Olimpiadi in tv, tutti contro Barbara Pedrotti. I giornalisti di Raisport attaccano: "Esperta di sci? Il pubblico merita veri conoscitori degli sport invernali"
La redazione di Raisport proclama lo stato di agitazione e denuncia "l’utilizzo spregiudicato" dei collaboratori esterni a fronte di tagli che rischiano di compromettere la corretta copertura dei Giochi: nel mirino anche la giornalista trentina Barbara Pedrotti

TRENTO. A due settimane dall'inizio delle Olimpiadi invernali l'assemblea dei giornalisti di Raisport è in ebollizione: la redazione, si legge in un documento che l'assemblea di Raisport ha approvato (34 voti a favore, un solo contrario) e che proclama lo stato di agitazione, "contesta con forza le scelte del direttore Paolo Petrecca" ed esprime "fortissima preoccupazione per un piano di lavoro con molti punti deboli che dovrà essere necessariamente rivisto a ridosso dell'evento per garantire la copertura che Raisport e la Rai debbono ai propri telespettatori".
Secondo l'assemblea innanzitutto ci sarebbe un tema di assegnazione del personale: Petrecca ha scelto di affidare a giornalisti della testata regionale almeno "tre posizioni chiave nelle trasmissioni" preferendoli quindi ai colleghi di Milano e Roma, giudicati evidentemente non all'altezza secondo il comunicato dei giornalisti.
E proseguendo nell'analisi e nell'elenco dei problemi denunciati dall'assemblea, tra i casi specifici presi in esame (e aspramente criticati) c'è quello della giornalista trentina Barbara Pedrotti: "Un'Olimpiade con copertura dalla mattina alla sera - si legge - merita la cura necessaria non improvvisazione o speranze di prestazioni straordinarie. Quanto ai talent per il programma del mattino è prevista la presenza di Barbara Pedrotti, indicata dal direttore come esperta di sci. Crediamo che il pubblico meriti veri esperti di sport invernali".
Poi lo snodo cruciale della protesta, la questione dei collaboratori esterni: "L'assemblea di Raisport ne contesta con forza l'utilizzo spregiudicato per ruoli da sempre ad appannaggio di conduttori e inviati interni esponendo anche l'azienda a possibili cause. I profili social di Raisport rilanciano continuamente gli account di due collaboratrici esterne che rivendicano conduzione e collegamenti in esterna, con interviste a seguire che vengono successivamente riproposte come interviste di Raisport. Mai in passato ci si era spinti così oltre. Un conto è invitare figure esterne nel ruolo di opinionisti, altro è trasformare consapevolmente collaboratori esterni in conduttori e inviati della testata, perché Raisport prima che un genere rimane una testata giornalistica con un direttore che dovrebbe essere responsabile delle scelte di chi va in onda e del controllo dei profili di chi va in onda. Se un talent diventa conduttore o inviato (per noi scelta illegittima) è necessario poi approfondire perché si decida anche di potenziare l'immagine di questi soggetti legati anche a campagne pubblicitarie e sponsorizzazioni perfino di siti di scommesse, questione in aperta violazione del codice etico Rai".
Rispetto al 2024, "nel 2025 Raisport ha speso per le proprie rubriche 640 mila euro in più e il numero di talent cooptati dall'attuale direzione ne è la ragione. In un momento storico in cui si decide di rinunciare a uomini e mezzi sui campi di Inter e Napoli nel mercoledì che potrebbe aver deciso il campionato, ci chiediamo quale sarà il futuro di Raisport dovendo far fronte a un taglio di due e milioni e mezzo di euro", aggiungono i giornalisti.












