Contenuto sponsorizzato
Belluno
06 agosto | 15:05

Meteo, caldo da record sulle Dolomiti e cede il permafrost in quota: piogge in calo anche del 50%. Il report del mese di luglio

L’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto ha rilasciato il report del mese di luglio, dal quale spiccano soprattutto il caldo elevato e la carenza di piogge (a zero le precipitazioni nevose sui ghiacciai). Ecco i dati principali, soprattutto nel Bellunese

Meteo, caldo da record sulle Dolomiti e cede il permafrost in quota: piogge in calo anche del 50%

BELLUNO. Molto caldo, poche piogge e grandi differenze territoriali: così Arpav introduce il suo bollettino del mese di luglio da poco concluso. “L’estate 2026 si sta rivelando caldissima e nel caso anche agosto risultasse più caldo del normale, è probabile che venga battuto il record, come temperature medie, della famosa estate 2003. Lo zero termico sul Triveneto il giorno 30 è salito fino ad un’altitudine di 4610 metri”.

 

In generale, in Veneto sul fronte delle temperature medie luglio 2026 è stato il quarto più caldo della serie storica (dopo 2015, 2022 e 2024) ed è terminato con un'anomalia di +2.1 °C rispetto alla normale 1991-2020. Se però si considerano le minime, sale al terzo posto tra i più caldi e, dal 1996, la media decennale mostra un aumento di 2 °C nelle temperature minime di luglio, raggiunto in appena un ventennio.

 

Stando sempre agli ultimi trent’anni, il trend statisticamente significativo di aumento delle temperature medie di luglio vale +0.85 °C. “Importante notare - rileva il report - che tre degli anni più caldi sono capitati negli ultimi cinque”.

 

In questo scenario, non sono mancati i record di temperatura a fine mese, con la nuova e intensa ondata di calore che ha portato a superare molti record non solo per la terza decade di luglio, ma per l’intera estate. I più numerosi soprattutto per le temperature massime: per restare in provincia di Belluno, nei giorni 30 e 31 si sono registrate massime di 38.4 °C a Santa Giustina (a soli 3 decimi dal record assoluto di Feltre di 38.7 °C dell’agosto 2003), 37.9 °C a Feltre, 35.7 °C a Belluno, 34.0 °C a Santo Stefano, 30.5 °C a Falcade, 28.0 °C a Pescul, 25.7 °C ad Arabba e 22.8 °C sul Faloria.

 

E proprio sulle Dolomiti, riferisce l’agenzia, “il mese di luglio è stato caldo con ben +2.1 °C rispetto alla media climatica, con un valore oltre il 90° percentile (evento raro), inferiore solo al 2015, ma simile al 2024, 2022 e 2006”. Significa che non solo la temperatura media è stata di oltre 2°C più alta rispetto a quello che ci si aspetterebbe, ma ha raggiunto un livello che la statistica definisce raro. Tra le Dolomiti, quello di quest’anno si colloca infatti nel 10% dei mesi di luglio più caldi di sempre.

 

Eccetto per il periodo dal 20 al 26, i valori giornalieri sono stati sempre oltre la media, con addirittura il 30 e il 31 che hanno fatto registrare valori fra i quattro più elevati per il mese almeno dal 1986. Inoltre, la temperatura media calcolata dall’11 giugno al 31 luglio 2026 è la più elevata almeno dal 1986 (inizio misurazioni automatiche) e oltre i valori del 2019 e 2022.

 

Non sono poi mancate le grandinate (l’esempio di Longarone), mentre non c’è stato alcun apporto di neve sui ghiacciai, laddove invece di norma qualche nevicata in quota dovrebbe avvenire. Il caldo ha anche accelerato la fusione della neve residua invernale, dei ghiacciai e il degrado del permafrost in alta quota con approfondimento dello strato attivo - quello che si scongela durante l'estate e si ricongela in inverno. Nel sito di riferimento per il permafrost del Piz Boè a 2900 metri di quota, lo strato attivo è profondo oltre 7.4 metri: cioè 2.9 più del valore medio 2011-2015.

 

In generale, nel Bellunese luglio è risultato dunque più caldo e meno piovoso del normale. Con l’ondata di calore di fine mese, le temperature medie sono risultate in genere 2°C superiori alla norma e il mese si colloca fra i più caldi in assoluto delle serie storiche disponibili (dopo il 1983 e il 2015) e allo stesso livello di quelli del 2022 e del 2024.

 

L’anomalia termica da inizio anno per Belluno è salita a +1.4 °C, valore definito “decisamente notevole”, con precipitazioni totali mensili quasi ovunque inferiori alla norma: parliamo di uno scarto dal 25 al 50% in meno. In molte zone della Valbelluna e del Feltrino, ad esempio, è piovuto la metà di quanto climatologicamente atteso - mentre, per contro, sulle Dolomiti e in Alpago le precipitazioni sono risultate localmente allineate con le medie grazie a temporali più frequenti o intensi.

 

La frequenza delle precipitazioni è risultata quasi normale sulle Dolomiti e più bassa del consueto sulle Prealpi, ma il bilancio pluviometrico da inizio anno mostra quasi ovunque deficit compresi fra il 5 e il 25%. Fa eccezione qualche caso isolato, come Arabba, dove da inizio anno è piovuto il 22 % in più.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 06:57
Il terribile incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri in Gardesana. Durante un sorpasso, secondo una prima ricostruzione, il 40enne [...]
Cronaca
| 07 agosto | 06:00
"Mancano i flussi, è inutile girarci troppo attorno, nonostante la città sia a due chilometri dall'Autostrada del Brennero, uno dei "corridoi" [...]
Cronaca
| 07 agosto | 08:13
Il dramma mentre era con la compagna che si è accorta di quello che è successo sentendo alle spalle un rumore. Sul posto si sono portati i [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato