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Bolzano
22 gennaio | 17:17

Luca, piccolo combattente. Nato da pochi giorni già sottoposto a un intervento chirurgico importante: ''Aveva una ''lacuna'' del diaframma. Ora può iniziare la vita sano''

La Chirurgia pediatrica dell’Ospedale provinciale di Bolzano ha recentemente eseguito un intervento complesso e salvavita su un neonato di pochi giorni. Ecco cosa è successo

Luca, piccolo combattente
di L.P.

BOLZANO. ''Senza questo intervento la prognosi per il nostro piccolo paziente sarebbe stata sfavorevole. Storicamente, i bambini affetti da questa malformazione hanno una bassa aspettativa di vita. Luca oggi sta bene''. E' una buona, buonissima, notizia quella data dal dottor Michele Corroppolo e che arriva dalla Terapia intensiva neonatale dell'ospedale di Bolzano. Già prima della nascita, infatti, al piccolo Luca (nome modificato), la dottoressa Federica Verdi, specialista in Ginecologia ed ostetricia dell’Ospedale di Bolzano e responsabile aziendale per le malformazioni pediatriche, aveva diagnosticato un’ernia diaframmatica.

 

Di fatto, racconta l'Azienda sanitaria, il bimbo aveva una “lacuna” del diaframma che determinava lo spostamento nell’emitorace sinistro dell’intestino tenue e crasso, ma anche del fegato, della milza e dello stomaco. Questa malformazione si verifica statisticamente in uno ogni 3.000–4.000 neonati e deve essere corretta chirurgicamente in tempi brevi, poiché gli organi addominali compromettono soprattutto lo sviluppo dei polmoni e quindi lo scambio gassoso, ma possono anche causare problemi cardiocircolatori.

 

Il team della chirurgia pediatrica dell’Ospedale provinciale di Bolzano sotto la dirigenza della dottoressa Paola Zaupa ha programmato l’intervento. L’operazione è stata eseguita a pochi giorni dalla nascita del bimbetto dal già citato Michele Corroppolo insieme alla stessa Zaupa e alla dottoressa Francesca Grandi. L’intervento è stato eseguito per via toracoscopica, quindi in modo mini-invasivo, attraverso piccole incisioni di solo tre millimetri sul torace.

 

“E’ fondamentale chiudere la lacuna il prima possibile e riposizionare correttamente gli organi - spiega Corroppolo -. La particolarità di questo intervento è stata la sua esecuzione direttamente nella terapia intensiva neonatale. Ciò ha richiesto una collaborazione stretta interdisciplinare tra i neonatologi e l’intera équipe chirurgica. Un ringraziamento particolare va agli anestesisti pediatrici, sotto la direzione del dottor Egon Glöggl, e al personale infermieristico della sala operatoria.”

 

Prima e dopo l’intervento, il piccolo Luca è stato seguito con grande attenzione e dedizione dal personale medico e infermieristico della terapia intensiva neonatale, sotto la direzione del primario Alex Staffler. Non si tratta di un compito da poco: non solo è necessario monitorare intensivamente il neonato appena operato, ma occorre anche stabilizzarlo e ventilarlo prima e dopo l’intervento, per poi procedere gradualmente allo svezzamento dalla ventilazione. La funzione polmonare deve essere monitorata con la massima precisione, il dolore deve essere controllato e la situazione cardiocircolatoria deve essere sorvegliata e regolata con estrema attenzione – bisogna infatti considerare che si tratta di un essere molto piccolo, che deve essere trattato nella sua globalità.

 

Ma Luca era un piccolo combattente: di settimana in settimana le sue condizioni sono migliorate, si è ripreso rapidamente dalle fatiche dell’intervento e, durante i controlli successivi, è stata confermata la corretta posizione anatomica degli organi. Dopo l’operazione riuscita, Luca è, salvo poche eccezioni, un neonato come tanti altri – persino la cicatrice sarà appena visibile in futuro, trattandosi di un intervento mini-invasivo eseguito con un endoscopio flessibile e quindi con incisioni minuscole.

 

Per il dottor Corroppolo questa rappresenta una bella dimostrazione di come la collaborazione tra specialiste e specialisti e la tecnologia moderna possano rendere possibile ciò che un tempo era impensabile: “Senza questo intervento la prognosi per il nostro piccolo paziente sarebbe stata sfavorevole. Storicamente, i bambini affetti da questa malformazione avevano una bassa aspettativa di vita. E’ molto bello vedere che, lavorando insieme, siamo riusciti ad aiutare il piccolo Luca: un’opera collettiva tra la Chirurgia pediatrica e le aree di Neonatologia, Anestesia, Ginecologia, Radiologia e Pediatria''.

 

Il direttore sanitario Josef Widmann è orgoglioso del team che ha permesso al piccolo Luca un inizio di vita sano: “Questo intervento è davvero un grande risultato e ringrazio di cuore tutti i partecipanti per l’impegno profuso. Dimostra quali interventi chirurgici di grande entità e complessità vengano già eseguiti fin dall’inizio della vita nell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige”. Il team della chirurgia pediatrica fa parte della divisione chirurgica diretta dal Primario dottor Antonio Frena del Comprensorio sanitario di Bolzano.

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