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| 28 giu 2025 | 06:00

“Senza tagli alle emissioni tutto questo sarà solo l'antipasto”. La precoce ondata di calore e i paragoni con giugno 2003, Mercalli: “Questione climatica oggi non interessa più”

Il climatologo e presidente della Società meteorologica italiana: "Le ondate di calore si diffondono sempre di più nel mondo, a turno toccano un po' tutti. Situazioni del genere diventeranno sempre più frequenti se, come sta succedendo, le emissioni di gas climalteranti continueranno ad aumentare"

TRENTO. Partiamo da qualche notizia degli ultimi giorni.

 

Come riportato dal servizio Copernicus, una violenta ondata di calore sta da settimane interessando il Mar Mediterraneo, in particolare l'area occidentale al largo delle coste spagnole e francesi, con temperature superficiali anche di 5 gradi superiori alle medie di stagione.

 

Negli Stati Uniti decine di persone sono finite in ospedale negli scorsi giorni per gli effetti del caldo eccezionale che dal Midwest alla costa orientale, ma anche in parti di Ontario, Quebec e Nuova Scozia in Canada (dove tra l'altro la stagione è iniziata molto male sul fronte degli incendi), si registra nell'America settentrionale, coinvolgendo un'ampia area nella quale vivono oltre 160 milioni di persone.

 

Allerte per intense ondate di calore questa settimana sono state diramate anche in diverse regioni settentrionali della Cina, compresa la capitale Beijing (la cui area metropolitana conta da sola circa 22 milioni di persone), con le colonnine di mercurio che nel Paese del Dragone hanno sfiorato i 40 gradi centigradi.

 

La stessa soglia è stata toccata e superata nell'area sud-occidentale della Francia, interessata come la penisola iberica e l'Italia dalla prepotente risalita dell'anticiclone africano sul bacino del Mediterraneo.

 

Non a caso infatti da giorni anche in Trentino le temperature sono eccezionalmente alte (si sono sfiorati i 38 gradi giovedì in Provincia ed il picco è atteso nella giornata di oggi), mentre le lunghe fasi di caldomonstre” sono state intervallate in pianura da fenomeni meteorologici estremi, in grado di far cadere dal cielo chicchi di grandine con un diametro fino a 10 centimetri tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

 

Di fronte agli effetti sempre più chiari del cambiamento climatico però, il quadro non deve stupire.

 

Come spiega infatti a il Dolomiti Luca Mercalli, noto climatologo, divulgatore scientifico e presidente della Società meteorologica italiana: “Ormai le ondate di calore si diffondono sempre di più nel mondo, a turno toccano un po' tutti". Un cambio di paradigma che lo stesso Mercalli affronta nel dettaglio nel suo ultimo libro, "Breve storia del clima in Italia", pubblicato pochi mesi fa da Einaudi: un'analisi approfondita che dall'ultima glaciazione porta fino all'attuale fase di crisi climatica. 

 

"La contemporaneità dei picchi di caldo che stiamo registrando a livello globale - continua - è ovviamente un caso, il fatto che il pianeta si stia scaldando porta però a una frequenza sempre maggiore di fenomeni del genere, anche tra l'altro in aree dove il freddo è estremo come Antartide e Groenlandia”.

A causare l'ondata di calore che da circa un paio di settimane sta interessando l'Italia, continua l'esperto: “E' un anticiclone africano che si protende su tutto il Mediterraneo occidentale e che ha già fatto salire le temperature fino a 40 gradi negli scorsi giorni in Francia. Ora tocca all'Italia, ma l'ondata supererà anche le Alpi e si porterà in Svizzera, in Austria, in Germania”.

 

“La particolarità – continua – è la sua precocità: in giugno fenomeni del genere sono rari. Non è la prima volta, certo: una fase simile a questa è stata registrata anche nel giugno del 2019. Ma in quel caso aveva riguardato solo gli ultimi giorni del mese, quest'anno invece siamo sopra media da oltre due settimane ormai”.

 

E per il Trentino (e il Nord Italia) in particolare, il picco è atteso proprio per la giornata di oggi: “E' possibile – dice Mercalli – che si superi anche la quota dei 5000 metri di zero termico. Si tratterebbe di un record per il mese di giugno. Di certo però c'è che situazioni del genere diventeranno sempre più frequenti se, come sta succedendo, le emissioni di gas climalteranti continueranno ad aumentare”.

 

Per il presidente di Smi le previsioni, da questo punto di vista, non sono confortanti: “L'accordo di Parigi non sta funzionando – dice – e anche quest'anno potremmo superare il record di emissioni a livello globale, complici anche gli effetti dei conflitti”. Proprio per questo, avverte Mercalli: “E' ragionevole pensare che tutto questo sia solo un antipasto, che le ondate di calore saranno sempre di più e si estenderanno a mesi oggi 'limitrofi' rispetto all'estate, come maggio e settembre. La stagione estiva potrebbe quindi passare da tre a circa cinque mesi”.

 

Il rovescio della medaglia, come anticipato, è rappresentato da fenomeni meteorologici sempre più intensi: “Più la temperatura è alta – spiega l'esperto – più energia c'è in gioco. E l'energia si dissipa con piogge più forti, con temporali in grado di scaricare a terra chicchi di grandine più grossi”.

 

Sono passati nemmeno due anni infatti da quando, nel luglio del 2023, nella pianura friulana è stato misurato un chicco di grandine da record (italiano ed europeo): una 'palla' di ghiaccio che ha raggiunto i 20 centimetri sull'asse più lungo e i 14 su quello più corto e caduta grossomodo nella stessa area interessata dalla violenta grandine degli scorsi giorni (i chicchi in questo caso si sono fermati a una diametro di 'appena', si fa per dire, 10 centimetri).

 

“E siamo solo a giugno” verrebbe da dire. Non a caso però il mese che si sta per chiudere se la giocherà, continua Mercalli, con il giugno del famigerato 2003, l'anno in cui per la prima volta ondate di calore come quella che stiamo vivendo oggi hanno fatto la loro comparsa nel Nord Italia: “Mancano ancora alcuni giorni alla fine del mese ed è quindi prematuro fare paragoni. Quel che sappiamo però è che questo giugno sarà certamente sul podio dei più caldi negli ultimi duecento anni”. 

 

Guardando poi al prosieguo della stagione estiva, conclude l'esperto, è impossibile dire oggi con precisione quali saranno le condizioni tra luglio e agosto: “Per ora accontentiamoci di vedere l'orizzonte della prima settimana di luglio, nel corso della quale non si osserva però un grande cambiamento. Il picco si smorzerà leggermente, con temperature in calo di 2/3 gradi. Al di là delle previsioni però, gli scenari climatici ad oggi confermano un trend di rialzo continuo per le temperature: se diminuissimo le emissioni e portassimo avanti uno sforzo collettivo per ridurre l'inquinamento potremmo riuscire a fermare questo aumento, ma ad oggi non se ne vedono i segnali. Il problema climatico-ambientale non interessa più a nessuno: la stessa Unione Europea, capofila a livello globale con il Green Deal, sta facendo marcia indietro”.

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