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Bolzano
17 settembre | 18:18

"Introduzione della figura dell'assistente infermiere? Rischiamo di svalutare ancora di più la nostra professionalità"

Il sindacato degli infermieri Nursing Up commenta l'introduzione della nuova figura professionale: "Non si è ragionato abbastanza, la responsabilità resta sempre nostra"

Introduzione della figura dell'assistente infermiere?

BOLZANO. Sono quasi cento i futuri assistenti infermieri che hanno iniziato la formazione quest’anno. Il loro arrivo in cliniche, ospedali ed RSA è atteso per la prossima estate. La speranza delle autorità è che aiutino a supplire alle mancanze di personale che affliggono il settore, soprattutto in un reparto infermieristico già oberato di lavoro. Ma cosa ne pensano gli infermieri? Lo abbiamo chiesto a Massimo Ribetto, consigliere referente regionale di Nursing Up.

“Il nostro sindacato è stato critico fin dall’inizio – spiega Ribetto –. Non perché siamo contrari in principio alla nascita di nuove figure professionali, ma perché pensiamo che manchi un adeguato inquadramento giuridico ed economico per questa figura. In particolare per quanto riguarda la legge Gelli-Bianco”.

 

Il consigliere fa riferimento alla legge del 2017 che norma la responsabilità professionale sanitaria e protegge la sicurezza del paziente. Effettivamente, all’interno di questa legge, non esiste alcun riferimento all’assistente infermiere, figura nata nel 2024 da un accordo Stato-Regione.

 

Secondo Ribetto, l'assenza di un riferimento all'assistente infermiere nella legge Gelli-Bianco crea un vuoto normativo ed è proprio questo il timore del sindacato: in assenza di un quadro giuridico preciso si rischierebbe che la responsabilità ricada totalmente sugli infermieri.

 

La figura dell’assistente infermiere rimane subordinata a quella dell’infermiere. Pur potendo eseguire alcuni compiti che prima erano esclusiva dell’infermiere, rimane sotto la sua responsabilità e, soprattutto in alcuni contesti come la somministrazione di farmaci intramuscolari o sottocutanei, deve operare sotto la sua supervisione diretta.

 

In questo modo il nostro carico non viene alleggerito. Anzi, viene aumentato. Gli infermieri, oltre ad essere responsabili degli OSS dovranno assumersi anche la responsabilità degli assistenti e questo si traduce in più supervisione, ma anche più formazione. Banalmente, dovremo informarci su quello che possono o non possono fare gli assistenti. Si sta profilando una situazione fumosa che, temiamo, creerà più confusione dei problemi che risolverà”, dichiara il consigliere di Nursing Up. 

 

A tutto ciò si aggiunge il problema della retribuzione: gli infermieri italiani sono tra i meno pagati in Europa con una RAL media di 32.400 euro. Per dare un termine di paragone, la media OCSE è di 39.800 euro, quindi 7.400 euro in più (dati OCSE). Il compenso è largamente ritenuto troppo basso, soprattutto viste le responsabilità che si assumono.

 

Da tempo ci battiamo per avere un trattamento economico consono alla professionalità e alla responsabilità che ci si aspetta da noi – puntualizza Ribetto –. Tuttavia, sembra che la politica abbia deciso che per migliorare la situazione del sistema sanitario, invece di rendere più attrattive le figure già esistenti, fosse meglio crearne una nuova. Tra il resto gli assistenti infermieri, che sono una sorta di via di mezzo tra noi e gli OSS, andranno ad appiattire ulteriormente le retribuzioni, svalutando ancora di più la professionalità dell’infermiere, che ormai è più vicina a quella di un medico che a quella di un operatore socio-sanitario”.

 

“Ripeto, non vogliamo opporci per principio a questa nuova figura, crediamo semplicemente che non si sia ragionato abbastanza sul suo inserimento e sulle dinamiche che andrà a creare. Rischiamo di andare a complicare inutilmente delle dinamiche già complesse”, conclude.

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