Acqua San Zaccaria, scatta il richiamo per rischio batteriologico: ecco il lotto da non consumare
Il provvedimento riguarda le bottiglie di vetro da un litro del lotto L26239221100, con termine minimo di conservazione fissato al 27 agosto 2028. Il richiamo è precauzionale per la possibile presenza di Pseudomonas aeruginosa. L'azienda invita a non consumare il prodotto

BRENNERO. Rischio di contaminazione batterica per un lotto di acqua minerale naturale San Zaccaria. Il ministero della salute ha pubblicato un avviso di richiamo precauzionale dopo la segnalazione di una possibile contaminazione da Pseudomonas Aeruginosa.
Il provvedimento riguarda esclusivamente le bottiglie di vetro da litro del lotto L26239221100 con termine minimo di conservazione fissato al 27 agosto 2028. È possibile verificare l’appartenenza di una bottiglia a tale lotto controllando il numero riportato sulla confezione.
Il richiamo, disposto in via precauzionale dall’azienda produttrice, la Fonti Terme di Brennero Srl, è stato pubblicato il 27 ottobre anche se riporta la data del 20 ottobre 2026. L’azienda raccomanda di non consumare l’acqua contenuta nelle bottiglie che potrebbero essere state contaminate. È importante però specificare che l’avviso riguarda un rischio di contaminazione: non significa quindi che l’acqua sia sicuramente contaminata dal batterio.
Se si fosse in possesso di una o più di queste bottiglie è sufficiente riportarle al proprio negoziante che provvederà a sostituirle o rimborsarle oltre che a chiarire eventuali dubbi.
Pseudomonas Aeruginosa è un batterio diffuso nel suolo, nell’acqua e nei luoghi umidi. Nelle persone sane difficilmente causa malattie gravi, mentre può causare infezioni o malattie in chi ha difese immunitarie ridotte, fibrosi cistica, ustioni o ferite, oppure è ricoverato e porta cateteri o ventilatori. Può colpire polmoni, vie urinarie, ferite e sangue; alcuni ceppi sono resistenti a molti antibiotici, rendendo le infezioni più difficili da curare.
Se si è in buona salute, aver consumato l’acqua non implica necessariamente che ci si ammalerà; se invece viene consumata da persone immunodepresse, con patologie importanti o se compaiono sintomi, è necessario contattare il proprio medico segnalando l’esposizione.














