Bike sharing provinciale, finisce un'era: il servizio sarà dismesso. “Trend negativo e atti di vandalismo, stazioni smantellate entro la fine dell'anno”
Ad annunciarlo la Provincia, che conferma come l'infrastruttura sia giunta alla fine della sua vita utile: le ciclo-stazioni saranno gradualmente smantellate nel corso del 2026

TRENTO. Il servizio di bike sharing provinciale “e.motion” verrà gradualmente dismesso nel 2026, fino a chiudere definitivamente i battenti entro la fine dell'anno con lo smantellamento di tutte le ciclo-stazioni attive.
A riportarlo è la Provincia di Trento, confermando come la decisione sia stata presa “per il superamento della vita utile tecnica dell'infrastruttura” e per “il trend negativo degli ultimi tre anni, che nel 2025 ha visto un numero di prelievi inferiore ai 30mila annui, lontani dal picco di quasi 100.000 prelievi toccato nel biennio immediatamente successivo all'implementazione dell'infrastruttura, tra 2021 e 2022”.
In definitiva, dicono le autorità, il servizio ha cominciato a manifestare un calo significativo in particolare a partire dal 2023 – confermano nel 2024 e poi lo scorso anno. Alla luce dei dati dell'ultimo triennio si è quindi provveduto ad analizzare le cause del trend negativo, da cui è emerso che il calo è attribuibile a molteplici fattori “riconducibili a diffusi fenomeni di vandalismo e prelievo non autorizzato, il mantenimento di quegli utenti abituati all'utilizzo principalmente delle biciclette a pedalata muscolare e il disservizio prolungato di alcune ciclo-stazioni”. Va poi considerato, spiegano le autorità, che molti utenti, avendo trovato comoda la bicicletta, hanno deciso di acquistarla, abbandonando la dipendenza del servizio “e-motion”, in linea con gli obiettivi del progetto.
Il servizio è attivo sul territorio provinciale a partire dal 2014, ricorda Piazza Dante: “Ed è stato per più di 10 anni un servizio molto apprezzato da circa 1500 utenti attivi, incidendo concretamente nel miglioramento delle pratiche di mobilità sostenibile”. È presente attualmente in 17 comuni lungo l'asta dell'Adige, dalla Piana Rotaliana a nord fino alla Vallagarina a sud. Le ciclo-stazioni attive sono 85, con circa 920 stalli disponibili e 420 biciclette, di cui 180 a pedalata assistita. Nel 2024 il servizio ha registrato poco più di 30mila prelievi, per un distanza percorsa di circa 73mila chilometri. Questo ha consentito un risparmio “auto equivalente” di circa 50mila euro, per 5.200 litri di carburante ed evitato l'emissione di atmosfera di circa 10mila chilogrammi di CO2.
“Complessivamente – continua la Pat – il servizio di bike sharing, dal 2014 al fine 2025 ha registrato 15mila utenti, oltre 740mila prelievi e quasi 1,7 milioni di chilometri pedalati in ambito urbano. Ciò ha evitato l'emissione di quasi 230mila chilogrammi di CO2 e permesso di risparmiare quasi 1,2 milioni di euro (pari al costo degli stessi chilometri percorsi da un'auto con un tasso medio di occupazione di 1,2 utenti)”
Da alcuni confronti con il Comune di Trento (che assorbe quasi il 70% dei prelievi totali) nel corso del 2024 è emersa l'intenzione di proporre, con un unico bando, l'affidamento dei servizi in sharing di monopattini e di biciclette con tecnologia “free floating”, spiegano le autorità, limitata alla restituzione entro aree ben precise del territorio comunale: “Venendo meno il servizio sulla città, verrebbe così a mancare la necessità di un coordinamento provinciale e il collegamento funzionale tra le zone a nord e a sud del capoluogo, fondamentali per un servizio declinato in chiave extraurbana”.
“Riconoscendo quindi la sopraggiunta fine della vita tecnica utile dell’infrastruttura – ribadisce la Pat –, il servizio verrà gradualmente dismesso nel 2026, fino allo smantellamento di tutte le ciclo stazioni attive entro la fine dell'anno. La fine del servizio consentirà il necessario rinnovo tecnologico, sulla scia del percorso avviato dalle grandi città e capitali nord-europee. Per quanto di competenza, il Comune di Rovereto ha avviato uno studio sul servizio, prevedendo il coinvolgimento della Comunità della Vallagarina, con l’obiettivo di rimodulare il servizio al fine di garantire un servizio adeguato alle esigenze del territorio”.












