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Bolzano
30 ottobre | 06:46

La rivoluzione della sanità vicina a casa funziona: 12.500 persone negli ambulatori per le piccole urgenze e l'ospedale respira

Dal mese di giugno, con l’apertura dei centri di Bolzano-Loew Cadonna e Laives, il Pronto Soccorso del capoluogo ha fatto registrare 1.060 accessi in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

La rivoluzione della sanità vicina a casa funziona: 12.500 persone negli ambulatori per le piccole urgenze e l'ospedale

BOLZANO. I numeri parlano chiaro e dicono che la scommessa sulla medicina di territorio in Alto Adige è decisamente vinta.

 

Si, è vero, si è solo all'inizio. Ma quando un'idea è un successo lo si vede subito. A pochissimi giorni dall'entrata in funzione del nuovo presidio di Brunico, il bilancio tracciato sui primi mesi di attività delle Case della Comunità e sul debutto del numero unico di assistenza sanitaria 116117 disegna infatti un quadro di forte gradimento da parte dei cittadini.

 

Fino a metà ottobre, infatti, sono state ben 12.500 le persone che si sono rivolte ai sette Ambulatori per le piccole urgenze (gli Apu) sparsi sul territorio provinciale. Un'affluenza che dimostra come la popolazione stia progressivamente assimilando il nuovo modello, trovando risposte rapide ed efficaci per tutti quei disturbi acuti ma non pericolosi senza dover necessariamente intasare le strutture ospedaliere.

 

L’effetto di questa riorganizzazione si fa sentire con particolare evidenza proprio dove la pressione era più critica. Dal mese di giugno, con l’apertura dei centri di Bolzano-Loew Cadonna e Laives, il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Bolzano ha fatto registrare 1.060 accessi in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, fermandosi a 34.700 ingressi tra giugno e settembre contro i 35.760 del 2025.

 

Un calo del 3% che, in un quadro storico che tra il 2020 e il 2025 aveva visto le emergenze bolzanine schizzare verso l'alto del 65%, rappresenta una boccata d'ossigeno fondamentale. A sottolineare con soddisfazione il cambio di passo è l’assessore provinciale alla Salute Hubert Messner, evidenziando come l'inversione di tendenza registrata nel capoluogo confermi la bontà della strada intrapresa nel riservare gli ospedali alle cure acute e ai ricoveri complessi.

 

A fare da bussola in questo nuovo panorama c'è anche il servizio 116117, partito in via sperimentale nel Comprensorio di Bolzano lo scorso 15 settembre. In un solo mese di attività il centralino h24 ha gestito 2.835 chiamate, viaggiando a una media di 95 telefonate al giorno con picchi nei fine settimana di circa 148 contatti quotidiani tra sabato e domenica e con un 38% di richieste concentrate nelle ore notturne. Uno strumento che, come ribadito da Messner, garantisce un orientamento affidabile a chi cerca assistenza per esigenze non urgenti, indirizzando ciascun cittadino verso la struttura o l'ambulatorio più adatto prima ancora che si metta in viaggio.

 

Ma il successo delle Case della Comunità non si limita alla gestione delle piccole emergenze. I dati confermano come questi presidi stiano diventando dei veri e propri punti di riferimento multidisciplinari per la salute quotidiana. A Bressanone, ad esempio, l'ambulatorio di pneumologia ha contabilizzato 126 accessi fino a fine settembre e quello di diabetologia 43 visite nei primi giorni di ottobre, mentre a Chiusa è stato attivato un servizio dedicato all'osteoporosi. Fondamentale anche la risposta sul fronte della prevenzione e degli esami di routine: nelle sole strutture di Naturno e Malles, tra aprile e agosto, sono stati eseguiti 3.749 prelievi di sangue, a cui si sommano le prestazioni per vaccinazioni, odontoiatria, salute mentale e assistenza alle famiglie.

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