Medico sospeso dal giudice per 12 mesi dopo l'accusa di violenza sessuale ai danni di un'operatrice sanitaria: sequestrate le armi dell'uomo
A denunciare il medico 58enne è stata una Oss, ma lui respinge tutte le accuse: intanto dopo la sospensione dell'Apss scattano i 12 mesi di misura cautelare interdittiva disposti dal giudice

TRENTO. Era stato sospeso dall'Apss, ma ora è arrivata l'applicazione (da parte della polizia di Stato) alla misura cautelare interdittiva della sospensione per 12 mesi dall’esercizio del pubblico ufficio nei confronti di un medico, accusato di violenza sessuale a seguito di alcune molestie poste in essere sul luogo di lavoro nei confronti di un’operatrice socio sanitaria.
L'uomo, un 58enne medico dipendente da parecchi anni dell'Azienda Sanitaria trentina, si sarebbe reso protagonista di numerosi apprezzamenti a sfondo sessuale nei confronti della donna sul luogo di lavoro sfociati (dopo continue molestie, attenzioni a sfondo sessuale e "machismo" tra battute e atteggiamenti marcatamente sessisti) in un grave episodio di palpeggiamenti.
A seguito delle indagini condotte dalla squadra mobile della questura di Trento e degli elementi probatori raccolti, la procura aveva chiesto al Gip l’adozione di una misura cautelare nei confronti del medico, che è stata emessa ed immediatamente eseguita dalla stessa squadra mobile.
Davanti al giudice, l'uomo si era difeso da tutte le accuse dicendo che non si trovava in servizio, ma che anzi era in ferie, nei giorni della presunta violenza; ma dopo il provvedimento disciplinare dell'azienda ora è stato il giudice a dare lo "stop" per 12 mesi.
All’uomo, inoltre, erano già state ritirate cautelarmente, da personale della divisione polizia amministrativa, le armi regolarmente in suo possesso, per sopravvenuta mancanza dei requisiti di buona condotta, presupposto necessario per poterle legittimamente detenere.


















