Campane, dopo le critiche il decreto con i nuovi orari (e le eccezioni): "Ma devono continuare a suonare"
Le campane continueranno a suonare, ma da domenica 19 aprile ci saranno nuove norme da rispettare. Col decreto firmato dall’arcivescovo Riccardo Lamba, l’Arcidiocesi di Udine interviene per disciplinare l’utilizzo e il suono di questi strumenti. Identità religiosa e culturale resteranno invariate, ma campanari e sacrestani entro poco dovranno informarsi su quelle che sono le novità

UDINE. La tradizione plurisecolare della Chiesa prevede l’utilizzo del suono delle campane per convocare il popolo cristiano alle varie celebrazioni festive e quotidiane, ma cosa può accadere quando la comunità si lamenta della loro “voce” o degli orari in cui suonano? A seguito di alcuni attriti, incomprensioni e critiche, l'arcivescovo di Udine ha emesso un decreto per regolamentare l’uso di questi strumenti (con novità ed alcune eccezioni).
“Permettere alle parrocchie il costante utilizzo delle campane, senza che alcuno possa impedire alle comunità locali questa tradizione culturale (inserita, nell’ambito della libertà religiosa e nel rispetto degli accordi stipulati tra la Chiesa cattolica e lo Stato italiano)” questo è l’obiettivo del decreto.
La presa di posizione dell’arcivescovo è dunque chiara e non negoziabile: le campane continueranno a suonare, nel rispetto di nuove norme volte a porre fine alle ostilità. Questo è ciò che recita il primo comma del decreto emanato nella giornata di martedì 17 marzo (che entrerà però in vigore da domenica 19 aprile 2026): “Si dispone che in tutte le chiese, a prescindere dal numero della popolazione residente, le campane non suonino prima delle ore 7.00 e mai dopo le ore 21.00. Fanno eccezione la chiesa di S. Maria in Castello a Udine, la chiesa di Pieve di Castello a San Daniele del Friuli, il Duomo di Cividale del Friuli e la chiesa Pieve a San Pietro in Carnia, dove per tradizione plurisecolare vengono suonate alle 22.00”.
Nuove regole che puntano ad uniformare tutto il territorio diocesano, anche nel dettaglio, ad esempio: nelle domeniche e nei giorni festivi, nei centri cittadini (con un numero di residenti oltre i 5.000) le campane non potranno suonare prima delle 7.30 e dopo le 21.00. Ovviamente, anche alcune deroghe per le festività sono state previste: “In tutte le chiese, a prescindere dal numero della popolazione residente, sono previste delle eccezioni nella notte del Santo Natale, nella Veglia pasquale, in specifiche straordinarie occasioni locali e nei casi di calamità” viene spiegato nel decreto. Poi, secondo la tradizione liturgica, resta lo stop tra Venerdì Santo e Sabato Santo. Il sindaco è incaricato di autorizzare altre eventuali eccezioni agli orari previsti.












