"Più che sulle Dolomiti sembra di essere ad una gara motociclistica", il sindaco non ne può più: "Limiti di velocità non rispettati e rombi di motore tutto il giorno: basta"
Con l'arrivo della stagione estiva cominciano i primi problemi legati al traffico e agli eccessi di alcuni motociclisti sulle strade delle Dolomiti. De Pellegrin, sindaco di Val di Zoldo: "Serve un tavolo di confronto per trovare soluzioni, non è possibile tollerare questa situazione"

VAL DI ZOLDO. Il sindaco di Val di Zoldo Camillo De Pellegrin è uno che non le manda a dire, e il suo appello è chiaro e diretto: non si può andare avanti così.
A creare allarme e preoccupazione è il fatto che le strade delle Dolomiti, gioielli paesaggistici e montagne patrimonio Unesco, sono ormai diventate anche delle "piste di velocità" per motociclisti che sfrecciano creando situazioni di pericolo per gli utenti della strada ma anche una fastidiosa fonte di inquinamento acustico. E siamo solo ad inizio stagione.
Il rombo assordante delle moto che transitano sui passi infatti rischia di trasformare la quiete della montagna in qualcosa che a chiudere gli occhi ricorda più le tribune di Imola o del Mugello durante i gran premi di MotoGp. "Si ringrazia il Ministero per aver tagliato il nastro anche per questa stagione estiva", ha scritto De Pellegrin sui suoi attivissimi canali social. "Le prove si terranno ovviamente senza limiti di velocità, non avendo il Ministero disciplinato un uso legittimo degli apparecchi di controllo dopo le sentenze della Cassazione che richiedono una omologazione degli strumenti impossibile da richiedere in quanto non esistente. Si ringraziano sentitamente anche gli Enti che ne hanno fatto un uso scellerato negli anni contribuendo a creare la situazione attuale in cui ogni controllo dei limiti è diventato illegittimo a discapito della sicurezza di tutti".
La polemica è legata alla lunga e complessa querelle sugli autovelox, rimossi in quanto al momento non legittimi secondo le normativa: una situazione aggravata dalla cronica assenza di controlli visto che le pattuglie delle Forze di Polizia sono sempre meno e il personale della polizia locale non è evidentemente sufficiente a fronteggiare quella che viene ormai considerata una vera e propria emergenza.
"Gli autovelox illegittimi che siamo riusciti a far disattivare nella provincia di Belluno - puntualizza l'associazione Altvelox, da sempre in prima linea nella battaglia contro i rilevatori di velocità non omologati - non possono e non devono essere sostituiti da una corsa senza freni verso l’anarchia su strada. L’assenza di questi strumenti, rimossi perché contrari alla legge, non può e non deve diventare un pretesto per sentirsi autorizzati a infrangere ogni regola. Chiediamo con forza e determinazione alle Autorità competenti che venga rafforzata la presenza delle forze dell’ordine sulle strade dolomitiche, che si investa in prevenzione e che si promuova una cultura del rispetto e della responsabilità. Perché la libertà di viaggiare non deve mai diventare un pericolo per sé e per gli altri".
"Non ho ancora idea di quali misure si possano adottare - ha dichiarato a Il Gazzettino De Pellegrin - ma di certo dobbiamo sederci ad un tavolo e trovare delle possibili soluzioni, rispettose di tutti - motociclisti compresi - ad un problema reale, perché non è possibile tollerare questa situazione che crea disturbo, che inquina acusticamente le vallate. Siamo solo agli inizi della stagione estiva, figuriamoci cosa succederà entrando nel pieno della bella stagione. Tutto questo stride con la valenza ambientale di questi luoghi".












