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Belluno
02 aprile | 19:34

Primavera, tornano le zecche. Belluno la provincia più colpita da TBE: i consigli per la prevenzione, dai comportamenti al vaccino

Con la primavera, l’Ulss 1 Dolomiti rinnova l’appuntamento con la prevenzione anti Tbe, malattia molto insidiosa trasmessa dalle zecche. Ma alta è anche l’incidenza della malattia di Lyme: ecco dunque i consigli per prevenire, sia a livello comportamentale sia per vaccinazione

FELTRE. “Rinnoviamo l’appuntamento sul tema perché a volte non ci si rende conto della gravità potenziale che una puntura di zecca può avere”. Con l’inizio della primavera, l’Ulss 1 Dolomiti rilancia l’importanza della prevenzione e della vaccinazione per le malattie trasmesse dalle zecche.

Nel territorio bellunese, il più colpito da Tbe in Veneto, la specie prevalente è Ixodes ricinus, che vive in aree boschive e di pascolo con elevato tasso di umidità. Lo scorso anno il progetto Monzec ne ha monitorato la distribuzione in Tirolo orientale, Val Pusteria provincia di Belluno.

 

“I primi dati sul periodo marzo-luglio 2025 - spiega Enrico Francione, direttore del servizio veterinario - sono stati ottenuti sia con la sorveglianza attiva, con operatori che hanno raccolto in loco le zecche, sia con quella passiva, tramite zecche raccolte su animali domestici o selvatici, questi ultimi conferiti all’Istituto zooprofilattico”.

La prima ha portato ad analizzare 86 esemplari, dai quali è emersa un’incidenza del 38% del batterio Borrelia (responsabile della malattia di Lyme), del 6% dell’Anaplasma phagocytophilum (che provoca anaplasmosi) e dell’1% del virus dell'encefalite da zecche Tbe. Proporzioni confermate dalla sorveglianza passiva: su 60 zecche, il patogeno TBEv era presente nel 2% dei casi, mentre la Borrelia nel 17%.

 

“Rispetto allo storico del 2010 - spiega il medico - c’è una tendenza all’aumento della positività di questo patogeno, ma i dati saranno aggiornati con la stagione 2026”.

Di cosa si tratta nei fatti? A spiegarlo il dottor Nahuel Fiorito, del servizio igiene e sanità pubblica. “La malattia di Lyme o borreliosi - afferma - è una malattia batterica che sorge tra 1 e 5 settimane dopo la puntura ed è spesso diagnosticata con un eritema sulla pelle che si allarga. Questo ci permette di intervenire e prevenire le fasi successive, che portano conseguenze come cefalee, artrite o neuropatie. In ogni caso è curabile anche se presa tardi, ma la diagnosi rimane fondamentale e nel territorio abbiamo buone capacità in tal senso”.

La Tbe, invece, ha l’esordio dai 4 ai 28 giorni dopo la puntura. La prima fase comporta febbre, cefalea, affaticamento e dolori, poi degenera in un interessamento neurologico con conseguenze potenzialmente drammatiche. “La mortalità è relativamente bassa - prosegue Fiorito - ma i danni, anche permanenti, sono frequenti e non esiste una terapia efficace”. A dimostrarlo il caso di Alberto, ancora sotto riabilitazione dopo quasi un anno (qui il racconto).

Nel 2025, nel territorio bellunese sono stati 12 i casi diagnosticati. “Per i residenti la vaccinazione è gratuita: un aiuto non da poco - ammette il medico - perché registriamo sempre un certo numero di encefaliti. Se infatti in altre province venete combattono ad esempio con il West Nile virus delle zanzare, qui l'attenzione è alta per la Tbe perciò la prevenzione deve essere sia comportamentale sia in termini di vaccino, unica garanzia contro il contagio”.

Vale la pena ricordare alcuni consigli: indossare abiti di colori chiari e coprenti (non pantaloncini corti), restare sui sentieri, usare repellenti, controllare visivamente cute e indumenti a fine escursione e rimuovere la zecca quanto prima, senza applicare alcuna sostanza. La zecca va tolta con una pinzetta in linea perpendicolare, senza schiacciare il corpo: se il rostro rimane all’interno, non è un problema perché esce da solo. Niente “riti magici” dunque, come fumo di sigaretta per stordire la zecca o alcool per inibirla: va semplicemente rimossa, segnando sul calendario la data per riferirla al medico in caso di sintomi sospetti nelle settimane successive.

Per il vaccino, invece, è consigliabile iniziare in autunno il ciclo primario di tre dosi, mentre i successivi richiami (il primo dopo 3 anni, gli altri ogni 5 anni fino ai 60 anni di età) possono essere fatti in qualsiasi periodo. “Non ci interessa la copertura effettiva della popolazione - continua - perché non è una malattia trasmissibile tra umani, ma è interessante come varia tra le zone. In Cadore è quasi il doppio (30,6%) rispetto al Feltrino (17,1%): un dato importante perché lì abbiamo il maggior numero di casi di encefalite".

 

Infine, gli animali: anche per gli amici a quattro zampe la prevenzione è fondamentale, sia osservando la loro cute dopo il rientro dalla passeggiata sia rimuovendo subito eventuali zecche, con modalità simili per la rimozione sull'uomo. Ci sono inoltre diversi antiparassitari, come repellenti e parassiticidi, da applicare consultando il proprio veterinario. Fondamentale comunque non usare prodotti per cani sui gatti e viceversa, perché possono rivelarsi molto tossici.

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