Abbattimento di M90, l'onorevole Brambilla: "Bene il rinvio a giudizio di Fugatti. La sofferenza dell'orso doveva essere evitata: è morto dissanguato"
"La legge Brambilla sta riscrivendo la storia. Nel caso presente non conta che l’uccisione sia avvenuta per decreto, all'apparenza con i crismi della legalità, ma che sia avvenuta con crudeltà, perché l'orso non è stato narcotizzato ed è morto lentamente, raggiunto da due proiettili che hanno provocato un'emorragia interna e una lunga agonia. Questa sofferenza non era solo evitabile, doveva essere evitata" scrive la deputata di Noi Moderati

TRENTO. Dopo la decisione del Gip del tribunale di Trento, che ha respinto la richiesta di archiviazione del procedimento contro il Presidente della Provincia Maurizio Fugatti riguardo la morte dell'orso M90 (Qui articolo), la deputata Michela Vittoria Brambilla commenta con soddisfazione la notizia e lo fa senza troppi giri di parole.
"Bene il rinvio a giudizio di Fugatti - scrive la deputata di Noi Moderati -, la legge Brambilla riscrive la storia. Per troppo tempo la Provincia ha creduto di disporre come voleva, anche a fini elettorali, di un patrimonio di tutta la collettività nazionale.
E' di ieri, venerdì 7 novembre, infatti, la notizia che il Governatore trentino è stato rinviato a giudizio per le modalità con cui venne abbattuto l'orso M90 (Qui articolo) a febbraio 2025.
"Una squadra del Corpo forestale trentino è entrata in azione in una zona di montagna della Bassa Val di Sole - spiegava la Provincia nel comunicato stampa -. L’animale è stato identificato mediante l’osservazione del radiocollare e delle marche auricolari. L'orso M90 era considerato un animale pericoloso, secondo la scala di problematicità riportata nel Piano d'azione interregionale per la conservazione dell'orso bruno sulle Alpi centro - orientali (Pacobace), alla luce della sua eccessiva confidenza e frequentazione di aree urbane e periurbane".
"La legge Brambilla - spiega la deputata - sta riscrivendo la storia, cambiando radicalmente lo status di tutti gli animali, oggi esseri senzienti, portatori di diritti, tutelati in via diretta da una legge che rende loro giustizia. Cambia di conseguenza anche la percezione della gravità dei reati commessi contro gli animali. Nel caso presente non conta che l’uccisione sia avvenuta per decreto, all'apparenza con i crismi della legalità, ma che sia avvenuta con crudeltà, perché l'orso non è stato narcotizzato ed è morto lentamente, raggiunto da due proiettili che hanno provocato un'emorragia interna e una lunga agonia. Questa sofferenza non era solo evitabile, doveva essere evitata. Per di più, a quanto pare, non era neppure presente un veterinario, che secondo le regole del Pacobace (Piano d'Azione interregionale per la conservazione dell'Orso bruno sulle Alpi centro - orientali) avrebbe dovuto esserci. Fugatti va a processo per la violazione dell’art. 544 bis del codice penale, uccisione di animale con crudeltà, per il quale la legge Brambilla prevede fino a 4 anni di reclusione con un massimo di 60mila euro di multa, sempre congiunti. Questo perché il presidente della Provincia di Trento è considerato responsabile di una morte che la perizia degli esperti ha smascherato come inutilmente crudele. E per la stessa ragione saranno iscritti nel registro degli indagati due funzionari coinvolti nell’abbattimento. Se c'è la crudeltà, non c'è decreto o richiamo ad un presunto pubblico interesse che possa fare da scudo, di qualunque animale si tratti. Questo dice la legge Brambilla. Per troppo tempo la Provincia ha creduto di disporre come voleva, anche a fini elettorali, di un patrimonio di tutta la collettività nazionale. Il rinvio a giudizio è un segnale importante, ci sono norme da rispettare. La legge vale per tutti".
Riguardo la decisione del Gip, come riportato nella nota stampa emessa da piazza Dante, il presidente Fugatti "prende atto del provvedimento e conferma di essere pronto a presentarsi dinanzi al Giudice per difendere le proprie posizioni. La decisione di procedere con il decreto di rimozione è stata adottata in un quadro di piena legittimità, sulla base degli elementi tecnici e delle competenze attribuite alla Provincia, con l'obiettivo prioritario di tutelare l'incolumità pubblica e garantire la sicurezza del territorio".














