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Bolzano
19 ottobre | 22:36

Niente più “a che punto siamo?” in sala d’attesa: il Pronto Soccorso prova SaniTrack, l’applicazione che traccia il percorso di cura in tempo reale

Con un codice QR si segue in tempo reale il percorso di cura, dal triage alla dimissione. Anche a distanza. Tra gli obiettivi c’è anche quello di ridurre pressioni e stress per il personale

Niente più “a che punto siamo?” in sala d’attesa: il Pronto Soccorso prova SaniTrack

BOLZANO. Chi ha passato almeno una volta qualche ora in un Pronto Soccorso sa che l’attesa è fatta di sguardi al tabellone, di passi avanti e indietro nel corridoio e soprattutto di una domanda che rimbalza da un parente all’altro: ma a che punto siamo?

 

A provare a dare una risposta, a partire dal 20 ottobre, ci pensa SaniTrack, l’app che l’Azienda sanitaria sperimenta al Pronto Soccorso dell’Ospedale provinciale di Bolzano. Il capoluogo altoatesino fa da banco di prova, e se la fase di test darà buoni risultati il servizio potrebbe poi essere esteso agli altri Pronto Soccorso della Provincia.

 

Il meccanismo è semplice. Alla persona assistita con codice di triage di urgenza minore viene consegnato un codice QR: basta scansionarlo con il telefono e si ricevono informazioni semplici e aggiornate sulle diverse fasi della presa in carico, dal triage alla visita, dagli accertamenti diagnostici fino alla conclusione del percorso di cura. L’app è accessibile da tutti i dispositivi mobili e nasce per migliorare informazione, orientamento e comunicazione con pazienti, familiari e caregiver, anche a distanza, durante la permanenza in Pronto Soccorso.

 

Chi non può stare in sala d’attesa, insomma, potrà seguire l’avanzamento del percorso da casa o dal lavoro, senza telefonare ogni dieci minuti.

 

I vantaggi attesi, nel breve, medio e lungo periodo, sono diversi. Il percorso di cura viene tracciato in tempo reale, pazienti e caregiver sono più accompagnati anche da remoto e l’ansia dell’attesa dovrebbe ridursi.

 

Il personale viene sollevato dalle continue richieste di aggiornamento e c’è un tema privacy che non è secondario, perché nessun dato sanitario viene condiviso e a essere visibile è solo lo stato del percorso. A tutto questo si aggiunge, nelle intenzioni, un aumento della qualità percepita della struttura.

 

A presentare il progetto è stato l’assessore provinciale alla Salute Hubert Messner, che ha messo l’accento sull’idea di assistenza. “Una buona assistenza sanitaria significa non solo garantire le cure mediche, ma anche accompagnare e informare le persone durante tutto il percorso di cura. In particolare, al Pronto Soccorso, l’incertezza può rendere ancora più pesante il tempo di attesa. Con SaniTrack aumentiamo la trasparenza e favoriamo una partecipazione più consapevole delle pazienti e dei pazienti al proprio percorso di cura. Allo stesso tempo, offriamo un supporto al personale sanitario, contribuendo a ridurre le richieste ripetute di informazioni”, ha sottolineato.

 

Più articolato l’intervento del direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria, Luca Armanaschi, che ha spiegato come l’innovazione non sia solo una questione di tecnologia. “L’innovazione non riguarda soltanto la tecnologia, ma anche il modo in cui comunichiamo con le persone assistite. In Pronto Soccorso, una parte importante del percorso assistenziale si svolge dietro le quinte e non sempre è visibile a chi attende. SaniTrack nasce proprio per rendere più chiare le diverse fasi di questo percorso: è possibile seguirne l’avanzamento in tempo reale e capire meglio ciò che sta accadendo.

 

Armanaschi ha poi messo i puntini sulle i, e non è un dettaglio da poco per chi si aspettasse miracoli: “È importante chiarire che l’app non riduce di per sé i tempi di attesa o di permanenza in Pronto soccorso: consente piuttosto di vivere quel tempo con maggiore consapevolezza, riducendo l’incertezza dovuta alla mancanza di informazioni”. Quindi niente corsie preferenziali digitali, l’attesa resta quella, ma almeno non si aspetta più al buio.

 

Il direttore amministrativo ha infine sottolineato il valore della condivisione. “Un ulteriore valore è la possibilità di condividere gli aggiornamenti con familiari e persone di fiducia, che non possono essere presenti in ospedale, così da permettere loro di seguire il percorso e restare ‘vicini’ anche a distanza. Vogliamo promuovere un’organizzazione più trasparente e attenta all’esperienza delle persone, in cui l’informazione durante l’attesa diventa parte integrante dei percorsi di cura, senza mai sostituire il rapporto diretto con il personale sanitario”.

 

C’è poi chi in Pronto Soccorso ci lavora tutti i giorni e sa bene quante volte, tra un caso grave e l’altro, infermieri e medici devono fermarsi a rispondere alla stessa domanda. Tiziano Garbin, coordinatore tecnico-assistenziale del Pronto Soccorso bolzanino, aggiunge che tra gli obiettivi della nuova app c’è anche quello di “ridurre pressioni e stress per il personale, supportandolo in alcuni compiti informativi”.

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