Elisoccorso dalla montagna alla città per le donne in gravidanza e i loro bambini, tre missioni completate con successo: "Modello di eccellenza, riduce i tempi d'intervento"
Il sistema consente di ridurre i tempi di intervento rispetto al trasporto su gomma, presente a bordo personale altamente qualificato: è volto a rafforzare la rete dei punti nascita e per l’assistenza alle gravidanze a rischio, con particolare riferimento alle aree montane e geograficamente svantaggiate

SONDRIO. Tre missioni e altrettante donne con gravidanza a rischio salvate grazie al trasporto in elicottero: questo il primo bilancio del progetto Eli-Stam – elisoccorso per il trasporto assistito materno – che prevede il trasferimento dagli ospedali di Sondrio e Sondalo e dalla Casa della Sanità di Livigno, verso l’Ospedale ‘Manzoni’ di Lecco.
I dati del servizio sperimentale di trasporto in elicottero – lanciato lo scorso giugno e sviluppato da Areu in collaborazione con Regione e il Comitato Percorso Nascita regionale che e che collega le Asst di Lecco e Asst Valtellina e Alto Lario – sono stati presentato dai vertici della Regione e delle strutture sanitarie coinvolte: l’iniziativa, è stato sottolineato, è volta a rafforzare la rete dei punti nascita e per l’assistenza alle gravidanze a rischio, con particolare riferimento alle aree montane e geograficamente svantaggiate del territorio regionale.
“Il progetto rappresenta un modello di eccellenza della sanità territoriale lombarda – dichiara l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – e questi primi risultati dimostrano come l’integrazione tra diversi livelli di assistenza e l’utilizzo di tecnologie avanzate possano fare la differenza nella tutela della salute delle mamme e dei neonati”.
Ma come funziona, nello specifico? Ad essere previsto è il trasferimento in urgenza con l'elisoccorso di donne in gravidanza, o nell’immediato post-partum, verso l’Ospedale di Lecco, centro hub dotato di Unità di Medicina Materno-Fetale e Terapia Intensiva Neonatale con il sistema che consente di ridurre significativamente i tempi di intervento rispetto al trasporto su gomma e garantisce la presenza a bordo di personale specialistico altamente qualificato.
Il coordinamento operativo del servizio è affidato ad Areu, che attiva l’elisoccorso attraverso Soreu sulla base di una valutazione clinica condivisa tra i medici delle strutture spoke e del centro hub: a bordo dell’elicottero, oltre all’équipe medica, è presente un’ostetrica per assicurare continuità assistenziale durante il trasferimento.
Nei primi mesi di sperimentazione il servizio ha portato a termine, come detto, tre missioni: la prima, il 27 novembre, ha riguardato il trasporto da Sondalo di una paziente alla trentesima settimana di gestazione con grave minaccia di parto prematuro. L’intervento tempestivo, viene sottolineato, ha consentito il trasferimento fetale ancora in utero, condizione di maggiore sicurezza, e il successivo ricovero del neonato in Terapia Intensiva Neonatale. La madre è stata dimessa e rimane accanto al proprio bambino che sta completando il percorso di cura.
La seconda missione si è svolta nella notte tra il 4 e il 5 dicembre, sempre da Sondalo, in condizioni meteorologiche particolarmente avverse alla luce di una nevicata in corso: anche in questo caso il trasferimento ha riguardato una donna alla ventinovesima settimana di gestazione con minaccia di parto prematuro e l'arrivo tempestivo a Lecco ha permesso di trattare efficacemente le contrazioni premature. La paziente è stata successivamente dimessa e prosegue regolarmente la gravidanza con controlli periodici.
La terza e finora ultima missione è stata effettuata il 2 gennaio, alle prime luci dell’alba, con il trasferimento da Sondalo di una donna alla ventinovesima settimana di gestazione con emorragia ante partum e anomalia di placentazione: la paziente è attualmente ricoverata nell’Unità di Medicina Materno-Fetale dell’Ostetricia di Lecco, dove il personale sanitario sta monitorando la situazione per individuare il timing ottimale del parto.
“Il progetto Eli-Stam– hanno spiegato Francesca Dimola e Roberto Cappelletti dell’elisoccorso di Como – ci ha permesso di operare con elevati livelli di professionalità. La prima fase ha riguardato la formazione sia a distanza che sul campo delle ostetriche selezionate. Conclusa la formazione, nel giro di pochi giorni è stato effettuato il primo intervento e ad oggi ne sono stati realizzati tre, tutti con esito positivo e con un’immediata e solida collaborazione tra i professionisti coinvolti, permettendo trasferimenti rapidi verso l’ospedale di Lecco”.












