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| 05 mar 2025 | 11:32

"Sobrietà, passione, simpatia e amore per il suo Friuli". Bruno Pizzul è "andato avanti", il ricordo commosso degli Alpini: "Un affettuoso abbraccio alla famiglia"

"L’Ana - ha detto il presidente nazionale Sebastiano Favero - ne ricorda oggi le doti umane da vero alpino, ispirate a sobrietà, passione, simpatia e capacità empatiche ed all’amore per il suo Friuli​"

"Sobrietà, passione, simpatia e amore per il suo Friuli"
di Redazione

UDINE. L’Associazione Nazionale Alpini si stringe in un affettuoso abbraccio alpino alla famiglia di Bruno Pizzul: alpino e noto giornalista sportivo, è infatti “andato avanti” questa notte, tre giorni prima di compiere 87 anni (QUI L'ARTICOLO).

 

Bruno era nato a Udine l’8 marzo 1938 ed era tornato dopo tanti anni a vivere in Friuli, a Cormons. Dopo l’esordio come calciatore professionista, si era laureato in giurisprudenza, dedicandosi prima all’insegnamento e poi, entrato in Rai, al giornalismo sportivo.

 

Aveva svolto - viene sottolineato da Ana in una nota - il servizio militare negli alpini come ufficiale di complemento: nel 1962 aveva iniziato il 28esimo corso Auc ad Ascoli Piceno concludendolo alla Sma con la nomina a sottotenente, destinazione Courmayeur, Plotone Atleti, e successivamente a Montorio Veronese, allora Car per le Brigate Alpine. Richiamato due volte, la prima delle quali alla Sma nel 1969, ha conseguito il grado di capitano in servizio ad Aosta.

 

Da trent’anni era iscritto all’Associazione nel Gruppo alpini di Medea (Sezione di Udine) e amava partecipare agli incontri e agli eventi organizzati dalle penne nere.

 

Per festeggiare i suoi 80 anni gli alpini avevano organizzato a Cormons una serata in suo onore alla quale aveva partecipato anche il presidente nazionale Sebastiano Favero. Nell’occasione, con il suo immancabile sorriso e il suo spirito allegro, aveva ringraziato gli alpini con una frase tipica delle sue telecronache: “Tutto molto bello!”.

 

La sua voce - fu prima voce per la Rai delle telecronache della Nazionale di calcio dal 1986 al 2002 - e le sue frasi cult ci hanno accompagnato per intere serate tra le gioie e i dolori del calcio giocato e hanno fatto scuola nelle telecronache sportive.

 

"L’Ana - ha detto il presidente nazionale Sebastiano Favero - ne ricorda oggi le doti umane da vero alpino, ispirate a sobrietà, passione, simpatia e capacità empatiche ed all’amore per il suo Friuli".

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