"Pascolo non autorizzato, pecore nei giardini, cani che mordono e carcasse abbandonate". Il sindaco contro il pastore: "Diverse criticità, residenti esasperati"
Il sindaco Camillo De Pellegrin denuncia una situazione che si trascina da oltre due anni e risponde alle lamentele dei cittadini: "Abbiamo inflitto decine di sanzioni, ma il problema persiste. Non arretrerò di un centimetro nel tentativo di trovare una soluzione"

VAL DI ZOLDO. Una situazione che viene definita "di degrado che si trascina da tempo", numerose segnalazioni da parte dei residenti e un'amministrazione comunale che, nonostante i tentativi di intervento, fatica a trovare una soluzione definitiva: succede nella val di Goima, una vallata laterale dello Zoldano, dove la presenza di un pastore è da oltre due anni al centro di proteste e lamentele da parte dei cittadini.
A mettere a fuoco la situazione, parlando a il Dolomiti, è il sindaco di Val di Zoldo Camillo De Pellegrin che spiega come a far discutere siano soprattutto le condizioni dell'area in cui staziona il pastore, con una roulotte circondata da rifiuti, oggetti abbandonati, materiali arrugginiti e una bombola del gas, come documentano le fotografie inviate da alcuni residenti.
Ma le segnalazioni non si fermano al degrado, specifica il primo cittadino: riguardano anche il pascolo su terreni privati, le pecore che entrerebbero nei giardini delle abitazioni danneggiandoli e alcuni episodi in cui i cani del pastore avrebbero morso delle persone.
"Siamo alle prese da oltre due anni con un pastore che sta violando qualsiasi norma, sia relativa alla sua attività di pascolo sia alla convivenza civile. Pascola in aree dove non ha alcuna autorizzazione perché non si tratta di terreni di sua proprietà – spiega il primo cittadino – con i proprietari ormai esasperati. Transita inoltre in un Comune dove abbiamo vietato il suo passaggio e dove gli sono state inflitte decine di sanzioni e inoltre sono state raccolte anche diverse denunce per episodi in cui i suoi cani hanno morso delle persone”.
E poi il tema degli animali da pascolo, altro punto critico. “Ci sono poi pecore che vagano liberamente, senza custodia – spiega De Pellegrin – entrando nei giardini delle proprietà private e danneggiandoli. Una pecora è addirittura morta ed è stata abbandonata sul posto, insieme a tutti gli altri materiali che contribuiscono a creare una situazione di degrado, come si vede dalle fotografie".
Di fronte a una situazione, che continua a suscitare le proteste dei residenti, il Comune sta valutando ulteriori iniziative, con l'obiettivo di individuare una strada per porre fine alle criticità denunciate: tra le ipotesi c'è anche quella di intervenire direttamente sugli animali del pastore.
"La nostra prossima azione sarà capire come poter procedere al sequestro delle sue pecore – dice il sindaco – cercando così di metterlo nella condizione di porre fine a questa situazione".
Tra i provvedimenti già tentati c'è anche il sequestro dei cani del pastore, un'operazione che, secondo la ricostruzione del sindaco, ha visto il coinvolgimento di diversi soggetti istituzionali, ma che non ha consentito di recuperare tutti gli animali.
"Vanno attivati dei percorsi che impediscano a questa persona di continuare a esercitare l'attività di pascolo - dichiara Camillo De Pellegrin - e come Comune abbiamo agito in sinergia con la Polizia provinciale, i Carabinieri forestali, i Carabinieri e il servizio veterinario dell'Ulss per sequestrare i suoi dieci cani. Prima del nostro arrivo, però, è riuscito a spostarli fuori dal territorio comunale e siamo quindi riusciti a sequestrarne soltanto uno, che si trova attualmente sotto la nostra custodia".
La questione, tuttavia, non riguarda soltanto il territorio di Val di Zoldo: il sindaco sottolinea infatti come gli spostamenti legati alla transumanza possano portare la situazione in altri Comuni, con il rischio che le stesse problematiche si ripresentino altrove e che anche le altre amministrazioni si trovino a dover affrontare le medesime difficoltà.
"La gente ci chiede come possiamo risolvere il problema, ma la situazione è molto delicata. Va inoltre considerato - puntualizza il sindaco - che questa persona, spostandosi con la transumanza, arriverà in altri Comuni, creando gli stessi disagi. Le altre amministrazioni, come noi, potranno fare ben poco, se non adottare gli stessi provvedimenti che abbiamo già adottato. La Prefettura, con cui sono costantemente in contatto, e l'Azienda sanitaria sono a conoscenza della situazione. Siamo tutti consapevoli della necessità di trovare una soluzione e, come sindaco, non arretrerò di un centimetro nel tentativo di riuscirci".
Per il sindaco, dunque, il problema è anche quello degli strumenti normativi a disposizione delle istituzioni, che a suo giudizio non consentirebbero di affrontare con sufficiente efficacia situazioni come quella denunciata nella val di Goima.
"Dobbiamo fare un salto di qualità e fare in modo che lo Stato e le istituzioni si impegnino concretamente per porre fine a situazioni di questo tipo. Non è possibile – chiosa il primo cittadino – che le norme, pur costruite nell'ambito di uno Stato di diritto che tutela i diritti di tutti, siano talmente rigide da impedirci di risolvere una criticità del genere. Il mio timore è che possano verificarsi episodi di tensione anche tra i cittadini, perché le persone sono esasperate e non si sa mai cosa possa accadere".













