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Belluno
25 marzo | 18:45

“A 90 anni aveva iniziato a scrivere libri, tra poco ne avrebbe compiuti 100: addio a Flora Costa, testimone dell'emigrazione e voce gentile delle Dolomiti”

Il ricordo arriva dall'Associazione Bellunesi del Mondo, della quale Flora Costa – nata nel Bellunese e poi emigrata prima in Svizzera e poi in Francia - era "fedelissima iscritta": “Si definiva 'l'emigrante mai sola'. La ricorderemo così”

di Redazione

BELLUNO. “Si definiva 'l'emigrante mai sola'. La ricorderemo così”. Sono queste le parole con le quali l'Associazione Bellunesi nel Mondo ricorda Flora Costa, fedelissima iscritta all'ente, testimone dell'emigrazione e “voce gentile delle Dolomiti”. Costa, originaria dell'Agordino ed emigrata prima in Svizzera e poi in Francia, si è spenta ieri a 99 anni a Boulay, nel dipartimento della Mosella.

 

La guerra, le ristrettezze economiche, la necessità dell'emigrazione, il duro lavoro, la pandemia – scrive Abm –. In quasi un secolo di vita, Flora Costa ha attraversato momenti difficili, sempre con quella forza d'animo che, assieme a una gentilezza d'altri tempi, era un po' il suo tratto distintivo. Ogni ostacolo arrivato lungo il suo cammino (e non sono stati pochi), Flora l'ha saputo affrontare, e superare, con la decisione di uno spirito mite e al tempo stesso battagliero, riuscendo sempre a cogliere, anche nelle situazioni più complicate, l'essenza incantevole del mondo. Un atteggiamento che emerge con limpida chiarezza nei suoi libri. Sì, perché Flora, donna dalle mille risorse, all'età di novant'anni ha iniziato a scrivere, imparando un po' alla volta a familiarizzare con gli strumenti informatici, segno di un'elasticità e di un'apertura mentale fuori dal comune. Scriveva delle proprie esperienze, in un linguaggio semplice e concreto ma mai banale, spinta dal desiderio di condividere quanto aveva vissuto, sottolineando sempre il bello e il positivo, senza mai piangersi addosso per i colpi bassi che il destino le aveva riservato”.

 

Quattro le opere da lei pubblicate tra il 2016 e il 2022: “Dall'alba fino al tramonto”, “Vivo due amori... le Dolomiti e la Lorena”, “Le isole. Fra cielo e mare” e “Il canto del cuore”.”Tutte permeate di entusiasmo – scrive l'Associazione Bellunesi nel Mondo – anche per i piccoli avvenimenti e i piccoli dettagli della quotidianità, quelli ai quali solo i cuori più puri sanno dare il giusto peso. Era affezionatissima alla sua terra, l'Agordino che da giovane aveva dovuto lasciare prima per la Svizzera e poi per la Francia, e soprattutto alle sue montagne, che le hanno regalato numerose escursioni”.

 

Fedelissima iscritta, come anticipato, all'Associazione Bellunesi nel Mondo, Costa era sempre in contatto con l'ente, al quale non faceva mai mancare la sua vicinanza al telefono o, appena poteva, recandosi in visita di persona.

“Tra qualche mese avrebbe compiuto cento anni – dice in conclusione l'associazione – e figli e nipoti erano già pronti a celebrare il traguardo con una festa a sorpresa. Lei l'avrebbe certamente apprezzata come occasione per stare assieme a famigliari e amici. Amava stare in compagnia. E per chiunque ne ha avuto la possibilità, magari anche solo brevemente, stare con lei per una chiacchierata era sempre un piacere”.

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