Colpi di pistola verso un'auto dopo l'incidente frontale, premiati gli agenti di polizia locale intervenuti: "Avete dimostrato coraggio e un altissimo senso del dovere"
L'episodio risale allo scorso aprile ed era avvenuto a Mezzolombardo: il riconoscimento è andato al vice commissario Diego Dalmonego, la sovrintendente Ilaria Dellai e gli agenti Caterina Sighel e Francesco Franceschi

TIONE. Quattro operatori del corpo di polizia locale Rotaliana premiati con l'Aquila di San Venceslao d'argento, un'onorificenza per meriti speciali: c'è stato spazio anche per riconoscere e applaudire chi nell'anno passato si è distinto per professionalità e competenza, all'interno della giornata provinciale della polizia locale celebrata a Tione nel giorno di San Sebastiano.
A ricevere questo importante riconoscimento sono stati il vice commissario Diego Dalmonego, la sovrintendente Ilaria Dellai, gli agenti Caterina Sighel e Francesco Franceschi.
Protagonisti di un intervento molto delicato, un gravissimo evento criminoso e la successiva complessa attività investigativa: l'episodio risale allo scorso aprile, quando dopo un incidente frontale a Mezzolombardo erano stati esplosi alcuni colpi di pistola in strada. Le persone poi erano scappate nei campi per far perdere le loro tracce, ma grazie al lavoro delle forze dell'ordine era stato assicurato alla giustizia l'autore dell'azione e il suo complice.
"Esempio di altissimo senso del dovere e coraggio operativo, notevole capacità di gestione di un evento complesso, competenze tecniche e investigative di elevato livello, eccellente coordinamento interforze, elevato spirito di servizio", si legge sul documento firmato dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti e consegnato agli agenti.
"Questo encomio è un riconoscimento che sento profondamente - ha commentato Diego Dalmonego -, non solo per me ma per tutti i colleghi con cui condivido questo lavoro. Dietro ad ogni indagine, a ogni intervento, ci sono persone in difficoltà, spesso fragili, che chiedono solo di essere ascoltate e protette. Questa è la vera spinta che mi fa indossare la divisa ogni giorno. La volontà di aiutare chi non ha voce, anche quando questo significa sacrificare tempo, energie e pezzi di vita privata. Sapere di avere fatto la differenza per qualcuno ripaga ampiamente ogni rinuncia ed è motivo per cui continuo a credere profondamente in questo lavoro nel servizio della comunità".


















