"Rombi di motore delle moto per una notte, questo il problema dei passi dolomitici? Il rumore c'è anche di giorno ma si confonde, forse, con quello del registratore di cassa?"
Lunga riflessione di Marco Morselli, Road Planner della Italy 500 Miles finita negli ultimi giorni nel mirino delle critiche dopo i "rumorosi" passaggi della carovana sulle strade dei passi delle Dolomiti. "Altro che il rumore delle Harley Davidson di notte, sui passi avete un enorme problema quotidiano di sicurezza tra supercar, motociclisti e ciclisti, ogni giorno. Siete sicuri che le vostre priorità siano mosse esclusivamente da nobili motivi etici e ambientali?"

TRENTO. "Evito di parlare di alcuni brutti episodi o di commentare quello che ho letto sui social, vorrei fare un tentativo di spiegare chi siamo, cosa e come lo facciamo e come sono andate le cose nella notte tra sabato e domenica".
A scrivere le sue considerazioni a il Dolomiti è Marco Morselli, da anni "Road Planner" della Italy 500 Miles. Che dopo le dure prese di posizione delle associazioni in seguito al passaggio dei tanti motociclisti tra sabato 28 e domenica 29 giugno, in particolare sui quattro passi Campolongo, Pordoi, Sella e Gardena (QUI ARTICOLO), replica punto su punto alle accuse rivolte alla manifestazione per appassionati di Harley Davidson.
"Partiamo proprio dal raccontare di che manifestazione si tratta - puntualizza Morselli -: questa era l'edizione annuale numero 11, le moto partite erano circa 400. Nota a margine, le 500 Miglia esistono anche in Belgio, Svizzera, Repubblica Ceca, Germania e Francia. Il percorso prevede circa 800 chilometri di strade da percorrere in 24 ore: la velocità media di 40 km/h è calcolata per 20 ore in moto e 4 per mangiare, fare rifornimento, perdersi, scattare fotografie, andare in bagno, eccetera. Insomma, non si va forte, non si cerca la performance di velocità, perché se si arriva prima dell'apertura del checkpoint dove occorre passare si sta fermi ad aspettare. E il percorso per i partecipanti è segreto: gli iscritti partono da un punto e ad ognuna delle 11 tappe ricevono le indicazioni per la tappa successiva. Questo spiega anche perché non ci sia mai un grande risalto al passaggio della manifestazione prima che questa avvenga".
Uno dei temi era quello del "disturbo" arrecato agli altri turisti presenti nelle zone attraversate dalla carovana: ma il passaggio della 500 Miglia è definito in collaborazione con le amministrazioni locali ed è tutto legittimo. "Probabilmente non avremmo nessun obbligo - scrive il Road Planner - ma ci siamo abituati ad avvisare il Comune del posto che si presta a farci da fine tappa. Alle amministrazioni locali comunichiamo preventivamente gli orari, il numero dei partecipanti, da dove arriviamo, verso dove ripartiamo. Se non ci arriva risposta o alcuna obiezione, siamo liberi di fare. Negli anni in ogni caso c’è sempre stato un proficuo e costante dialogo con molti Comuni, che hanno chiesto ulteriori informazioni o piccole modifiche alle nostre procedure".
"Per quanto riguarda l'edizione numero 11 appena andata in scena tra le province di Belluno e Trento, il quadro delle nostre richieste è stato questo: non abbiamo ricevuto alcuna obiezione per le soste a Sedico, Lago Fedaia, Passo Pordoi (Ristorante Maria), Grumes e Lago di Cavedine. Ci è stata negata invece una sosta a Cembra per la concomitanza con i campionati mondiali giovanili di Orienteering nella zona, motivo per il quale abbiamo spostato la sosta a Grumes".
E il passaggio notturno sul Sellaronda era "semplicemente" parte del percorso: "Viaggiare di notte non è certo per fare le cose di nascosto come ho letto alcuni insinuare: c'è la partenza, l'arrivo ed in mezzo un itinerario e una tabella di marcia. È un format fatto così, a molti può sembrare assurdo, ma ha dato seguito ad un altro fatto positivo: tantissimi dei partecipanti poi ritornano a visitare e rivedere i luoghi attraversati durante la manifestazione. E lo fanno con le compagne, con le proprie famiglie, con i gruppi delle proprie concessionarie. Tornano nei posti belli attraversati, con la calma dei villeggianti. Statene certi! E sulla Harley, tanto per essere chiari, non ci dormi, e non ci mangi! Io stesso rispondo ogni anno a messaggi che mi chiedono informazioni sulle strade percorse anche parecchi anni prima. Rispetto ad un promotore turistico non costa nulla".
Le amministrazioni locali per la verità, stando alle parole di Morselli, sono ben felici di collaborare con gli organizzatori, apprezzandone "disciplina ed educazione": "Tra i tanti casi che potrei citare in questi anni, il Comune di Milano ci ha ricevuto presso i vigili per stabilire un percorso che ci consentisse di attraversare Piazza Del Duomo; il Comune di Forte dei Marmi ci ha riservato i parcheggi davanti al molo per consentirci di timbrare i quaderni 'in mezzo al mare' al tramonto. E il Comune di Madonna di Campiglio ci ha aperto l'isola pedonale per attraversare la città in piena notte, tra l'1 e le 4. E la mattina seguente al telefono l'assessore si è complimentato per la disciplina e l’educazione. Certo, esistono approcci diversi, e non abbiamo mai messo in discussione quelli non andati a buon fine; ma non abbiamo mai trovato, e mai ci saremmo aspettati che esistesse, un atteggiamento di totale chiusura nei nostri confronti".
A scatenare le reazioni più indignate delle associazioni era stato in particolare il passaggio notturno sul Sellaronda: "Un rumore assordante tutta la notte", era stato definito.
"Mi permetto di fare un po' di matematica. Da quando esiste la Italy 500 Miles sono trascorsi 11 anni, 23.760 ore contando solo quelle notturne e solo in primavera ed estate. Di quelle quasi 24.000 ore, 3 ore (tre, e nemmeno in esclusiva) sono quelle servite al passaggio della Italy 500 Miles sul Sellaronda. Insomma, sicuri che siamo noi il problema? Ho fatto sopralluoghi sul Sellaronda a gennaio, il 23 aprile, il 17 giugno. Sempre di giorno. Ogni volta che sono passato, ho visto comitive di Supercar, di moto da strada o maxienduro, ed ognuno di essi mi sembrava impegnato in una gara con gli altri. Il tutto in mezzo anche a ciclisti o pedoni in cerca di improbabili selfie perfetti. Insomma, con le Harley Davidson avete uno sporadico e rarissimo problema di rumore. E con tutti gli altri avete un enorme problema quotidiano di sicurezza, ogni giorno. Siete sicuri di avere pensato bene alla scaletta delle priorità che vi siete fatti? Siete sicuri che questa scaletta sia dettata esclusivamente da nobili motivi etici e ambientali? Che poi il problema del rumore c’è anche di giorno e senza Harley, ma forse si confonde con il rumore delle comande dei camerieri e del registratore di cassa".
Morselli conclude il ragionamento con un'ammissione sincera: "La strada del Sellaronda - scrive - è la più bella che io abbia mai visto. Noi motociclisti abbiamo bisogno di strade come questa. Bella, difficile, faticosa. Perché riconosciamo la bellezza e davanti ad essa ci sentiamo ancor più belli, perché in un’impresa difficile esce tutto il nostro ardimento, perché nella fatica si manifesta ed aumenta il nostro senso di fratellanza. Emozioni che si trasformano anche in solidarietà: ogni 'Chapter' Harley Davidson esiste senza scopo di lucro, nel caso di quello di Parma che organizza l'evento tutto ciò che avanza viene donato a 'NOI PER LORO odv - dal 1984 a favore dei giovani affetti da gravi malattie'. Siamo tutti volontari. Siamo solo volontari. Incoraggiamo per 24 ore gli iscritti a non mollare mai. Ne riceviamo in cambio un fortissimo senso di gratitudine, stima, amicizia. Figuriamoci se faremmo mai, con dolo, qualcosa per infastidire qualcuno. Se si riuscisse a declassare da 'crimine contro l’umanità' a 'marachella', alla prossima donazione sarà nostra cura esprimere col pensiero una dedica a coloro che hanno perso qualche ora di sonno per il sound delle nostre Harley-Davidson".













