Durante gli scavi per un nuovo incrocio emergono reperti dell'Età del Ferro: ecco cosa è stato ritrovato
L'annuncio della Provincia di Bolzano: il ritrovamento è stato effettuato nell'area archeologica del Galgenbichl, dove già negli scorsi mesi erano stati effettuati dei sondaggi in vista della realizzazione dei nuovi accessi verso Anterselva e Valdaora

BOLZANO. Strutture e reperti risalenti all'Età del Ferro sono emersi in Alto Adige, nella zona archeologica del Galgenbichl, dove negli scorsi mesi erano stati effettuati sondaggi in vista della realizzazione dei nuovi accessi – due incroci – verso Anterselva e Valdaora (Qui Articolo).
A comunicarlo è la Provincia autonoma di Bolzano, che precisa come nell'intera area del Galgenbichl interessata dal progetto edilizio sia stato rimosso lo strato di humus, mettendo in luce in diversi punti strutture e reperti archeologici.
“Il versante meridionale del Galgenbichl – continuano le autorità – esposto al sole e oggi attraversato dalla strada statale, era insediato durante l'Età del Ferro. Per poter costruire abitazioni sul pendio ripido, si rese necessario un sistematico terrazzamento. Le abitazioni erano costituite da uno zoccolo murario sul lato a monte, sul quale poggiava una struttura lignea a blocchi. Sul lato a valle gli edifici erano per lo più sostenuti da pali in legno. Strati di carbone e, in parte, travi lignee bruciate testimoniano che l'insediamento fu distrutto da un incendio”.
Il materiale rinvenuto finora comprende frammenti di recipienti ceramici appartenenti al vasellame d'uso quotidiano degli abitanti. Resti ossei di animali domestici forniscono indicazioni sull'allevamento e sull'alimentazione. All'interno delle abitazioni, spiega la Provincia, si svolgevano inoltre attività di produzione tessile, come attestano numerosi pesi da telaio e fusaiole in argilla. La presenza di diverse macine indica la lavorazione dei cereali.
“Secondo le conoscenze attuali – concludono le autorità – l'insediamento conobbe la sua fase di massimo sviluppo tra l'800 e il 500 a.C. Le più recenti indagini archeologiche dimostrano tuttavia una continuità fino al I secolo a.C., periodo in cui la Val Pusteria non apparteneva più all'area culturale dei Reti, bensì al regno celtico del Norico. L'insediamento del Galgenbichl rivestì in tutti questi secoli una posizione strategica di rilievo lungo l'asse est-ovest della Val Pusteria”.












