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Trento
29 agosto | 21:03

Evento neonazi, per ora non arriva lo stop. Il comune di Dro ha concesso la deroga all'inquinamento acustico. Poli (Pd): "Incredibile la superficialità dimostrata"

Dal punto di vista amministrativo, infatti, allo stato attuale delle cose, non vi sono preclusioni al fatto che l'evento possa svolgersi come da annunci diffusi sui social e sulle piattaforme di messaggistica istantanea, in primis perché si tratta di una manifestazione organizzata in struttura privata su suolo privato (dunque non di carattere pubblico) e, in secondo luogo, perché tutta la documentazione che bisogna produrre in tali casi è stata presentata completa e corretta in ogni sua parte. Politicamente, invece, in tanti hanno scelto consapevolmente di restare in silenzio

Evento neonazi, per ora non arriva lo stop

DRO. Per ora "Ritorno a Camelot", l'annunciato raduno di diversi gruppi neonazisti e neofascisti provenienti da diverse parti d'Europa, in programma dal 3 al 6 settembre all'Hotel Ciclamino di Pietramurata, resta in programma: l'evento non è stato né annullato, né vietato.

 

Dal punto di vista amministrativo (sottolineiamo: amministrativamente parlando), infatti, allo stato attuale delle cose, non vi sono preclusioni al fatto che l'evento possa svolgersi come da annunci diffusi sui social e sulle piattaforme di messaggistica istantanea, in primis perché si tratta di una manifestazione organizzata in struttura privata su suolo privato (dunque non di carattere pubblico) e, in secondo luogo, perché tutta la documentazione che bisogna produrre in tali casi è stata presentata completa e corretta in ogni sua parte.

 

Ottenendo, dunque, i necessari "via libera", sia da parte del comune di Dro, che ha concesso anche la deroga riguardante l'inquinamento acustico (prerogativa, questa, propria delle amministrazioni comunali), che dalla Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, il cui parere - è bene sottolinearlo - è squisitamente di natura tecnica.

 

In Trentino, ma la notizia è diventata largamente di respiro nazionale, montano preoccupazione e indignazione. In tanti, in primis la sindaca del comune di Dro Ginetta Santoni, si auguravano che dal Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica arrivasse la rassicurazione che l'evento sarebbe stato fermato.

 

A margine della riunione tenutasi ieri, venerdì 28 agosto, il Commissariato del Governo ha diramato una nota ufficiale nella quale viene spiegato che "l’Autorità di Pubblica Sicurezza monitora con la massima attenzione ogni manifestazione o evento sul territorio, a prescindere dalla matrice politica o dalla natura pubblica o privata del luogo in cui si svolge. Relativamente all’evento in questione, si precisa che la proprietà privata non costituisce una zona franca sottratta al rispetto delle leggi dello Stato. Qualora vengano rilevate violazioni delle norme di pubblica sicurezza, della normativa in materia di pubblici spettacoli, la commissione di specifici reati o rischi concreti per l’ordine pubblico, l’Autorità adotterà tempestivamente i provvedimenti prescritti dalla legge con il necessario coordinamento con la Provincia Autonoma di Trento e le Amministrazioni locali interessate. L’eventuale adozione di misure interdittive si basa su precisi presupposti giuridici e di sicurezza che sono attualmente in corso di attenta e rigorosa valutazione da parte degli organi competenti. Saranno garantiti specifici ed importanti servizi di ordine pubblico, al fine di scongiurare eventuali criticità".

 

In poche parole: la proprietà privata non è "zona franca" - ci mancherebbe altro - all'interno della quale si può fare "ciò che si vuole", le forze dell'ordine vigileranno e presidieranno - in maniera estremamente nutrita - il territorio e il luogo dell'evento, ma se non verranno commessi reati, infrazioni e violazioni, al momento dal punto di vista amministrativo non vi sono norme che impediscano lo svolgimento del raduno.

 

La politica - non tutta, perché incredibilmente c'è anche chi ha scelto di stare in silenzio - si è mossa, con il deputato di Avs Angelo Bonelli che ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Interno Piantedosi per chiedergli di bloccare la manifestazione e la vicenda è finita sui media nazionali, ripresa dalle principali testate italiane.

 

Intanto a Dro, ma più in generale in tutta la Valle dei Laghi, non si parla d'altro con la popolazione, soprattutto quella residente nella frazione di Pietramurata (circa 1.000 abitanti) che è estremamente preoccupata.

 

Se dal punto di vista amministrativo non si può fare nulla, la politica non poteva intervenire prima? Perché il comune di Dro ha dato il via libera senza effettuare alcuna verifica riguardo un evento della durata di più giorni, dal 3 al 6 settembre, che prevede l'installazione di un palco e di un tendone con l'esibizione di diversi gruppi, vista la richiesta di deroga all'inquinamento acustico?

 

Insomma, sarebbe bastata una telefonata a chi ospita l'evento per fare chiarezza sui dettagli dell'evento per avere un quadro completo della situazione.

 

"Una situazione che è stata gestita con sconcertante superficialità - tuona il capogruppo Pd in consiglio comunale Sergio Poli -, per non dire altro, perché se arriva una richiesta di questo tipo, considerando che non siamo a Milano o a Roma dove la manifestazioni sono magari centinaia ogni giorno e considerato che la nostra sindaca conosce benissimo i proprietari dell'Hotel Ciclamino, una verifica è assolutamente doverosa e "costa" veramente pochissimo tempo. E, invece, non è stata fatta, la pratica è stata autorizzata senza appurare alcunché e adesso ci ritroviamo, a meno di una settimana dal raduno, con i nomi di Pietramurata, Dro e dell'Alto Garda associati ad un raduno di stampo neonazista, con un'incredibile danno d'immagine per la zona e tutta la popolazione residente spaventata e spaesata. Come è possibile che venga presentata la richiesta per un evento, al quale parteciperanno centinaia di persone e della durata di più giorni, dunque non un matrimonio, un battesimo, un compleanno e la prima cittadina faccia nemmeno una telefonata di verifica per capire la tipologia della manifestazione o, più banalmente, chi avrebbe suonato? Lo trovo incredibile e assolutamente irrispettoso nei confronti sia della comunità che del ruolo che è chiamata a ricoprire, che imporrebbe enorme attenzione. Oggi è preoccupata? Lo siamo tutti e ci mancherebbe altro, ma avrebbe dovuto farlo molto tempo fa e non all'ultimo momento, sperando in un'intervento dell'Autorità pubblica. Infine una domanda: se il Veneto Fronte Skinheads organizza tale evento in Trentino e non in Veneto, dove non credo manchino gli spazi, ci sarà un motivo. Forse qui hanno trovato terreno fertile? Presenteremo una richiesta d'accesso agli atti per far luce sulla vicenda, perché quello a cui stiamo assistendo è sconcertante".

 

La sindaca droata Ginetta Santoni, chiamata in causa dalle forze d'opposizione (ma c'è grande malumore anche in maggioranza) è apparsa in evidente difficoltà al termine della riunione di venerdì. Ha emesso una breve nota ufficiale nella quale spiega che "l'Amministrazione Comunale di Dro ribadisce con fermezza la propria contrarietà a ogni forma di estremismo, riaffermando con orgoglio la piena adesione ai principi fondamentali della Costituzione italiana, presidio inalienabile di democrazia, libertà e coesione sociale".

 

Non essendoci tempi tecnici per convocare un consiglio comunale straordinario - come avrebbero voluto le forze d'opposizione - la prima cittadina del comune droato aggiunge che "lunedì 31 agosto alle ore 20 ho chiesto di convocare in modo informale il consiglio comunale per una riunione in merito al Comunicato stampa del Commissariato del Governo e ad eventuali aggiornamenti rispetto all'argomento".

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