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Bolzano
24 ottobre | 13:28

Insulti agli arbitri in Alto Adige. "Tenete sott'occhio i genitori delle squadre giovanili e allontanateli". La Figc di Bolzano avverte: "Se non si cambia, gare a porte chiuse"

La presa di posizione del Comitato Provinciale di Bolzano della Figc, la Federazione Italiana Gioco Calcio, è nettissima e assolutamente motivata: la stagione 2025 - 2026 è iniziata da pochi mesi ma sono già tanti, troppi, gli episodi nei quali gli arbitri sono stati presi di mira, sia dal campo che dagli spalti, sia a livello di prime squadre ma, soprattutto, e questo è il dato maggiormente preoccupante, nei campionati giovanili

Insulti agli arbitri in Alto Adige

BOLZANO. Gli arbitri sono pochi, tanti di loro sono giovani e ancora alle prime armi - dunque inesperti - e, proseguendo di questo passo, il rischio concreto è che molto di loro decidano di abbandonare la "giacchetta nera". Il motivo?

 

Gli insulti, le offese, che ogni tanto diventano addirittura minacce, che arrivano dagli spalti e i comportamenti sempre più indisciplinati da parte di giocatori, tecnici e dirigenti.

 

E, allora, l'invito - che è un monito - che viene rivolto alle società è quello di "tenere sott'occhio" i genitori dei giocatori delle formazioni giovanili e allontanare dagli spalti chi si rende protagonista di violenza verbale nei confronti di direttori di gara e collaboratori arbitrali, spesso chiamati ad un impegno "sovrumano" per garantire il regolare svolgimento dell'attività con giovani arbitri che si ritrovano a dirigere anche 4 -5 partite a settimana.

 

Nei confronti di violenti, maleducati e "urlatori" seriali, sarà tolleranza "zero", con il rischio per i club di vedersi comminate salatissime multe o, addirittura, di dover disputare alcune partite a porte chiuse, dunque senza la presenza del pubblico.

 

La presa di posizione del Comitato Provinciale di Bolzano della Figc, la Federazione Italiana Gioco Calcio, è nettissima e assolutamente motivata: la stagione 2025 - 2026 è iniziata da pochi mesi ma sono già tanti, troppi, gli episodi nei quali gli arbitri sono stati presi di mira, sia dal campo che dagli spalti, sia a livello di prime squadre ma, soprattutto, e questo è il dato maggiormente preoccupante, nei campionati giovanili.

 

"Come tutti sapete abbiamo attualmente una situazione arbitrale difficile - scrive il Cpa di Bolzano in via ufficiale -. Ne abbiamo pochi e tanti di loro sono giovani e per questo anche inesperti. Purtroppo, nelle ultime due settimane sono successi parecchi episodi spiacevoli che potrebbero aumentare il rischio che il numero dei nostri direttori di gara a disposizione diminuirà ancora. Vorrei approfittare dell'occasione per ribadire che le società sono responsabili del comportamento dei loro giocatori, dirigenti, allenatore e anche del pubblico! Consigliamo di tenere sott'occhio in modo speciale i genitori dei giocatori delle squadre giovanili, che nel recente passato più volte sono stati autori di offese pesanti nei confronti degli arbitri. Chiediamo alle società di allontanare queste persone dagli spalti ed informiamo che, in applicazione del Cgs, il giudice sportivo può adottare provvedimenti nei confronti delle società responsabili, che possono comprendere sanzioni pecuniarie e, nei casi più gravi, la disputa di gare a porte chiuse. Come Comitato organizzatore dei campioni non esiteremo a mandare i commissari di campo a visionare più partite possibili che avranno il compito di monitorare tutte queste situazioni. Abbiamo la fortuna che intorno al nostro calcio c'è grande interesse e che ci sono tanti giovani che ogni fine settimana con entusiasmo corrono dietro al pallone. Non roviniamo tutto con atteggiamenti violenti e maleducati!".

 

A tal proposito il Comitato Provinciale di Bolzano ha disposto che, prima delle partite, lo speaker diffonda un messaggio per sensibilizzare gli spettatori e ricordare loro che le società calcistiche sono responsabili (il cosiddetto principio della "responsabilità oggettiva") dei comportamenti del pubblico di parte.

 

"Negli ultimi tempi si sono verificati episodi di violenza, anche verbale - questo il testo -, sui nostri campi da calcio. Tali comportamenti sono contrari ai lavori di rispetto, lealtà e sportività che devono contraddistinguere ogni manifestazione calcistica. Si ricorda che le società sono responsabili per il comportamento dei propri tesserati e del pubblico presente. E' richiesto a tutti - giocatori, dirigenti, allenatori, spettatori - di mantenere un atteggiamento corretto e rispettoso, evitando offese, provocazioni e gesti che possono alimentare tensioni. Per questi atteggiamenti scorretti vanno incontro a sanzioni le società. Il calcio deve essere un momento di incontro, di divertimento e di educazione sportiva. Si invitano tutti a contribuire a creare un ambiente sereno e rispettoso, dentro e fuori dal campo".

 

Nessuna comunicazione ufficiale, invece, almeno per il momento, arrivato dal Comitato Provinciale Autonomo di Trento dove è stato raggiunto ancora il livello "d'allerta". Certo è che, anche sul territorio trentino, non mancano gli episodi spiacevoli.

 

Il Levico Terme, ad esempio, si è visto comminare una multa di 650 euro (che, per i parametri della Giustizia Sportiva, è una sanzione elevatissima) "per il comportamento dei sostenitori, che durante la gara hanno rivolto nei confronti dell'assistente dell'arbitro e dell'arbitro grida e insulti gravemente offensivi e discriminatori di natura razziale, sessista e personale, tali da integrare condotta discriminatoria ai senso della norma citata. Preso atto che la sanzione prevista di cui all'art. 8, comma 1, d) Cgs ("obbligo di disputare una o più gare con uno o più settori privi di spettatori") nel caso concreto violerebbe i principi di effettività e di afflittività di cui all'art. 44, comma 5, Cgs, in quanto la società non è dotata di uno stadio vero e proprio che permetterebbe la chiusura di singoli settori e l'allontanamento di singoli tifosi lungo il recinto del campo da calcio, si applica, in sostituzione, la sanzione dell'ammenda come sopra determinata. La società è diffidata a vigilare con maggiore attenzione sul comportamento dei propri sostenitori, adottando misure idonee a prevenire il ripetersi di simili episodi".

 

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