Morte di Mattia Debertolis, la famiglia chiede la verità: "Cosa è successo ai World Games in Cina?" Tanti gli interrogativi e, due mesi e mezzo dopo, nessuna risposta
"Quali misure di sicurezza sono state previste per affrontare il caldo estremo, considerando che l’indice di calore era intorno ai 45 °C? Perché nessuno ha notato gli strani errori che stava commettendo Mattia e il fatto che il suo GPS fosse fermo? Perché, nonostante indossasse un dispositivo GPS, nessuno è intervenuto prima, quando era evidente che il segnale si era bloccato? Perché sono passati 56 minuti tra il collasso di Mattia e il momento in cui è stato dato l’allarme?"

TRENTO. "Ho la sensazione che tutto quello che è successo a Mattia venga nascosto e questo mi fa stare veramente male. Vorrei sapere cosa è successo, due dopo, ancora non capiamo cosa è successo".
Le parole di Erika Zagonel, la mamma di Mattia Debertolis, il 29enne atleta primierotto della Nazionale di corsa orientamento, morto ad agosto in Cina, dopo aver accusato un malore durante la prova Middle dei World Games (Qui articolo), aprono scenari angoscianti. Ricoverato in terapia intensiva, Mattia era spirato tre giorni più tardi, senza aver mai ripreso conoscenza (Qui articolo).
A due mesi e mezzo di distanza dalla tragedia, la famiglia Debertolis, tramite un video pubblicato sui social e una lunga nota stampa diffusa dalla Park World Tour, la società di corsa orientamento per la quale era tesserato Mattia Debertolis, chiede trasparenza e verità e l'interrogavo con cui si apre il comunicato è estremamente significativo: "Cosa è successo ai World Games in Cina?".
Il riepilogo dei fatti appare estremamente accurato e dettagliato, così come sono tante, tantissime le domande ancora senza risposta. E alcuni passaggi rendono l'intera vicenda inquietante. Ebbene, ancora oggi la famiglia dell'atleta primierotto, mamma Erika, papà Fabio, il fratello Nicolò e la compagna Jessica, non ha visto ancora chiariti i tantissimi dubbi.
"Cosa è successo ai World Games in Cina? E' questa la domanda che la famiglia di Mattia Debertolis si pone da due mesi - e ancora oggi non è arrivata alcuna risposta. Su loro richiesta, abbiamo deciso di pubblicare questa news dedicata a portare luce su questa questione. Mattia era anche un atleta di punta del team PWT Italia" scrive la società dell'atleta primierotto.
"Due mesi dopo la tragica perdita del nostro atleta - prosegue -, la famiglia non ha ancora ricevuto un rapporto ufficiale che spieghi cosa sia accaduto l’8 agosto 2025, il giorno in cui Mattia ha preso parte alla prima gara dei World Games in Cina, l’ultima competizione della sua vita. Nonostante le diverse richieste inviate alla Federazione Internazionale di Orienteering (IOF), non è stata fornita alcuna spiegazione. Perché?".
Segue una dettagliata ricostruzione dei fatti. Almeno quelli attualmente noti.
"8 agosto 2025 - si legge nella nota -. Durante i World Games, le condizioni meteorologiche in Cina erano estreme, con temperature molto elevate che avevano sollevato serie preoccupazioni per la sicurezza dei concorrenti tra le squadre nazionali. Nei giorni precedenti il team official meeting, la riunione dedicata ai tecnici delle nazionali, le squadre avevano chiesto agli organizzatori: "Esistono indicazioni riguardo le alte temperature?". La risposta da parte dell’organizzazione fu: "Per quanto ne sappiamo, ce n’è una, ma non ci è stata comunicata. In caso di caldo, la soluzione più semplice sarebbe anticipare le gare di due ore. Vi terremo aggiornati e vi informeremo durante il Team Officials' Meeting del 7 agosto, al più tardi". Tuttavia, dopo quella risposta, non fu comunicata né adottata alcuna misura".
La Park World Tour allega poi la "presentazione del Team Officials' Meeting, rimossa dal sito ufficiale delle competizioni".
Con dovizia di particolari viene indicata successivamente la "road map" di Mattia Debertolis il giorno della gara: "La gara di Mattia. Alle 10:06 Mattia inizia il riscaldamento. Alle 10:37 inizia la sua gara, equipaggiato con due dispositivi GPS, i cui segnali erano visibili pubblicamente agli organizzatori, agli allenatori e a chiunque seguisse l’evento. Verso le 11:00, dopo nove punti di controllo, Mattia prende una scelta di percorso insolita, inaspettata per un atleta classificato tra i primi 30 al mondo. Solo cinque minuti dopo ancora un altro errore anomalo, entrambi chiaramente visibili nella traccia GPS. Alle 11:10, la sua traccia GPS smette di muoversi".
Prosegue il racconto di quei drammatici momenti e iniziano gli interrogativi.
"La traccia GPS di Mattia, rimossa anche questa dal sito - sottolinea la Park World Tour -. Da quel momento, Mattia è rimasto accasciato sotto un albero, a pochi metri dal sentiero in cui passavano gli atleti in gara, ma in un punto difficile da vedere. Per parecchio tempo nessuno notò né gli errori inspiegabili di Mattia né il fatto che il suo GPS fosse fermo in un punto. Perché? Solo molto più tardi qualcuno decise di verificare la situazione, e solo alle 12:04 venne lanciato l’allarme. Mattia fu poi trasportato in ambulanza alle 12:21, arrivando in ospedale dopo un’altra mezz’ora di viaggio".
Ad oggi, per la famiglia e la società di Mattia Debertolis, sono ancora tante le "domande senza risposta": "Quali misure di sicurezza sono state previste per affrontare il caldo estremo, considerando che l’indice di calore era intorno ai 45 °C? Perché nessuno ha notato gli strani errori che stava commettendo Mattia e il fatto che il suo GPS fosse fermo? Perché, nonostante indossasse un dispositivo GPS, nessuno è intervenuto prima, quando era evidente che il segnale si era bloccato? Perché sono passati 56 minuti tra il collasso di Mattia e il momento in cui è stato dato l’allarme?"
E ancora, visto che i quesiti non sono terminati, è significativo anche l'ultimo paragrafo della nota, dal titolo: "Due mesi dopo, ancora nessuna risposta".
"La comunità dell’orienteering, in Italia e nel mondo, ha mostrato una profonda solidarietà e vicinanza alla famiglia di Mattia - così si conclude il comunicato stampa -. Per questo motivo ci rivolgiamo a questa stessa comunità, nella speranza che possa aiutarci a trovare risposte a queste domande: Perché la famiglia non è ancora stata informata su cosa sia realmente accaduto quel giorno? Due mesi dopo la scomparsa di Mattia, quali informazioni può fornire la IOF alla sua famiglia? Perché il rapporto della riunione per i coach referenti delle Nazionali è stato immediatamente rimosso dal sito web? Perché la traccia GPS di Mattia è stata cancellata subito dopo la gara? Perché, quando l’organizzazione si è resa conto che qualcosa non andava, non sono stati inviati immediatamente sul posto degli esperti capaci di interpretare i dati GPS per cercarlo? E perché, durante i recenti Campionati Europei, la IOF ha deciso di non osservare un minuto di silenzio - nonostante la richiesta esplicita della federazione italiana e la presenza dei genitori di Mattia, giunti a Lier per partecipare alla cerimonia? Sono passati due mesi, ma il dolore resta, insieme a una sola, semplice domanda: cosa è successo a Mattia Debertolis ai World Games in Cina?"













