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Trento
16 febbraio | 19:13

Trento, chiude la biblioteca intitolata alla pastora Agitu, l'addio definitivo a luglio. La fondazione Demarchi: “Gli spazi saranno usati per un nuovo progetto"

La chiusura definitiva degli spazi in piazza Santa Maria Maggiore avverrà a luglio. Il presidente della Fondazione, Paolo Decarli: "La chiusura lascerà spazio a un nuovo progetto che sarà, funzionale ad accogliere attività integrate di comunicazione e divulgazione”

Trento, chiude la biblioteca intitolata alla pastora Agitu, l'addio definitivo a luglio

TRENTO. La biblioteca della Fondazione Demarchi sarà chiusa. A deciderlo lo scorso anno è stato il Consiglio di Amministrazione della Fondazione, a seguito anche di un confronto con il Comitato Scientifico, valutando il trasferimento del patrimonio librario ad altri enti e, allo stesso tempo, mantenere e valorizzare le opere più coerenti con la mission della Fondazione.

  

Una scelta che ha sollevato non poche perplessità tanto che la questione è arrivata in consiglio provinciale con due interrogazioni, una presentata dal consigliere del Pd Paolo Zanella nel novembre dello scorso anno e un'altra un'altra presentata poche settimana fa dal consigliere Michele Malfer. 

 

Il primo di aprile termineranno i prestiti e il primo di luglio di quest'anno ci sarà la chiusura definitiva e gli spazi saranno usati per altri progetti. 

 

La Biblioteca era stata intitolata nel 2021 ad Agitu Ideo Gudeta, la pastora conosciuta come la ''Regina delle capre felici'' uccisa alla fine di dicembre del 2020 a Frassilongo. 

Specializzata in tematiche sociali la biblioteca dispone di circa 22 mila monografie, 1.100 periodici e 1.143 tesi, di cui 722 prodotte dalla Scuola superiore regionale di servizio sociale tra il 1948 e il 1992 e 421 dagli educatori professionali diplomati a Trento tra il 1992 e il 2003. Si tratta di una raccolta di straordinaria rilevanza, che comprende 10.111 titoli non presenti in alcun’altra biblioteca aderente al Sistema Bibliotecario Trentino, configurandosi come patrimonio unico, non duplicabile e di interesse che va ben oltre l’ambito locale. 

La chiusura, secondo quanto riportato dall'assessora provinciale alla Cultura, Francesca Gerosa, in risposta all'interrogazione presentata dal consigliere Zanella, è stata decisa  "in quanto a seguito dello spostamento della formazione di assistenti sociali ed educatori professionali nell’ambito dell’Università, nel corso degli anni gli accessi alla biblioteca sono costantemente diminuiti e si è proceduto ad un investimento minore rispetto al patrimonio librario, dettato dal fatto che nell’ambito dell’Università è stata creata una biblioteca specializzata (la BUC), che è diventata il nuovo punto di riferimento delle professioni sociali". 

Per quanto riguarda i prestiti della biblioteca i dati sono ricavabili dal gestionale del Catalogo bibliografico trentino: in totale i prestiti nel 2022 sono stati 1112, nel 2023 sono stati 1312, nell'anno 2024 i presti sono stati 1320 e lo scorso anno (al 24 novembre) 1068. 

La chiusura definitiva degli spazi in piazza Santa Maria Maggiore che avverrà a luglio lascerà spazio  a un nuovo progetto che sarà, “funzionale ad accogliere attività integrate di comunicazione e divulgazione”.

 

“Gli spazi – ha spiegato a il Dolomiti il presidente della Fondazione Demarchi – verranno trasformati e valorizzati visto che erano poco usati. Diventeranno un hub culturale, degli spazi aperti con l'esterno e capaci di permeare proposte che arriveranno dalla comunità”. L'uspicio di molti è che possa essere mantenuta l'intitolazione a  Agitu Ideo Gudeta. “Non penso ci saranno problemi in merito – chiarisce il presidente Paolo Decarli - siamo stati molto sensibili alla vicenda, non  avrebbe senso modificare l'intitolazione, potrà essere sala o hub culturale Agitu”.

 

Si tratta, quindi, di un capitolo che si chiude per la città di Trento e per il mondo delle professioni sociali,  con un patrimonio librario unico da ricollocare e le incognite su come verrà preservato e reso accessibile in futuro. La sfida, ora, sarà quindi quella di trasformare quegli spazi. 

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