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Trento
17 aprile | 11:20

Dei fori e rivoli di sangue trovati al mattino su fianchi, cosce e collo di vacche ricoverate nelle stalle. L'appello: ''Di cosa si tratta? Potrebbe essere un tabanide crepuscolare?''

I casi si sono ripetuti in varie stalle e il veterinario Dallapiccola ha chiesto aiuto ad esperti e medici come lui ma senza risposta. Ecco le ipotesi avanzate (escludendo, ovviamente, le leggende e i miti) e l'appello rivolto alla comunità scientifica e tecnica: ''Spero che diffondendo questa storia qualcuno riesca a darmi una risposta e a chiarirci le cause di questi misteriosi sanguinanti fori notturni''

di Margherita Tomadini

TRENTO. Dei fori sul fianco delle vacche, un rivoletto di sangue che scende lungo il ventre, la scoperta al mattino con conseguente mistero legato al fatto che la stalla è chiusa, pulita, ordinata, e leggende e racconti che saltano rapidamente alla mente e che fioriscono in ogni territorio dove si fa pastorizia. Ridendo e scherzando si passa dal Chupacabras creatura mitologica del Sud America ai Pipistrelli Vampiro (Desmodini) in questo caso creature esistenti ma nel Sud e Centro America. 

 

''Ci sono passato davanti per decine di anni senza farci caso. Davo per scontato di sapere di che cosa si trattasse. Poi un giorno un mio amico mi chiese di dirgli quale fosse la loro causa. Mi resi conto però di non avere una risposta. Incuriosito ho esteso la domanda alla cerchia delle mie conoscenze in ambito veterinario, scientifico, tecnico, compresi entomologi specializzati, ma nessuno è stato in grado di rispondermi. Ho posto la domanda anche all’intelligenza artificiale, senza ricevere una soluzione”. A parlare è il medico veterinario trentino Michele Dallapiccola che ha affrontato la questione.

 

Questi fori compaiono su fianchi, cosce e collo di vacche ricoverate nelle stalle nella stagione in corso e sono comparsi su vari capi in stalle diverse dalla Val dei Mocheni a Levico passando per la Bassa Valsugana: “Compaiono di notte e rilevano la loro presenza a proprietari e veterinari perché un rivoletto di sangue sgorga lungo il corpo. Il sintomo non è né nuovo né sconosciuto: è tipico delle punture tabanidi, insetti molto fastidiosi di dimensione piuttosto importante (oltre i 10 e i 15 millimetri di lunghezza) che “colpiscono” nelle ore diurne estive. Ciò che non torna però è il fatto che questi insetti affliggono di solito prevalentemente gli equidi per il fatto che la loro cute è meno dura di quella dei bovini” spiega il dottor Dallapiccola. Ed altri elementi dissonanti sono che i casi riscontrati sono avvenuti di notte e sul finire dell'inverno.

 


 

La presenza di questi “fori senza padrone” potrebbe aver indotto nel passato alla nascita di leggende riguardanti animali mitologici oppure all’attribuzione di atti insoliti a specie conosciute: in Trentino, infatti, è comune la leggenda del “tetavacche” (succhiavacche) e l’uccello crepuscolare, conosciuto in realtà a livello nazionale come Caprimulgo veniva ingiustamente incolpato di succhiare il latte dalle capre. Credenze che in qualche modo servivano a spiegare strani fenomeni, come d’altronde è anche questo dei fori sul corpo delle vacche. In Sudamerica effettivamente esistono dei pipistrelli che succhiano il sangue per davvero: qui non ce ne sono ed è stato ribadito anche dallo zooprofilattico delle Venezie.

 


 

“Un'altra ipotesi? Non ho trovato letteratura scientifica in merito, ma potrebbe trattarsi di una larva di Hypoderma che ha perso la strada. La larva essenzialmente risale lungo le fibre nervose dell’animale e migra all’interno dell’organismo per dieci mesi. In primavera arriva sulla schiena e sottocute muta: da larvetta diventa grande un paio di centimetri. In questa stagione potrebbe eventualmente essere che le vacche malate di Hypoderma siano soggette al fatto che qualche larva perde la strada dei nervi, sfonda la pelle e cade all’esterno” spiega ancora il veterinario. Mentre si cercano risposte, il veterinario ha comunque sviluppato un'altra sua opinione: “Potrebbe trattarsi di un tabanide crepuscolare. Il sangue, infatti, non coagula e continua a sgorgare per parecchio tempo dopo che l’eventuale impertinente parassita ha effettuato la propria rapina. Gli ematofagi hanno un pungiglione così sottile che verrebbe subito otturato dall’efficace sistema di coagulazione dei mammiferi, che nei bovini, tra l’altro, è molto più rapido ed efficace rispetto a quello di altri mammiferi. Il motivo? Le vacche hanno un elevatissimo tenore di fibrinogeno nel sangue, una proteina che circola nelle vene ed implicata nel processo di coagulazione”.

 

Al di là di queste considerazioni, il dottor Dallapiccola, ha ricevuto il consiglio dagli esperti di montare una telecamera per capire cosa succede: “Ma spero che diffondendo questa storia qualcuno riesca a darmi una risposta e a chiarirci le cause di questi misteriosi sanguinanti fori notturni”.

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