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FVG
09 febbraio | 15:56

Avevano manifestato contro l'obbligo di green pass (tra scontri, insulti e idranti), assolti i 5 imputati: ''Non abbiamo abbassato la testa alla dittatura sanitaria''

All’epoca dei fatti, diverse persone avevano mantenuto per giorni un sit-in davanti all’ingresso del porto per protestare contro l’obbligo del Green Pass sui luoghi di lavoro stabilito dal governo. In 5 sono andati a processo, tra questi il consigliere comunale Ugo Rossi: ''In quel caso fu la polizia ad aggredire i manifestanti ma sono alcuni di quest’ultimi, a fronte di una mobilitazione che ha coinvolto migliaia di persone, a pagare il prezzo più alto''

TRIESTE. Secondo il tribunale di Trieste sui cinque imputati per le proteste dei “No green pass” del 18 ottobre 2021, presso il varco 4 dello scalo triestino, non sussiste alcuna responsabilità penale per i fatti contestati, e il procedimento in aula si è concluso con la sentenza che vede la piena assoluzione dei manifestanti.

 

All’epoca dei fatti, diverse persone avevano mantenuto per giorni un sit-in davanti all’ingresso del porto per protestare contro l’obbligo del Green Pass sui luoghi di lavoro stabilito dal governo. La mattina dello sgombero, le forze dell’ordine intervennero per allontanare i manifestanti, usando anche gli idranti diretti verso chi era ancora presente, in gran parte lavoratori portuali. Nel corso dell’operazione, oltre alle offese e agli insulti nei confronti delle forze dell'ordine, decine di persone sarebbero in seguito state accusate di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, ma solo cinque hanno affrontato il completo procedimento del dibattito in aula fino alla sentenza di primo grado del 4 febbraio scorso, che ha riguardato l'assoluzione completa dei manifestanti.

 

Tra i soggetti assolti figura anche Ugo Rossi, consigliere comunale di Trieste, che era coinvolto nello stesso procedimento per aver preso parte anch'egli agli eventi davanti l'accesso del porto di quella giornata. Rossi il giorno della sentenza ha inoltre postato sui suoi profili social una foto che lo ritrae trionfante di fronte al tribunale, con una didascalia volta a ripercorrere la sua visione e la sua storia, che in alcuni punti recita: “Dei 18 imputati iniziali 11 avevano patteggiato per non fare il processo, 2 erano stai assolti nell’udienza 'predibattimentale'. Mentre io e altri 4 abbiamo deciso di andare a testa alta fino alla fine, e siamo stati assolti. In quel caso fu la polizia ad aggredire i manifestanti ma sono alcuni di quest’ultimi, a fronte di una mobilitazione che ha coinvolto migliaia di persone, a pagare il prezzo più alto. Mi sono difeso e mi sto difendendo da 5 anni, da 15 procedimenti penali per i quali ho rischiato fino a circa 70 anni di carcere. Tutto per non aver abbassato la testa durante la dittatura sanitaria dal marzo 2020”.

 

In effetti la Procura di Trieste aveva inizialmente avviato un’inchiesta nei confronti di sedici persone, ma per una parte di questi le udienze hanno stabilito la messa alla prova o rito abbreviato, patteggiamenti o anche proscioglimenti poiché i fatti non sussistevano.

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