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Trento
01 novembre | 13:59

VIDEO. De Chiesa durissimo sul caso Lorenzi: "Perché il video dell'incidente non è uscito subito? Forse le regole sarebbero cambiate e Matteo Franzoso non sarebbe morto"

"Mi piacerebbe pensare - riflette il commentatore tecnico di RaiSport - che, se questo video fosse stato consegnato a tempo debito, forse i parametri di sicurezza, i protocolli, sarebbero cambiati, lo sci si sarebbe fermato, non avrebbe continuato con queste modalità, che hanno portato a quello che abbiamo visto e che continua purtroppo a vedersi oggi. Che, forse, Matteo Franzoso, morto meno di un anno dopo Matilde sulle nevi del Cile, non si sarebbe schiantato contro quella palizzata di legno, protetta da due misere reti che non vanno bene neanche per pescare"

De Chiesa durissimo sul caso Lorenzi: Perché il video dell'incidente non è uscito subito?

TRENTO. E' stato un atleta di livello internazionale (con 12 podi, in slalom, in Coppa del Mondo), uno dei membri della "Valanga Azzurra", che trasformò lo sci alino da uno sport molto praticato, ma comunque "di nicchia", ad un fenomeno nazional - popolare, dandogli quasi una connotazione "pop".

 

E poi, una volta smessa l'attività, ha intrapreso con altrettanto successo un'altra carriera, quella di commentatore tecnico. Con due caratteristiche: la competenza e, a differenza di tantissimi suoi colleghi, una schiettezza unica.

Paolo De Chiesa, che Il Dolomiti ha intervistato più e più volte, non si è mai nascosto dietro il "politichese" o "la facciata". E, riguardo le tragiche morti di Matilde Lorenzi e Matteo Franzoso, due lutti che segneranno per sempre la storia dello sci azzurro, si è espresso sempre chiaramente.

 

Senza troppi giri di parole, senza trincerarsi dietro frasi fatte, ha fornito certamente anche spunti di riflessione. E, da sempre, si batte per una maggior sicurezza degli atleti, sia in gara che in allenamento.

 

All'indomani della riapertura dell'indagine sul decesso di Matilde Lorenzi, De Chiesa aveva espresso la sua soddisfazione e posto alcuni interrogativi, inerenti soprattutto al video con le immagini della discesa e della terribile caduta della giovane sciatrice piemontese sulla pista Grawand, in Val Senales.

 

Ebbene, adesso il commentatore tecnico di RaiSport ha messo tutti i propri pensieri in un video che ha pubblicato sui propri canali ufficiali. Ed è stato durissimo nelle sue considerazioni, chiedendosi: ma se il video riguardante l'incidente di Matilde fosse stato diffuso subito, forse qualcosa - in termini di sicurezza - sarebbe cambiato?

 

Il Circo Bianco si sarebbe fermato, sarebbero stati rivisti i parametri? E, a quel punto, non avremmo pianto la morte di Matteo Franzoso "che non si sarebbe schiantato contro quella palizzata di legno protetta da due misere reti che non vanno bene neanche per pescare?".

 

Parole pesanti come macigni che, oltre alle considerazioni sul "caso" Lorenzi (ribadendo quanto ha sempre affermato con decisione), riaperto dalla Procura di Bolzano, che ha posto nel registro degli indagati - l'ipotesi di reato è omicidio colposo - l'allenatore di Matilde, che ha disegnato il tracciato e il responsabile della sicurezza delle piste e degli impianti di risalita del comprensorio, pongono altri, legittimi, dubbi.

 

 

 

 

 

 

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"Un anno fa - esordisce De Chiesa, ricostruendo quanto accaduto in Alto Adige  durante una sessione d'allenamento della Nazionale -, il 29 ottobre, sulle nevi della Val Senales, Italia, moriva Matilde Lorenzi e non per una fatalità, bensì per mancanza di misure di sicurezza adeguate. Caduta su un tracciato in gigante, un tracciato troppo vicino al bordo pista, si è schiantata contro un muretto di neve dura, riportata dal gatto delle nevi, franando poi nel piccolo dirupo adiacente".

 

Poi gli interrogativi e le considerazioni sul video: perché è rimasto mesi nel cassetto e nessuno l'ha chiesto, sino a quando - ad acquisirlo - è stata la famiglia Lorenzi tramite il proprio avvocato? Video che, ovviamente, costituisce una parte fondamentale della memoria difensiva consegnata alla Procura di Bolzano.

 

"E di pochi giorni fa - prosegue il commentatore tecnico di RaiSport - la notizia che questo caso, chiuso inspiegabilmente pochi giorni dopo la morte di Matilde, è stato riaperto dalla Procura di Bolzano. E' saltato fuori anche un video della Federazione e mi chiedo: perché questo video salta fuori solo adesso? perché non è stato consegnato a tempo debito, appena successo l'incidente, dalla Federazione? perché gli inquirenti non hanno chiesto, preteso, questo video?".

 

Qualcosa sarebbe cambiato e, forse, non avremmo dovuto piangere un'altra tragica morte? Con riferimento alla tragedia avvenuta a settembre in Cile, con il giovane Matteo Franzoso che ha perso la vita, anche lui, in seguito ad una terribile caduta. E, anche in tale caso, il tracciato non era in sicurezza, con la palizzata di legno "protetta da due misere reti che non vanno bene neanche per pescare".

 

"Mi piacerebbe pensare - riflette - che, se questo video fosse stato consegnato a tempo debito, forse i parametri di sicurezza, i protocolli, sarebbero cambiati, lo sci si sarebbe fermato, non avrebbe continuato con queste modalità, che hanno portato a quello che abbiamo visto e che continua purtroppo a vedersi oggi. Che, forse, Matteo Franzoso, morto meno di un anno dopo Matilde sulle nevi del Cile, non si sarebbe schiantato contro quella palizzata di legno, protetta da due misere reti che non vanno bene neanche per pescare".

 

E, infine, l'amara conclusione con quel "Viva l'Italia" che sa tanto di "probabilmente, altrove, questo non sarebbe successo".

 

"Però vedete - conclude - questo è il "senno del poi" e il "senno del poi", purtroppo, non ha mai restituito nessuno. Viva l'Italia".

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