Autovelox, in un anno oltre 270 mila euro di sanzioni e arriva la seconda denuncia dell'associazione: "Controlli sì, ma con prova regolare e conti tracciabili”
In totale sono state dichiarati 346 mila euro di sanzioni, di cui 272 mila legati alle violazioni di velocità. L'associazione: "Il punto non è fare guerra ai controlli, ma pretendere che siano regolari, verificabili, documentati"

ISERA. L'autovelox di Isera torna nel mirino di Altvelox, l’associazione per la tutela degli utenti della strada, che presenta una seconda querela. Il motivo? Nel 2024 sono stati dichiarati oltre 346 mila euro di proventi di sanzioni, di cui 272 mila legati alle violazioni di velocità, e ad essere richieste sono verifiche sulla regolarità dello strumento e sulla documentazione.
L'atto si riferisce alla postazione fissa sulla Sp 90 “destra Adige” in località Mossano ed è stato trasmesso alle Autorità competenti, incluse Procura della Repubblica e Corte dei conti, per gli accertamenti di rito. "Il punto - spiega Altvelox - non è fare guerra ai controlli, ma pretendere che siano regolari, verificabili, documentati".
Ma entriamo nel merito della querela. "Secondo quanto rappresentato nell’atto - viene specificato - l’autorizzazione del tratto consente la contestazione differita, ma non dimostra la regolarità tecnica e giuridica del dispositivo di misurazione, né sostituisce i requisiti necessari perché la misurazione diventi prova legale".
La richiesta dell'associazione? "Che venga acquisita e verificata tutta la filiera documentale, titolo abilitativo del dispositivo con chiarezza tra omologazione e mera approvazione, verifiche periodiche, collaudi, tracciabilità dei log e dei report, corrette modalità di installazione e impiego nel tratto e nel senso di marcia autorizzati".
Sul piano amministrativo e contabile, la denuncia evidenzia invece "criticità nella rendicontazione dei proventi da sanzioni". In particolare, viene sottolineato, per il 2024 il Comune dichiara proventi complessivi da Codice della Strada pari a 346.505,77 euro, con 272.435,31 euro riferiti alle violazioni dei limiti di velocità. "Nel documento - prosegue Altvelox - vengono segnalate incongruenze tra le sezioni relative a destinazione, utilizzo e riparti, oltre a voci di spesa inserite in modo non chiaro rispetto ai vincoli di legge".
Andando a ritroso, prosegue la nota diffusa, "per gli anni 2022 e 2023 vengono richiamati casi in cui i proventi risultano dichiarati, ma senza indicazione di utilizzo nella parte che rende verificabile il rispetto del vincolo. Questo non è un dettaglio contabile, è il cuore della trasparenza".
Ad essere richieste, nell'ordine: l’acquisizione di determine di affidamento, capitolati, certificazioni, eventuali collaudi, manuali, matricole, atti ministeriali, registri di verificazione e taratura, verbali tipo. Ma anche mandati, reversali, capitoli di bilancio e prove dei riversamenti all’ente proprietario della strada. "Se i documenti ci sono - incalza Altvelox- si chiude la discussione. Se mancano, il problema non è politico, è giuridico".
“Quando un ente costruisce entrate importanti su un autovelox - chiosa il presidente di Altvelox Gianantonio Sottile Cervini - deve accettare anche il controllo pieno, sui titoli dello strumento e sui conti. Sicurezza stradale non può diventare un alibi per incassare e poi spiegare tutto a parole. Noi diciamo controlli sì, ma regolari e rispettosi delle norme, con prova verificabile e rendicontazioni tracciabili, altrimenti il cittadino paga e basta, e questo non è accettabile in uno Stato di diritto”.













