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Trento
09 febbraio | 19:13

Malattie del cuore in aumento, ogni anno 300 ricoveri in Trentino per infarto. Casi anche tra i giovani, Bonmassari: “Diagnosi precoce e prevenzione sono decisive”

Roberto Bonmassari è direttore del Dipartimento emergenza, Unità operativa cardiologia dell'Azienda sanitaria di Trento. Tra gli uomini le malattie cardiovascolari si manifestano in particolare tra i 50 e i 65 anni mentre per le donne  l'incidenza aumenta al di sopra dei 65 anni. Nei prossimi giorni anche in Trentino si terra "Cardiologie aperte" l'iniziativa per sensibilizzare la popolazione

Malattie del cuore in aumento, ogni anno 300 ricoveri in Trentino per infarto

TRENTO. Ogni anno in Trentino vengono ricoverate circa 300 persone per un infarto. E' uno dei dati che fotografano la situazione sul nostro territorio delle malattie cardiovascolari.

 

Questo genere di patologie rappresentano la principale causa di mortalità e morbilità nel mondo occidentale e sono fortemente in crescita.

 

Non riguardano solo gli anziani. “La prevalenza di queste malattie è alta” ci spiega Roberto Bonmassari direttore del Dipartimento emergenza, Unità operativa cardiologia dell'Azienda sanitaria di Trento.

 

Un importante lavoro è stato portato avanti anche nell'ambito della prevenzione e nei sistemi di approccio alle problematiche cardiache.  “Oltre ai farmaci e agli interventi chirurgici sono state sviluppate altre tecniche che rientrano nella cosiddetta cardiologia interventistica” ha spiegato ancora l'esperto. 

 

Dottor Bonmassari, oggi in Trentino quali sono le patologie cardiovascolari più diffuse?
La patologia più frequente è la cardiopatia ischemica. È la meglio conosciuta perché è la causa dell'infarto miocardico. Ci sono poi anche altre patologie, lo scompenso cardiaco in cui il cuore fatica ad assicurare una portata di sangue adeguata per la circolazione. Infine la fibrillazione atriale. Queste le situazioni maggiori e più importanti. Stiamo parlando di patologie che che purtroppo rappresentano la principale causa di morte nei Paesi occidentali.

 

Quante sono le persone che oggi in Trentino hanno una patologia cardiovascolare?
La prevalenza di queste malattie è alta. Il numero di ammalati rispetto alla popolazione generale è elevato. Ogni anno noi ricoveriamo circa 300 persone con infarto del miocardio acuto. Poi ci sono forme meno frequenti. La prevalenza è una quantità di malati che supera il 5% rispetto ai 500 mila abitanti. Nell'arco dell'anno c'è poi la comparsa di eventi acuti in almeno metà dei pazienti che non hanno mai avuto nulla prima.

 

Ad essere maggiormente colpiti sono gli anziani o ci sono anche giovani? E c'è una differenziazione tra uomini e donne?
La popolazione in cui la patologia è più frequente, considerando le classi di età, è diversa tra uomini e donne. Nel gruppo maschile la malattia si manifesta con una numerosità significativa in un'età tra i 50 e i 65 anni. Ma può essere presente anche con un discreto numero tra i 40 e i 50 anni. Ma ci sono anche persone più giovani. Nel sesso femminile l'incidenza aumenta al di sopra dei 65 anni e diventa massima tra i 65 e gli 80 anni.

 

Ci sono dei fattori di rischio che spesso vengono sottovalutati a cui fare attenzione?
Ci sono dei fattori di rischio che sono subdoli. Possiamo parlare dell'ipertensione arteriosa è una condizione patologica che si presenta in vario modo. Ci sono soggetti che non hanno nessun disturbo. Ci sono persone che presentano una sintomatologia che è rappresentata essenzialmente da mal di testa, stanchezza e altre cose specifiche. Questi riescono a individuare l'ipertensione e a gestirla. Chi non ha sintomi difficilmente avrà modo di contrattaccare.
C'è poi la glicemia elevata. Se uno non ha manifestazioni molto importanti legate all'iperglicemia non ha sintomi e servono quindi i controlli. Lo stesso per il colesterolo elevato ma in questo caso negli ultimi anni gli studi hanno permesso di dire che il suo ruolo è così significativo che è stato promosso in senso negativo a fattore di causa di aterosclerosi.

 

Come si lavora in team multidisciplinari nella gestione del paziente cardiologico?
Sempre di più negli ultimi anni abbiamo avuto a disposizione degli strumenti estremamente potenti, efficaci nella cura delle malattie cardiovascolari. Oltre ai farmaci sempre più adeguati e oltre agli interventi chirurgici si è creata una terza via del trattamento con l'utilizzo dei cateteri. Parliamo in questo caso di cardiologia interventistica. Questa branca della cardiologia permette di introdurre un catetere attraverso le vie naturali che abbiamo a disposizione, arrivando a livello del cuore per poi rilasciare dei dispositivi che permettono di correggere le anomalie. Questi trattamenti richiedono sempre più competenze miste e un lavoro multidisciplinare e multiprofessionale che viene fatto nella cosiddetta “sala ibrida” dove ci sono più specialisti di branche diverse che portano le loro competenze per un paziente.

 

Anche quest'anno ci sarà l'iniziativa “Cardiologie aperte” sabato 14 febbraio. Di cosa si tratta?
È una giornata importante dedicata alla popolazione, che ha fra i promotori Almac che è l'associazione impegnata nella lotta contro le malattie cardiovascolari, l'associazione “Un cerotto sul cuore” che invece segue i cardiopatici pediatrici. Un momento promosso dalla Fondazione per il Tuo Cuore dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri.
Un momento di sensibilizzazione perché vogliamo portare a conoscenza della popolazione ma anche della stampa e dei media tutto quello che viene fatto in Trentino nell'ambito cardiovascolare in termini di innovazione, nuovi trattamenti e soprattutto in termini di prevenzione.

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