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FVG
03 marzo | 13:28

Dal rischio terrorismo alla seconda arma per gli agenti non in servizio. Il Sap: "Obiettivo cercare forme di tutela sempre più adeguate, un agente è in servizio 24 ore su 24"

Il Sindacato Autonomo di Polizia di Stato: "Rischio per gli agenti polizia di una eventuale nuova ondata di terrorismo? Il nostro obbiettivo è quello di cercare forme di tutela sempre più adeguate. Seconda arma? Un agente è in servizio 24 ore su 24 e ha l'obbligo di intervenire qualora la situazione lo richieda, quindi avere la possibilità di acquistare un'arma ulteriore è qualcosa che risponde alle necessità individuali"

TRIESTE. “Rischio per gli agenti polizia di una eventuale nuova ondata di terrorismo? Il nostro obbiettivo è quello di cercare forme di tutela sempre più adeguate”. Queste le parole rilasciate da Stefano Paoloni, segretario generale del sindacato autonomo della Polizia di Stato, a margine dell'incontro informativo e di aggiornamento per gli agenti sul nuovo decreto sicurezza avvenuto nella mattina del 3 marzo, nella sede del Centro Studi Unicusano di Trieste.

 

Parole che lasciano presagire come il rischio terrorismo scaturito dal colpo inferto al regime iraniano dalla nuova guerra in medio oriente scoppiata in questi giorni, possa essere uno tra i temi su cui le forze dell'ordine focalizzeranno la loro attenzione, specie in una città come Trieste che, in qualche modo, è in prima fila nella lotta al terrorismo dato che i posti di blocco e la chiusura dei confini con la Slovenia, nonché la stessa sospensione di Schengen, sono stati attuati nel 2023 proprio come misura volta a contrastare il terrorismo.

 

Ma in generale sono stati molteplici i temi affrontati, tutti riguardanti la stretta attualità in materia di tutela e salvaguardia degli agenti di polizia, a fronte di un recente decreto sicurezza, certamente influenzato dai gravi fatti di cronaca che in questi mesi hanno riguardato proprio le forze dell'ordine.

 

“Molti punti del nuovo decreto sicurezza nascono da proposte del nostro sindacato effettuate nel corsi degli anni – spiega il segretario generale – nell'ottica di tutelare le forze dell'ordine. Una tra queste proposte è quella che evita l'automatismo dell'atto dovuto nel momento in cui siamo costretti all'uso della forza, o, purtroppo, delle armi, che negli ultimi anni ci ha visto posti immediatamente sotto processo, in questo modo invece, con il nuovo decreto sicurezza, si apre una fase di garanzia per gli agenti in cui, se si riscontra un uso delle armi legittimo, si procede immediatamente all'archiviazione”.

 

E proprio sul fronte delle manifestazioni, il segretario generale Paoloni ha posto l'attenzione sulle nuove norme che riguardano la gestione dell'ordine pubblico, aggiungendo come manifestare debba rimanere un diritto del cittadino, ma ad alcune condizioni: “Gli incidenti degli ultimi due anni circa hanno mostrato una violenza inaudita, e hanno richiesto interventi adeguati per il loro contenimento, come ad esempio la misura del daspo, una norma importante in cui credo. Il punto è che tutti abbiamo il diritto di manifestare liberamente, ma le persone violente no, è un diritto che va compresso nel rispetto di tutti”.

 

L'incontro odierno ha sviluppato inoltre il punto del decreto relativo alla seconda arma, volto alla riflessione sul diritto del possesso di un'arma ulteriore anche per gli agenti non in servizio, come ha dichiarato a Il Dolomiti il segretario regionale del Sap Lorenzo Tamaro: “Non dimentichiamoci che un agente di polizia in realtà è in servizio 24 ore su 24, poiché ha l'obbligo di intervenire qualora la situazione lo richieda, quindi avere la possibilità di acquistare un'arma ulteriore è qualcosa che risponde alle necessità individuali degli agenti”.

 

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