''Il bambino è arrivato a casa quasi in ipotermia. L'autista del bus l'ha lasciato a terra sotto la neve. Che colpa abbiamo se viviamo in territorio olimpico?''
Dal 23 gennaio al 17 marzo è subentrata una tariffazione speciale per le Olimpiadi che però va a colpire anche i residenti. C'è un giornaliero da 10 euro e un abbonamento da 150. Il bambino aveva vari biglietti ordinari da 2,5 euro e l'autista in assenza di quello da 10 lo ha lasciato a terra. Il bambino di 11 anni ha dovuto camminare chilometri al freddo e sotto la neve. L'avvocata della famiglia: ''Quando è rientrato, il bambino era quasi in ipotermia, perciò ieri mattina ho depositato la denuncia in procura e ora aspettiamo gli accertamenti''

CADORE. Sta facendo scalpore il caso del bambino lasciato a piedi nel gelo di queste ore in Cadore da un autista Dolomiti Bus perché sprovvisto del biglietto speciale del periodo olimpico (qui i fatti). Abbiamo perciò contattato l’avvocata, nonché nonna del piccolo, per ricostruire l’accaduto.
Secondo quanto racconta a Il Dolomiti Chiara Balbinot, membro dell’ordine degli avvocati di Padova, il bambino di 11 anni stava rientrando a casa dopo il pomeriggio a scuola. Il giovane non è provvisto dell’abbonamento perché solitamente ad accompagnarlo è la mamma. “Va a scuola a San Vito - spiega Balbinot - e abita a Vodo. La tratta non è servita da uno scuolabus, per cui tutti i bambini usano la linea 30. Nel nostro caso, la mamma aveva comprato un carnet di biglietti ordinari da usare quando lei non può accompagnarlo di persona. Si era anche sincerata che non avessero scadenza e le era stato assicurato che valevano tutto l’anno dentro una tratta massima di 12 chilometri”.
Invece così non è: la tariffazione speciale introdotta per le Olimpiadi (che prevede un costo fisso di 10 euro per il giornaliero o un abbonamento speciale di 150 euro) è infatti in vigore dal 23 gennaio al 17 marzo. “Pensavamo che il nuovo costo - ammette l’avvocata - partisse con l’inizio delle Olimpiadi, altrimenti mia figlia avrebbe acquistato il biglietto aumentato. Rimane comunque discutibile la scelta di lasciare a piedi il bambino: oltre ad aver perso l’autobus delle 16 che non si è fermato forse perché già pieno, il ragazzo si è visto chiedere 10 euro in contanti, che non aveva con sé. A quel punto l’autista, anziché tenersi 4 biglietti da 2,50 euro e risolvere il problema, lo ha fatto scendere. L’apoteosi è stata che si è pure tenuto il biglietto che il bambino voleva usare per tornare a casa, dicendo che tanto non gli serviva più”.
Eppure dopo il 17 marzo si dovrebbe tornare alla tariffa ordinaria: insomma, il ragazzo è tornato a casa sotto la neve, camminando per chilometri, pagando di fatto pure la tratta. “Non usando spesso il servizio - prosegue - non sapeva dell’aumento, che è allucinante coinvolga anche residenti e lavoratori: ovunque è prevista un’esenzione per la popolazione locale in questi casi, visto che nessuno ha colpa se vive in territorio di transito del trasporto olimpico. Quando è rientrato, il bambino era quasi in ipotermia, perciò ieri mattina ho depositato la denuncia in procura e ora aspettiamo gli accertamenti”.
Non per nulla, la Provincia è corsa ai ripari dalle polemiche istituendo un fondo da 10 mila euro per rimborsare i residenti che usano la linea 30 per motivi di salute, lavoro, o semplicemente perché è assurdo che siano loro a pagare il prezzo del trasporto olimpico (qui l’articolo). Evidentemente, però, non è sufficiente.
Nel frattempo, Dolomiti Bus ha avviato un'indagine interna. L’azienda ha inoltre contattato la famiglia, chiedendo scusa per l’accaduto e promettendo di far luce sugli eventi.












