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Bolzano
29 ottobre | 13:17

"Vietato l'accesso ai pregiudicati e ai violenti", il bar di Bolzano esasperato espone un cartello: "Ho deciso che può entrare solo gente onesta. Speriamo funzioni''

"Siamo persone che lavorano, non vogliamo vederci chiudere il locale a causa del comportamento di altri. O peggio, venire aggrediti. Questo cartello servirà? Non lo sappiamo, ma speriamo che tenga lontane le persone che hanno cattive intenzioni"

"Vietato l'accesso ai pregiudicati e ai violenti", il bar di Bolzano esasperato espone un cartello

BOLZANO. “Lavoriamo, paghiamo le tasse e vogliamo solo stare tranquilli”.

 

Un piccolo bar a Bolzano, clientela fissa che entra e esce, dietro al bancone una coppia giovane, gentilissima e sorridente, con un neonato nel passeggino. Fuori dalla porta del locale, che marito e moglie gestiscono da 4 mesi, è comparso un cartello ce recita: “E' vietato introdursi nel locale se destinatari di provvedimenti giudiziari e non sono tollerati comportamenti molesti. Il titolare adotta le misure necessarie per prevenire la frequentazione del locale a parte di persone pregiudicate, a tutela della sicurezza pubblica e dei clienti onesti”.

 

Insomma, vietato l'accesso ai violenti e ai pregiudicati. “Non so quanto possa servire questo cartello – racconta il titolare – ma è un modo per mettere al sicuro noi stessi e i nostri clienti. In questo modo è chiaro che non tolleriamo comportamenti violenti e che per i malviventi qui da noi non c'è spazio”. “Siamo persone oneste, che lavorano dodici ore al giorno e pagano le tasse. Non vogliamo rischiare di perdere la nostra attività”.

 

Ma il cartello non è l'unica misura che hanno adottato: la coppia ha infatti deciso di cambiare la porta del bagno, installandone una che garantisca la privacy ma che allo stesso tempo impedisca alle persone di intrattenersi in bagno per motivi diversi dall'espletare i proprio bisogni. “ Dal bancone si vede sia la pota di ingresso del locale, che quella di accesso ai bagni, quindi riusciamo a tenere tutto sotto controllo senza nemmeno spostarci. Quando abbiamo iniziato a vedere gruppi interi di persone andare insieme in bagno, abbiamo cambiato la porta. Così abbiamo tutto sotto controllo, vediamo cosa succede e scoraggiamo comportamenti discutibili”, raccontano.

 

“Se qualcuno entra con la droga in tasca, io non posso perquisirlo, così come non posso chiedere ad ogni avventore il certificato penale – prosegue il gestore - Ma se le forze dell'ordine fanno un controllo, e nel locale c'è qualche malintenzionato, finiamo nei guai. Il Questore in base all' art.100 TULPS può infatti disporre la chiusura di un locale pubblico e può farlo indipendente dall'onestà dei gestori. Abbiamo voluto disincentivare qualsiasi tipo di comportamento illegale. Tra risse, spaccio e violenze se ne sentono di tutti i colori e noi non vogliamo farci chiudere il bar o peggio, venire aggrediti”.
 

Un monito, un avviso, ma soprattutto un modo per tenersi al sicuro.  “Posso decidere chi fare entrare nel mio locale – conclude il gestore – e io ho deciso che può entrare solo gente onesta. Speriamo funzioni”.

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