Casse di legno lunghe due metri al posto delle campane: i misteriosi e antichi ‘batatocs’ tornano a scuotere la Passione di Cristo
Non i soliti strumenti da banda, i “batatocs” sono casse di legno lunghe circa due metri che, come delle gigantesche raganelle, emettono il suono di mille tamburi. Sarà la loro tradizionale “musica” ad accompagnare il cammino della Via Crucis a Claut

CLAUT. Le strade di Claut, piccolo comune in provincia di Pordenone, si stanno preparando per ospitare uno degli appuntamenti più significativi della Settimana Santa: la sacra rappresentazione della Passione di Cristo, in programma venerdì 3 aprile 2026 alle 20.30.
Il centro abitativo si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto grazie al suono dei “batatocs”: tradizionali strumenti utilizzati nel piccolo paese situato nel cuore della Valcellina.
Il loro suono profondo e cadenzato accompagna da generazioni le celebrazioni pasquali del paese e da moltissimi anni vengono addirittura issati sul campanile per sostituire le campane nei giorni della Passione di Gesù.
Tipici di questa località, non si tratta dei classici strumenti musicali da portare in giro e in banda: sono lunghi due metri circa, completamente in legno, notevolmente pesanti e ornati di colorate decorazioni a mano. In sostanza i “Batatocs” sono gigantesche raganelle e il loro nome è onomatopeico, rimanda infatti al suono dei tamburi.
Il tempo della Via Crucis di venerdì 3 aprile sarà battuto da questi tocchi amplificati dalla grande cassa di risonanza in legno e da un rullo che ruotando farà battere le sporgenze lignee incastonate.
In altre parole, quando il rullo viene fatto girare azionando una manovella, i denti sollevano dei martelli di legno incorporati in altrettante mazze di frassino e le violente percussioni spandono nell’aria: il forte suono che viene emesso viene di seguito amplificato dalla cassa armonica in maggiociondolo.
Secondo gli esperti locali il loro suono rappresenterebbe il frastuono delle lance e dei tamburi che accompagnarono Gesù alla crocifissione sul Monte Calvario: un suono simbolico quindi, che punta ad evocare un’atmosfera intensa e suggestiva.
“È una tradizione che si tramanda normalmente di padre in figlio nelle generazioni. Ormai visto il calo demografico e la mancanza di artigiani del legno sono pochi ad averlo e quindi pochi a suonarlo, perché ovviamente molti attenti a che non venga rotto o rovinato dagli altri. Ora sono poche le persone o famiglie che ne conservano uno e in tutto il paese ne abbiamo una decina scarsa che vengono utilizzati. Oramai nessuno li costruisce, ma si conservano e basta” ha spiegato al giornale il Dolomiti l’assessora Elena Leschiutta.
La Via Crucis di Claut che si terrà con qualsiasi condizione metereologica nella serata di venerdì 3 aprile, ripercorrerà i momenti centrali della Passione, coinvolgendo figuranti e volontari della comunità in una rievocazione che unisce spiritualità e tradizione popolare.












