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Trento
27 ottobre | 22:37

“I libri liberano”: al via alla raccolta fondi per la biblioteca del carcere di Trento: "Opportunità rieducative e di socializzazione"

Il progetto fa parte di “Liberi da dentro”, un’iniziativa nata per arricchire la biblioteca della Casa circondariale di Trento con 500 nuovi volumi (dizionari, vocabolari, grammatiche, prontuari di conversazione, codici aggiornati, manualistica, narrativa, saggistica, fumetti e libri in lingue straniere) e dvd

“I libri liberano”: al via alla raccolta fondi per la biblioteca del carcere di Trento
di Giorgia De Santis

TRENTO. Da oggi fino al 7 gennaio sarà possibile contribuire, attraverso la piattaforma Ideaginger.it, alla campagna di crowdfunding “I libri liberano”, un’iniziativa nata per arricchire la biblioteca della Casa circondariale di Trento con 500 nuovi volumi (dizionari, vocabolari, grammatiche, prontuari di conversazione, codici aggiornati, manualistica, narrativa, saggistica, fumetti e libri in lingue straniere) e dvd.

 

Il progetto fa parte di "Liberi da dentro", che dal 2018 promuove attività culturali dentro e fuori dal carcere per favorire inclusione, riflessione e socializzazione. L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra numerosi enti e associazioni, tra cui la Conferenza Regionale Volontariato e Giustizia (Crvg) del Trentino-Alto Adige, l’Associazione provinciale aiuto sociale (Apas), capofila del progetto, la Scuola di Preparazione Sociale (Sps), la Fondazione Franco Demarchi e le biblioteche trentine.

 

L’iniziativa è finanziata dal bando “Cultura e sport per il sociale 2025” della Fondazione Caritro, con il supporto di Sparkasse per il Crowdfunding, e vede la partecipazione di oltre sessanta biblioteche e venti librerie della provincia di Trento, dove sono disponibili segnalibri informativi e indicazioni per le donazioni.

 

Oltre alla raccolta fondi, Liberi da dentro porterà avanti anche per quest’anno e il prossimo una serie di attività culturali, tra cui due edizioni della Biblioteca vivente:la prima si svolgerà all’interno del carcere di Trento e coinvolgerà undici persone recluse che non hanno la possibilità di uscire, già in formazione dallo scorso ottobre. A incontrarli saranno studenti e studentesse della facoltà di giurisprudenza, che potranno ascoltare le loro storie come se fossero dei “libri umani”.

 

La seconda edizione, prevista in primavera, si svolgerà fuori dal carcere, in collaborazione con le Biblioteche comunali di Trento, Rovereto, Riva del Garda e Val di Fiemme. Come in una biblioteca tradizionale, i visitatori potranno "prendere in prestito" un libro umano, ovvero una persona disponibile a raccontare la propria esperienza in maniera informale, spesso segnata da pregiudizi e discriminazioni.

 

Il progetto prevede anche gruppi di lettura a tema carcere, con incontri con gli autori organizzati in collaborazione con le biblioteche trentine. Alcuni di questi libri verranno letti parallelamente dal gruppo di lettura interno al carcere, per favorire un dialogo e uno scambio di riflessioni emerse nei diversi gruppi.  

 

E ancora, nel corso dell’anno scolastico sono in programma laboratori e incontri nelle scuole curati dall’associazione Dalla Viva Voce, che insieme al Coordinamento teatrale trentino realizzerà per gli studenti delle scuole superiori del territorio una rappresentazione cinematografica o teatrale sull’esecuzione penale. Sarà così possibile parlare di giustizia riparativa, informazione, carcere e dipendenze.

 

Negli anni, la rete ha già realizzato incontri, concerti, spettacoli teatrali e cinematografici, oltre a quattro edizioni della Biblioteca vivente, sei cene “Sapori di libertà” e numerosi eventi pubblici.

 

Il progetto vuole così offrire a detenuti, ex detenuti e persone in misura di comunità nella provincia di Trento opportunità rieducative e di socializzazione. Non solo, mira a donare ai detenuti e alle detenute una biblioteca rinnovata e con testi nuovi. Si impegna a favorire la riflessione personale tra i detenuti che partecipano alle iniziative, per valorizzare il proprio percorso di esecuzione penale.

 

Promuove una maggiore consapevolezza tra i cittadini sull’importanza e sull’efficacia delle misure alternative alla detenzione, sensibilizza in particolare le nuove generazioni coinvolgendole in attività formative e culturali sui temi del progetto e rafforza il dialogo tra carcere e società civile.

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