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| 19 aprile | 13:22

Agricoltura di montagna, maxi sostegno fino al 70%, dalla Regione 12 milioni per salvare le imprese più fragili: “Un investimento per prevenire l'abbandono delle terre alte”

In base ai dati monitorati dall'Amministrazione regionale, la misura coinvolge complessivamente una platea che oscilla tra i 5.500 e i 6.000 operatori agricoli su scala regionale

di Redazione

TRENTO. Garantire un abbattimento significativo dei costi previdenziali, con contributi che coprono fino al 70% dell’importo versato, assicurando così la tenuta economica delle aziende che operano nei territori più difficili della regione.

 

La giunta della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol ha deciso di mettere in campo misure concrete a sostegno del comparto agricolo montano che opera in condizioni produttive e geografiche complesse stimando un impegno finanziario di circa 12 milioni di euro per far fronte alle domande che verranno presentate nel 2026.

 

Particolare attenzione, quindi, ai coltivatori diretti e mezzadri operanti in aziende situate in condizioni particolarmente sfavorite.

 

"È un segnale di continuità e di riconoscimento per il lavoro insostituibile svolto dai nostri agricoltori di montagna" ha affermato l'assessore Regionale Carlo Daldoss. “Sostenere la loro contribuzione previdenziale non è solo una misura assistenziale, ma un investimento per presidiare il territorio, prevenire l'abbandono delle terre alte e garantire un futuro dignitoso a chi mantiene vive le nostre tradizioni rurali".

 

In base ai dati monitorati dall'Amministrazione regionale, la misura coinvolge complessivamente una platea che oscilla tra i 5.500 e i 6.000 operatori agricoli su scala regionale.

 

Nello specifico, l’impegno finanziario e organizzativo della Regione si riflette in numeri significativi: in provincia di Bolzano: sono oltre 3.400 i beneficiari complessivi, di cui circa 440 operano in condizioni di estremo svantaggio (oltre 110 punti) e 1.100 in zone con svantaggio elevato (76-110 punti). In provincia di Trento la misura raggiunge circa 2.000 agricoltori. Di questi, oltre 270 gestiscono aziende situate a quote proibitive sopra i 1.200 metri e circa 480 presidiano la fascia montana tra i 900 e i 1.200 metri.

 

Il contributo è calcolato sulla base dei contributi previdenziali dovuti ai sensi della legge 233/1990. Per l’anno 2026, l’entità del sostegno è così ripartita: per il Trentino il 60% per le aziende che operano a un’altitudine compresa tra i 900 e i 1.200 metri e il 70% per le aziende situate oltre i 1.200 metri di altitudine. In provincia di Bolzano il 60% per le aziende che presentano un punteggio di svantaggio compreso tra 76 e 110 punti e il 70% per le aziende con oltre 110 punti di svantaggio.

 

Per tutte le altre realtà che non rientrano in queste fasce di particolare svantaggio, ma che comunque operano nelle zone individuate dalla normativa, il contributo resta fissato al 50%.

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