Libri del booksharing lanciati per terra e bruciati, l'amarezza dell'assessore: “Era un dono, ora è cenere. Un parco maltrattato nell'indifferenza generale”
La casetta nel parco è stata realizzata con il legno recuperato dai tronchi degli alberi schiantati durante la tempesta Vaia. L'assessore Davide Lauretano: "Probabilmente hanno bruciato quei libri ridendo e cercando di fare un video per Instagram e Tik Tok"

SPILIMBERGO. "Hanno preso i libri e li hanno bruciati sul pavimento, probabilmente ridendo e cercando a tutti i costi di fare un video per Instagram e Tiktok".
Le parole, cariche di rabbia, sono dell’assessore comunale di Spilimbergo Davide Lauretano e arrivano poche ore dopo il gesto compiuto nel booksharing del parco di Villa Businello, la casetta per lo scambio dei libri realizzata da artigiani e artisti del legno recuperando i tronchi degli alberi schiantati dalla tempesta Vaia.
Lo sforzo di questa riqualificazione però fa solo aumentare l'amarezza per quanto avvenuto nella serata di Halloween di ieri, 31 ottobre: "Ora mi chiedo: ne è valsa la pena? ma per chi? Ma per cosa?”. Nel giro degli ultimi due anni infatti, sostiene l'assessore, il Parco “è stato completamente maltrattato”: i percorsi, le piante, le pavimentazioni, il giardino e ora anche il booksharing. Gli operai comunali e i giardinieri sono costantemente al lavoro per la manutenzione, ma “non è più sufficiente perché manca una cosa fondamentale: l’educazione e il rispetto del bene pubblico".
"Dare fuoco ai libri - riprende Lauretano sui sui canali social - ricorda momenti terribili della storia passata, un gesto più ignorante e miserabile compiuto non per cancellare cultura ma solo ed esclusivamente per ricercare la novità da pubblicare, condividere e cercare il consenso attraverso uno schermo".
"È ormai evidente anche nel nostro 'piccolo': la società moderna ha barattato i sentimenti reali con la comodità digitale e probabilmente l’iperprotezione genitoriale Crepet descrive questa condizione come una forma di 'apatia e atrofia dei sensi', in cui i ragazzi rischiano di crescere emotivamente analfabeti non per mancanza di intelligenza, ma perché privati delle esperienze necessarie per allenare il cuore e la testa. Le telecamere nel parco ci sono e la Polizia Locale è già al lavoro per individuare i responsabili. Ma il punto non è questo. Questo è solo il caso straordinario di una situazione generale che va avanti da tempo: un maltrattamento quotidiano, silenzioso e continuo, fatto di un parco abusato nell'indifferenza generale. E allora, davanti alle ceneri di quello che era un dono, la domanda sorge spontanea e fa male: ha ancora senso ricostruire e sistemare? Vale la pena mantenere un'opera del genere in un luogo che non sa custodirla?".


















