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FVG
21 febbraio | 16:37

''Insulti sessisti e frasi irriguardose all'arbitra'' dagli spalti: sono i genitori dei ragazzini under14, la società pronta a far pagare a loro la multa

Il consigliere regionale di Forza Italia, Roberto Novelli: "Le offese sessiste rivolte a una giovane arbitra durante una partita del campionato Under 14 rappresentano un episodio grave e profondamente preoccupante''

di L.P.

PORDENONE. ''Frasi discriminatorie a sfondo sessista e frasi irriguardose all'indirizzo del direttore di gara''. Questo è quanto è stato messo nero su bianco dal giudice sportivo per sanzionare l'Union Martignacco dopo un match della sua Under14 andato in scena domenica scorsa. Dagli spalti, infatti, sarebbero piovute frasi ingiuriose e insulti sessisti all'arbitra che stava dirigendo il match (e che nonostante gli insulti è riuscita a portare a termine).

 

Una partita, lo ripetiamo, di under14 quindi ragazzini delle scuole medie o poco più. E gli insulti sarebbero stati proferiti nientepopodimeno che dai genitori presenti sugli spalti. La questione è salita alla ribalta della cronaca e subito il presidente della società sportiva, Daniele Cattunar, ha preso le distanze da quanto accaduto ribadendo come il club faccia dell'arbitro un punto di riferimento e che questi episodi vadano stigmatizzare e considerati per la loro gravità. Tanto da decidere di far pagare la multa (500 euro) direttamente a quei genitori che si sarebbero resi protagonisti di questi insopportabili insulti.

 

La questione ha assunto anche rilievo regionale visto che è intervenuto il consigliere regionale di Forza Italia, Roberto Novelli: "Le offese sessiste rivolte a una giovane arbitra durante una partita del campionato Under 14 rappresentano un episodio grave e profondamente preoccupante. Il rispetto va insegnato prima, non imposto dopo". "Parliamo - ha aggiunto - di una gara giovanile di ragazzi che stanno crescendo e imparando. Quando dagli spalti arrivano insulti, discriminazioni e atteggiamenti sessisti, il problema non è solo sportivo: è culturale ed educativo. L'episodio, stigmatizzato anche dai vertici federali regionali, dimostra quanto sia urgente intervenire non soltanto con sanzioni, ma con un percorso strutturato di prevenzione''.

 

Per questo - ricorda l'esponente di Forza Italia - è stato attivato in via sperimentale in alcuni istituti superiori del Friuli Venezia Giulia un percorso, sostenuto anche dalla Regione, dedicato all'inserimento del fair play all'interno dell'educazione civica. ''Non si tratta solo di parlare di sport - ha aggiunto il consigliere regionale - ma di rispetto, responsabilità, linguaggio, comportamento, riconoscimento dell'altro".

Secondo Novelli "il fair play non è una categoria sportiva, ma un principio sociale. Il rispetto dell'arbitro, dell'avversario, delle regole, della donna, della persona: tutto questo è educazione civica. Se insegniamo ai ragazzi che competere non significa umiliare, che perdere non significa insultare, che l'autorità non va delegittimata con la violenza verbale, costruiamo cittadini migliori".

Il consigliere regionale evidenzia un punto centrale: "Il messaggio deve partire dai giovani, ma può e deve arrivare anche agli adulti. Spesso i comportamenti più gravi non nascono in campo, ma sugli spalti. È lì che serve un salto culturale".

"Casi come quello riportato sono segnali che non possiamo ignorare. Servono interventi educativi strutturali, servono responsabilità da parte delle società sportive e delle famiglie, ma serve soprattutto una nuova alleanza educativa tra scuola, sport e istituzioni. Il fair play - conclude Novelli - deve diventare materia viva, non slogan da appendere negli spogliatoi".

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