Sei granate rinvenute in un bosco vicino ad una palestra di roccia, bonificata l'area. De Pellegrin: " Si valuta un intervento per la sicurezza del luogo, frequentato da sportivi"
Il sindaco De Pellegrin ha risposto alla richiesta di chiarimenti sugli interventi attuati dopo il rinvenimento di sei ordigni bellici risalenti alla Seconda guerra mondiale: "Problema degli ordigni inesplosi affligge tutto il Paese, in essere con la Prefettura un confronto sul tema per valutare l’eventuale necessità di procedere con una bonifica dell’intera area”

BELLUNO. Sei granate (non otto, come sembrava inizialmente) probabilmente risalenti alla Seconda guerra mondiale: sono gli ordigni bellici rinvenuti vicino a una palestra di roccia e in uno spazio boschivo aperto in località Le Ronce – Nevegal (QUI ARTICOLO), circa venti giorni fa. Durante la seduta del Consiglio comunale, i consiglieri di Belluno D+ Anna Candeago e Giangiacomo Nicolini hanno chiesto all'amministrazione quali provvedimenti sono stati adottati per la bonifica della zona.
“Il 10 marzo 2025 - ha risposto il sindaco Oscar De Pellegrin - la Guardia di Finanza ha provveduto a delimitare l’accesso alla zona con nastro di sicurezza bianco rosso e un cartello di divieto di accesso all'area sottoposta a bonifica bellica pericolo materiali esplodenti”. L’11 marzo è stato poi richiesto al Comando provinciale della Guardia di Finanza l’attivazione di ulteriori misure di sicurezza al fine di consentire la rimozione degli ordigni e la conseguente bonifica e messa in sicurezza dell’area”.
Lo stesso giorno è arrivata al Comune di Belluno la nota della Prefettura, con la quale quest’ultima aveva già richiesto con urgenza al Comando forze operative Nord di Padova e al 3° Reggimento Genio guastatori di Udine di intervenire per la bonifica, ed è stata emessa l’ordinanza, con decorrenza immediata e fino al termine delle operazioni di messa in sicurezza, per interdire l’area entro un raggio di 150 metri a qualsiasi persona non autorizzata ai lavori di bonifica. Il 12 marzo, il 3° Reggimento Genio Guastatori comunicava che gli ordigni erano stati classificati come di piccole dimensioni e che l’intervento era considerato di tipo semplice e, infine, il 19 marzo è finalmente avvenuta la bonifica degli stessi.
“Quello degli ordigni bellici inesplosi risalenti alla Seconda guerra mondiale e che ancora oggi contaminano il suolo italiano – ha concluso De Pellegrin - è un problema che affligge tutto il Paese, basti pensare che secondo i dati dell’Associazione nazionale vittime civili di guerra sono oltre 25 mila gli ordigni inesplosi nel suolo italiano. In considerazione del fatto che l’area è frequentata da sportivi, è in essere con la Prefettura di Belluno, territorialmente e funzionalmente competente, un confronto sul tema per valutare l’eventuale necessità di procedere con una bonifica dell’intera area”.












