivo?
"No, è stato fatto qualche ora dopo la conferenza congiunta tra il Presidente della Provincia e il Sindaco di Trento, ma prima non era stato fatto alcun passaggio. Adesso la votazione in Consiglio comunale dovrà avvenire in tempi brevi per accedere ai contributi di un bando che scade tra poco. Se verrà approvato? Credo di sì: se il sindaco dice di approvarlo, i suoi eseguono".












