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Trento
24 gennaio | 11:19

Quando a Trento gli anarchici cercarono di rubare la Fiamma Olimpica alla tedofora. Decarli: "Una cosa mai vista. Il peggior episodio in 50 anni di giornalismo sportivo"

Per la prima volta in assoluto, esattamente 20 anni fa, il capoluogo fu teatro di un grave e triste episodio, mai avvenuto in precedenza: un gruppo di anarchici, composto da 8 - 9 persone, cercò di rubare la fiaccola dalle mani della tedofora Eleonora Berlanda, che stava correndo nella centralissima via Mazzini in direzione di piazza Duomo. La Fiamma Olimpica venne subito recuperata grazie alla prontezza della stessa mezzofondista trentina e della sicurezza

Quando a Trento gli anarchici cercarono di rubare la Fiamma Olimpica alla tedofora

TRENTO. Tra qualche giorno la Fiamma Olimpica arriverà a Trento e attraverserà le vie del centro cittadino. Un momento assai "sentito" (che sta suscitando anche qualche polemica, viste le disposizioni comunali per "liberare" il passaggio), che arriva puntuale ogniqualvolta si disputano i Giochi Olimpici, sia quelli invernali che quelli estivi.

 

Ebbene, per la prima volta in assoluto, esattamente 20 anni fa, il capoluogo fu teatro di un grave e triste episodio, mai avvenuto in precedenza: un gruppo di anarchici cercò infatti di rubare la fiaccola dalle mani della tedofora Eleonora Berlanda, quattro volte campionessa italiana, tre sui 1.500 e una sugli 800, che stava correndo nella centralissima via Mazzini in direzione di piazza Duomo.

 

Il blitz fu fulmineo e uno degli aggressori riuscì anche a strappare la Fiamma Olimpica dalle mani delle mezzofondista trentina, che poi rincorse l'improvvisato ladro e, aiutata da poliziotti e personale della sicurezza, recuperò la Fiamma Olimpica, che venne regolarmente portata all'ombra del Duomo dove venne successivamente acceso il Tripode.

 

Il gruppo di anarchici era formato da 8-9 persone, alcune delle quali vennero fermate e identificate, mentre quattro di loro riuscirono a darsi alla fuga, dileguandosi tra la folla presente.

 

Testimone oculare e il primo a raccontare l'episodio, che fece scalpore in tutto il mondo, fu il giornalista dell'Ansa Diego Decarli che, proprio oggi, ha ricordato l'episodio, raccontando quanto accaduto 20 anni fa a Trento. Sue anche le foto che immortalarono quel tentativo di furto senza precedenti.

 

"Il prossimo 29 gennaio la Fiamma Olimpica arriverà a Trento - scrive Decarli sui propri canali social, ripercorrendo quanto accaduto - dove venti anni si celebrò un triste primato olimpico a cui assistetti in esclusiva come cronista dell'Agenzia Ansa: per la prima volta nella storia dei Giochi la Torcia venne rubata da un anarchico e recuperata grazie all'immediata reazione della mezzofondista trentina Eleonora Berlanda, ultimo tedoforo cittadino. L'incredibile episodio avvenne in via Mazzini a poche centinaia di metri da Piazza Duomo, dove poi l'anziano giornalista sportivo trentino Roberto Moggio accese il Tripode. Per pochi attimi la Fiamma di Torino 2006 venne scippata dalle mani della campionessa italiana dei 1.500 metri, circondata all'improvviso da un gruppo di anarchici".

 

L'ex giornalista dell'Ansa partecipò al parapiglia che si creò, con alcuni presenti e le forze dell'ordine che intervennero per far sì che la Torcia non venisse rubata. E poi intervistò in "prime time" Eleonara Berlanda, che dovette lasciare per qualche secondo la fiaccola, per evitare di bruciarsi. Ma poi rincorse l'aggressore e lo fermò.

 

"Quattro di loro, tra cui una ragazza, le si avventarono contro ma la mezzofondista azzurra oppose grande resistenza - prosegue l'ex giornalista Ansa -. Anche calciando gli aggressori, rimasti sorpresi da tale reazione. "Ho rischiato di ustionarmi e ho dovuto lasciare la fiaccola. Che tristezza, che rabbia per quest'aggressione" le sue dichiarazioni che raccolsi in tempo reale dopo aver documentato fotograficamente l'assalto e aver cercato di aiutarla nel difendere la Torcia. "La fiamma è un simbolo bello per tutti, dai bambini agli anziani, non pensavo proprio che qualcuno potesse pensare di offenderlo. Più che paura, ho provato stupore - aggiunse la moglie dell'ex ciclista professionista Mariano Piccoli -. Uno dei giovani riuscì ad impossessarsi della Torcia - rimasta sempre accesa - e tentò la fuga in un vicolo, rincorso e bloccato da Eleonora Berlanda dopo pochi metri. Grazia al velocissimo intervento dei runner e degli agenti motociclisti della Polizia Stradale di scorta al corteo olimpico, vennero fermati anche altri aggressori. Quattro riuscirono a dileguarsi".

 

Quello era stato il secondo tentativo di "disturbare" la cerimonia perché, pochi minuti prima, un gruppo di "disobbedienti" aveva bloccato il corteo, fermando i mezzi degli sponsor in via Prepositura.

 

"Alla scena assistetti con un collega fotografo dell'Ansa - conclude Decarli -. Già allora disponevo di un cellulare con cui scattai delle foto cercando contestualmente di aiutare Eleonora. L'episodio si risolse con un piccolo ritardo nell'inizio della cerimonia di Piazza Duomo dove la Torcia di Milano Cortina 2026 tornerà giovedì 29 gennaio a distanza di 20 anni da quella di Torino 2006. In precedenza il cammino della Fiamma venne ostacolato, sempre a Trento, anche da una trentina di "disobbedienti" che fermarono il corteo in via Prepositura, lasciando passare solo il tedoforo e bloccando i mezzi degli sponsor. Appresa la notizia, d'istinto decisi di spostarmi di un centinaio di metri da Piazza Duomo a via Mazzini dove assistetti in tempo reale a quello che certamente è stato il peggior episodio a cui ho assistito nei 50 anni di giornalismo sportivo, con cinque presenze ai Giochi Olimpici".

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