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Bolzano
27 dicembre | 12:02

“No, non fatemi del male”: l'orrore nel video dello stupro di gruppo, uno di loro faceva il segno ''vittoria'' con le dita

Le motivazioni della sentenza del Tribunale di Bolzano ricostruiscono l'orrore vissuto da una turista straniera in Val Gardena: filmata mentre implorava pietà, i suoi carnefici esultavano davanti alla telecamera. Condanne fino a 6 anni, ma i colpevoli restano a piede libero in attesa del giudizio definitivo

BOLZANO. E' stata ripetutamente stuprata, ha subito violenze di ogni genere e, nel mentre, è stata anche ripresa. E' proprio nel video che la si sente dire “No, per favore, non fatemi del male”.  Ed è nel video che i tre soggetti che la violentano fanno segni di vittoria con le dita.

 

La violenza risale al gennaio 2023 (QUI L'ARTICOLO) quando la vittima, una ragazza straniera, si trovava in vacanza in val Gardena. I carnefici sono ancora liberi, perché questo è solo il primo grado di giudizio. La condanna, emessa nel settembre 2025, è a sei anni per due dei soggetti, e di quattro anni e otto mesi per il terzo che avrebbe partecipato meno attivamente alla violenza.

 

Ma che la violenza si sia consumata, per il Tribunale di Bolzano è una certezza: è questo che si legge nelle 126 pagine di motivazioni che hanno portato il tribunale di Bolzano a crederle e a condannare tre lavoratori stagionali kosovari di 24, 29 e 30 anni. 

 

La ricostruzione dell'accaduto è brutale e cruda e il Tribunale parla chiaramente di un comportamento "tipico dei predatori sessuali". 

 

La giovane turista straniera si trovava in discoteca nella notte tra il 18 e 19 gennaio 2023. E' fuori dal locale che conosce i tre ragazzi, tutti lavoratori stagionali in una struttura ricettiva locale.

 

Non ci sono mezzi per rientrare in albergo, non ci sono taxi. La giovane accetta così un passaggio dai tre conosciuti da poco. Secondo quanto riportato nelle motivazioni della sentenza in quel momento la giovane non solo faceva fatica a farsi capire (in quanto straniera), ma era anche molto alterata dall'alcool. Impossibile che i tre soggetti non avessero compreso le reali condizioni della ragazza che quindi, secondo il tribunale, ne hanno approfittato.

 

La prima violenza è scattata in macchina, a pochi passi dal locale. Alle 3 la ragazza è stata poi portata nell'hotel dove i tra lavoravano e alloggiavano ed è qui che si sono consumate violenze di ogni tipo. E' qui che la ragazza è stata anche ripresa.

Successivamente, caricata in macchina per essere riportata nel suo albergo, è stata violentata di nuovo. La giovane il giorno dopo si è recata all'ospedale San Maurizio di Bolzano. Da quel momento sono iniziate le indagini.

 

I tre operai kosovari, pur condannati in primo grado per violenza sessuale, restano in libertà in attesa che la sentenza diventi definitiva. Il tribunale ha stabilito un risarcimento provvisionale di 60.000 euro per la vittima, assistita dall'avvocato Vittorio Papa, mentre l'accusa di sequestro di persona è stata tecnicamente assorbita nel reato principale. I difensori (Bruno, Ferretti, Lofoco e Fava) valutano ora il ricorso in appello: in caso di rinuncia, la legge prevede un ulteriore sconto di un sesto della pena.

 

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