Crisi climatica, record di temperatura per gli oceani: il bollettino di Copernicus. “Giugno-luglio i più caldi mai registrati in Europa occidentale”
Il mese di luglio, riportano gli esperti, è stato il secondo più caldo di sempre a livello planetario dopo quello del 2023, con anomalia termica mensile di +1,47 gradi centigradi rispetto alla media 1850-1900: “In Europa Occidentale – dice la Società meteorologica italiana riportando i dati – per il terzo mese consecutivo ondate di caldo eccezionali e siccità, che si sono vicendevolmente rafforzate”

TRENTO. Il mese di luglio 2026 ha visto le temperature più alte mai registrate per le superfici degli oceani in ambito extra-polare, facendo segnare anche il secondo dato di sempre per quanto riguarda il dato di temperatura a livello planetario – dopo il 2023 – con un'anomalia termica mensile di +1,47 gradi centigradi rispetto alla media 1850-1900. A riportarlo sono gli esperti di Copernicus nel bollettino climatico per lo scorso mese, caratterizzato anche in Trentino da lunghi periodi di caldo estremo – e a cui sta facendo ora seguito una situazione sempre più complicata sul fronte idrico.
“Luglio – dicono da Copernicus – ha visto temperature eccezionalmente alte in vaste zone del Pacifico tropicale, un'area nella quale sono presenti condizioni di El Niño previste in ulteriore intensificazione nei prossimi mesi. Intorno all'Europa, le temperature superficiali dei mari (Sst) da record nell'Atlantico e nel Mediterraneo occidentale sono state associate a diffuse ondate di calore marine, da forti a severe, che hanno colpito le comunità costiere e gli ecosistemi”.

Proprio l'Europa Occidentale, come anticipato, ha finora vissuto il periodo bimestrale – giugno-luglio – più caldo mai registrato, un dato anticipato nelle scorse settimane dal presidente della Società meteorologica italiana Luca Mercalli (Qui Articolo). “A luglio – scrivono da Copernicus – si sono verificate la terza e la quarta ondata di calore dall'inizio di maggio, segnando una sequenza eccezionale di caldo estremo durante questa estate”.
In gran parte della regione è inoltre proseguita e si è intensificata la diffusa siccità osservata a maggio e giugno, con precipitazioni e livelli di umidità al suolo eccezionalmente bassi in Francia, Spagna, in alcune zone della Germania e nel Regno Unito: “Nelle aree colpite dalla siccità, le portate dei fiumi sono risultate molto inferiori alla media o eccezionalmente basse. Particolarmente colpiti sono stati la Senna, il Reno e il Danubio, con ripercussioni sull'approvvigionamento idrico, sull'irrigazione e sulla produzione di energia in diversi Paesi”.

Per il terzo mese di fila, ribadiscono dalla Società meteorologica italiana nel riportare i dati: “L'Europa occidentale ha vissuto a ripetizione ondate di calore eccezionali e siccità, che si sono vicendevolmente rafforzate, determinando stress estremi per ecosistemi, popolazione umana, agricoltura, economia e favorendo la propagazione di gravi incendi forestali”. Condizioni più fresche e umide, talora con eventi alluvionali, si sono invece registrate nella zona baltica, in Russia occidentale, Ucraina e Turchia.
A livello numerico, la temperatura dell'aria in prossimità della superficie terrestre è stata mediamente pari a 16,90 gradi centigradi a livello planetario, 0,67 gradi centigradi al di sopra della media di luglio 1991-2020 – e 1,47 gradi, come anticipato, più alta rispetto al periodo preindustriale. La temperatura media degli oceani in ambito extra-polare è stata pari a 20,96 gradi centigradi, superando il precedente record – 20,89 gradi – registrato a luglio 2023.














