"Grazie alle donne e agli uomini dell'Arma, capaci di fare cose straordinarie con mezzi ordinari": il saluto del Tenente Colonnello Esposito Vangone che lascia Bolzano
Il comandante dei Carabinieri del capoluogo altoatesino lascia l'incarico dopo quattro anni. E nel suo commosso commiato ricorda la missione umanitaria in Libano seguita anche da Il Dolomiti

BOLZANO. È arrivato in Alto Adige nel 2015, dalla Compagnia di Serra San Bruno, nell'entroterra Vibonese. Un viaggetto non da poco, quello dalla Calabria all'Alto Adige dove era arrivato per comandare la 2a Compagnia del 7° Reggimento di Laives, un reparto d'élite mobile dell'Arma con sede alla Caserma "Federico Guella".
Poi l'arrivo a Bolzano, nel 2022, con un viaggio decisamente più breve del primo, che lo ha portato a comandare la Compagnia del capoluogo. Una presenza accanto ai giovani, agli anziani, a chi era in pericolo, a chi non lo era ma aveva bisogno di aiuto. Un po' tutto quello che l'Arma rappresenta.
Il Tenente Colonnello Stefano Esposito Vangone saluta oggi il capoluogo altoatesino, tornando al 7° Reggimento Carabinieri "T.A.A." di Laives. Sarà Capo della Sezione Operazione Addestramento Informazioni. Perché Vangone è stato in missione in Afghanistan, Niger, Rwanda, due volte in Iraq, poi in Libano e ora, visti i precari equilibri geopolitici, l'Arma ha ritenuto prioritario un suo reimpiego in uno dei 3 reparti di proiezione all'estero.
Vangone lascia il suo ruolo bolzanino con un lungo discorso di commiato alla presenza del Colonnello Alessandro D'Errico in un momento carico di significato e dichiaratamente "formale fino a un certo punto". Perché quando si ripercorrono quattro trascorsi alla guida della Compagnia, bisogna essere formali, come l'Arma richiede, ma ci si concede, a giustissima ragione, un po' di emotività e magari un paio di lacrime. Perché alla fine, si lascia un pezzo di vita. E si lasciano persone, prima di tutto.
"Voglio ringraziare prima di tutto le donne gli uomini dell'Arma che hanno condiviso con me quotidianamente responsabilità, difficoltà e soddisfazioni – racconta Vangone –. Uomini e donne straordinari, capaci di fare cose straordinarie con mezzi ordinari e che mai hanno lesinato energie, professionalità e disponibilità, arrivando spesso a sacrificare il proprio tempo e quello dedicato agli affetti, sempre nell'interesse della collettività e a tutela della sicurezza dei cittadini".
L'Ufficiale estende il suo ringraziamento alla cittadinanza e alle Istituzioni del territorio, con le quali, nel corso del quadriennio, è stata costruita una fitta e proficua rete di collaborazione.
"Un modello fondato sul fare squadra e sulla condivisione. Perché la sicurezza non può essere il risultato dell'azione di una sola Amministrazione, ma nasce dalla capacità delle Istituzioni di operare insieme, ciascuna per le proprie competenze, in favore della comunità", sottolinea Vangone.
"Sono particolarmente soddisfatto della collaborazione con il Comune di Bolzano che ha consentito di realizzare numerosi progetti rivolti soprattutto ai più giovani. Tra questi, l'iniziativa "A scuola con i Carabinieri", pensata per avvicinare ulteriormente le nuove generazioni alle Istituzioni, favorendo la conoscenza, il dialogo e una cultura della legalità costruita non soltanto attraverso le regole, ma anche attraverso la relazione e la fiducia".
Il Tenente Colonnello ha quindi ricordato la collaborazione con la Procura della Repubblica, il Commissariato del Governo, i "nonni vigili", definiti dallo stesso Ufficiale vere e proprie "sentinelle di legalità", nonché con l'Assessorato allo Sport, nell'ambito del quale ha trovato particolare significato l'iniziativa "Bolzano corre con i Carabinieri".
Un pensiero particolare è stato rivolto anche alle associazioni impegnate quotidianamente nel contrasto alla violenza e nel sostegno alle persone vulnerabili.
Un riconoscimento è stato anche rivolto alla stampa, descritta come "sempre presente, ma mai invadente, essenziale per raccontare alla cittadinanza l'attività dell'Arma e, soprattutto, di veicolare messaggi di prevenzione e sicurezza".
Nel corso del suo intervento, il Tenente Colonnello Esposito Vangone ha voluto ringraziare tutta la comunità di Bolzano, perché in quattro anni, il rapporto con la città è andato ben oltre il piano istituzionale. Si è trasformato in un legame umano profondo.
Un legame talmente forte da accompagnarlo anche durante i dieci mesi trascorsi in Libano nell'ambito della MIBIL – Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano, dove l'Ufficiale ha svolto attività di supporto e addestramento in favore delle forze di polizia locali. Così forte da decidere di portare la sua Bolzano a Beirut.
Durante la sua permanenza in Teatro Operativo, si è infatti adoperato affinché in Libano potesse arrivare l'associazione di volontariato "LuceMia – Il Sorriso di Laura Randi", con i suoi volontari che vestiti da supereroi, hanno regalato momenti di gioia, vicinanza e sollievo ai bambini affetti da patologie oncologiche.
Con al seguito una giornalista, ovvero la sottoscritta, che forse non sarà mai grata abbastanza per quello che ha potuto vivere in quei giorni al seguito della MIBIL. Per quello che ha potuto raccontare per "Il Dolomiti" mentre si trovava a Beirut. E per quello che l'associazione "Il Sorriso di Laura Randi" ha dovuto sopportare avendola appresso. Ma questa è un'altra storia. È stata di Esposito Vangone, l'idea.
"Un ringraziamento particolare va quindi a Luca Randi, presidente dell'associazione LuceMia. Perché anche se non ero presente, nel corso della missione umanitaria, il mio cuore era lì. E perché questo è un episodio che testimonia come il rapporto costruito con il territorio non sia rimasto confinato all'attività istituzionale, ma mi abbia accompagnato anche al di fuori dei confini nazionali, diventando espressione concreta dei valori di solidarietà, prossimità e servizio alla persona", aggiunge Vangone.
Non si possono non ricordare le principali attività operative condotte sul territorio, dall'impiego costante della Stazione Mobile, alla quotidiana attività di controllo e prevenzione, sino ai numerosi interventi che hanno portato all'arresto di soggetti ritenuti responsabili di gravi reati.
Tra questi, l'arresto eseguito nell'ambito di un procedimento per omicidio preterintenzionale a Cornedo all'Isarco, un arresto per "codice rosso", un intervento conclusosi con l'arresto dei responsabili di una rapina in villa perpetrata a Brunico, nonché due distinti arresti per resistenza a pubblico ufficiale.
"Lascio il territorio senza rimpianti, ma con una profonda tristezza. Perché a Bolzano ho trovato ricchezza di rapporti umani, amicizie sincere e legami destinati a non interrompersi con il trasferimento".
Trasferimento che non sarà traumatico. Laives è a pochi passi da Bolzano, dove l'Ufficiale ha scelto di far crescere i propri figli e di costruire la stabilità della propria famiglia.
"In questo senso voglio ringraziare mia moglie Chiara Olivieri, per il sostegno, la pazienza e la vicinanza che non sono mai venuti meno nel corso di questi anni, anche nei momenti in cui gli impegni del servizio, le responsabilità del comando e le lunghe assenze hanno inevitabilmente richiesto alla famiglia sacrifici e rinunce. Un pensiero speciale poi, a Marzio e Flavio, i miei bambini. A loro – ha sottolineato – va il ringraziamento più profondo, perché ogni traguardo raggiunto nel servizio acquista un significato diverso quando può essere condiviso con la propria famiglia".

















