Come usare la stufa a legna senza inquinare e senza correre rischi: i consigli su legna, accensione e manutenzione. E perché una cattiva combustione fa male anche in casa
Una combustione sbagliata può moltiplicare le polveri sottili e produrre sostanze cancerogene

BOLZANO. Con le prime serate davvero fredde tornano a scaldarsi le stufe in maiolica, le cucine a legna e le stufe a legna. Un rito che sa di casa e di tradizione, ma che, come ricorda l’Agenzia provinciale altoatesina per l’ambiente e la tutela del clima in occasione dell’inizio della stagione di riscaldamento, ha un piccolo difetto: se fatto male, inquina. Perché la legna è sì un combustibile sostenibile, ma per riscaldare nel rispetto dell’ambiente è fondamentale utilizzare correttamente gli impianti.
Il primo consiglio riguarda proprio la legna, che deve essere non trattata e asciutta, con un contenuto d’acqua inferiore al 20 per cento. Poi c’è il modo di caricare la stufa, che non è una questione di forza bruta.
La camera di combustione non va riempita eccessivamente e la legna va disposta in modo arioso, non troppo compatta. I ciocchi più grossi si sistemano in basso e sopra di essi si dispongono a croce quelli più piccoli, insieme a un accendifuoco. Il fuoco, e qui sta il trucco che molti non conoscono, va acceso dall’alto. Durante l’accensione le prese d’aria della stufa devono restare aperte, per garantire un buon apporto di ossigeno. Sono infine importanti la pulizia e la manutenzione periodiche degli impianti.
Non è una raccomandazione da poco, se si guardano i numeri. In provincia di Bolzano si stima che gli impianti a legna siano circa 90.000, e a spiegare quanti siano quelli piccoli è l’assessore provinciale alla Protezione dell’ambiente, della natura e del clima e all’Energia Peter Brunner: “Circa 70.000 dei complessivi 90.000 impianti a legna presenti in Alto Adige sono piccoli impianti. Utilizzandoli correttamente è possibile ridurre le emissioni e migliorare in modo duraturo la qualità dell’aria in Alto Adige”, sottolinea, evidenziando l’importanza dell’iniziativa.
Che cosa succede quando la combustione non è corretta lo spiega il direttore dell’Ufficio provinciale Aria e rumore, Georg Pichler: “Una combustione non corretta genera diversi inquinanti atmosferici, che rimangono nell’ambiente circostante, ma anche negli ambienti domestici. In caso di cattiva combustione, le emissioni di polveri sottili, PM10 e PM2,5, possono essere fino a 50 volte superiori rispetto a quelle prodotte da una combustione corretta. Possono inoltre formarsi idrocarburi nocivi, come il cancerogeno benzo(a)pirene”.
Proprio il benzo(a)pirene è un nome che in Alto Adige non è nuovo. Già nel 2023 Pichler aveva spiegato che le sue concentrazioni, che indicano una combustione impropria della legna, negli anni precedenti avevano superato più volte i valori obiettivo annuali sul territorio provinciale. Un dato che spiega perché la Provincia continui a insistere sulla questione.
La campagna di sensibilizzazione “Riscaldare con la legna… ma bene!”, avviata nel 2024, prosegue anche quest’inverno. Si inserisce in un accordo tra la Provincia autonoma di Bolzano e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), che tra il 2023 e il 2027 ha messo a disposizione complessivamente cinque milioni di euro per migliorare la qualità dell’aria in Alto Adige. Con queste risorse è finanziata anche la campagna.
Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane manifesti negli spazi pubblici, spot radiofonici, contributi redazionali sui media cartacei e online e contenuti sui social torneranno a spiegare come usare nel modo giusto gli impianti a legna. Chi preferisce leggere con calma, o semplicemente tenere a portata di mano le regole, trova tutte le informazioni nell’opuscolo della campagna e sul sito “Riscaldare con la legna… ma bene!”, all’indirizzo heizenmitholz.it.






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